Altro stop e classifica pessina: Humangest a fondo

Alessandro Biancardi

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Anche a Modena è arrivato il temuto stop, il settimo in otto partite.
E' chiaro che la situazione sta diventando molto difficile, perché la Humangest Water Polis Pescara è sempre al penultimo posto, ma con la differenza che ora la classifica è diventata molto più brutta.
E' anche vero che i risultati delle dirette avversarie nell'ottava giornata sono stati tutti assolutamente sfavorevoli (ad esempio le vittorie dell'Acilia a Bologna e del Cagliari sull'Imperia), ma non era logico aspettarsi regali dagli altri campi.
Così il Pescara è a tre punti e la concorrente più vicina è invece a quota dieci, anzi un gruppetto di quattro squadre: Bologna, Acilia, Fiorentina e Como.
La sconfitta di Modena è stata l'esatta fotocopia di quasi tutti gli altri incontri persi. Ovvero, il team pescarese ha giocato alla pari con gli avversari per gran parte del match, salvo poi farsi colpire da chissà quale misterioso morbo (stavolta nel terzo parziale) e lasciare campo libero agli avversari. Per onestà di cronaca, la gara è stata in discussione fino agli ultimissimi minuti, poi però ha prevalso il Modena grazie anche alla prova di un grande Lizzari, tra l'altro un ex.
Bisogna sicuramente che la Water Polis cambi rotta, se non altro a livello di personalità, perché adesso il calendari propone tre scontri diretti consecutivi da ottimizzare: sabato alle Naiadi contro l'Acilia, mercoledì a Cagliari, il sabato successivo di nuovo in casa contro il fanalino di coda Bergamo.
Il clima che si respirava negli spogliatoi di Modena era pessimo, teste basse e nessuna voglia di parlare.
Unica nota positiva, il rientro – seppur a mezzo servizio – del croato Dragan Medan dopo l'intervento al polmone. Medan ha fatto l'impossibile e ha pure segnato tre gol.
Il commento del portiere-allenatore Paolo Bocchia: «Continuiamo a portarci appresso delle lacune colossali e così subiamo gol evitabilissimi. Ci stiamo lavorando, purtroppo c'è bisogno di tempo e tempo a disposizione ne abbiamo poco. Siamo tuti sconsolati per le sconfitte, che peraltro arrivano in maniera sempre rocambolesca, sempre di misura. Però abbiamo l'obbligo di non mollare e di provarci sino alla fine, mancano quattordici partite alla conclusione e dobbiamo crederci».

05/03/2007 12.59