Atlantic/Champ Car. Kevin Kalkhoven:«Ecco le tre giovani promesse italiane»

Alessandro Biancardi

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NEW YORK. Non ha l'aria dell'asceta nè del missionario ma è una miscela esplosiva di estro, di calcolo e circospezione. Kevin Oscar Kalkhoven,oriundo australiano, è uno che sa il fatto suo. (Foto Kalkhoven in aereo)
Quanto alle idee dell'uomo, possono piacere o non piacere, e a molti non piacciono. Ma lui nondimeno le esprime,incurante d'anatemi e censure.
Ha l'aria svagata, parla sottovoce, chissa' se per attrarre piu' proseliti o per timore di farne troppi ma quando si trova dinanzi ad un gruppo di giornalisti, sfodera le armi che utilizza alla perfezione.
Alle raffiche di domande, risponde con una serie di risposte convincenti, talvolta con un fondo polemico. Chi non lo conosce lo crederebbe un politicante che cerca di sgattaiolare per non imbarazzarsi.

«Sì, sono appena tornato dall'Antartide dove sono andato a controllare la situazione della barriera corallina che sta molto a cuore alla nostra associazione Lizard Island Marine della quale sono amministratore.Riporto un' ottima impressione e sono lieto di aver guidato uno dei miei jet dall'Argentina sino alla base del mondo».

Soddisfatto della vettura Swift,spinta dal Mazda/Cosworth,della serie Atlantic?
«L'Atlantic, come annunciato, ha un motore e chassis per l'anno nuovo, veramente ottimi. Per la Champ car stiamo ascoltando il parere dei “patron” di team i quali chiedono di apportare modifiche adeguate alle circostanze. Comunque tutti vengono dalle prove da poco sostenute a Houston, soddisfatti dei risultati ottenuti».

Senza dibbio il contingente umano che partecipa alla serie Atlantic lo si puo'considerare eccellente....
«Dopo Laguna Seca (9/10 marzo) avremo l'esatto numero dei team e piloti concorrenti che non saranno meno di 20 unita'. Certo che i due milioni di dollari messi in palio per il vincitore del campionato hanno avuto forza di attrazione. Non solo per i ragazzi americani, ma per gli altri di diversa nazionalita'.Quest'anno poi avremo tre giovani promesse italiane (Giacomo Ricci, Matteo Cressoni nell'Atlantic e Enrico Toccacelo nella Champ car). Senza dubbio una sana folata di aria nuova».

Come giudica Kevin, la passata stagione agonistica, in veste di dirigente della Champ car?
«Non potrei gioire di più. La “nuova” serie automobilistica Usa, in
un periodo di rapida attivita', e' riuscita a farsi notare nel mondo sportivo ed ora si prepara ad attaccare una nuova era piu' moderna, piu' ricca, piu' agonistica, con la griglia di oltre 20 macchine della serie Atlantic, e circa19 nella Champ car».

Con un calendario carico di sei Nazioni da visitare e una TV superlativa...
«America, Canada,Messico, Australia, Cina ed Europa. E tanto basta. Comunque va detto che abbiamo sistemato il programma televisivo che trasmettera' per 58 milioni di utenti di mezzo mondo, abbiamo un calendario che, appunto prevede corse a Zunhai (Cina),Mt. Tremblant (Canada), Messico City e due corse europee che si affiancheranno alle nostre tappe “regine”,vedi Las Vegas,Long Beach, Toronto, Edmonton (Canada), San Jose; ed altre».

In vista dell'inizio del campionato il team PKV (di proprieta' di Kevin Kalkhoven n.d.r) quanti piloti faranno parte della squadra. E a che punto e' il programma 2007 del team ?
«Avremo due pilotii. Uno sara' Neel Jani l'altro verra' annunciato, insieme agli sponsors, a Laguna Seca. (Oriol Servia? N.d.r).Quanto allo stato di salute delgruppo, da buon dottore posso dire:”il paziente ha compiuto grandi progressi».

E Katheryn Legge, l'inglesina che ha guidato per due anni nel team PKV, dove andra'?
«Kathy ha gia' provato nel team di Dale Coyne con risultati soddisfacenti e son certo che lei difendera' con coraggio i colori inglesi. E' sorprendente come questa ragazza abbia ripreso con facilita'la sua attivita' dopo il pauroso-spettacollare incidente di Elkart Lake dal quale ne usci' illesa. Ora sta bene e vuol dimenticare l'orribile momento». (Foto Kathy Legge)

Kevin, nella vita cos'e' che stimola piu' la sua curiosita'
«Basta che uno mi dica: non riuscirai a fare questa cosa; e' la volta che non c'e' freno che regga».

Qual è stato il momento piu' elettrizzante della sua carriera sportiva?
«Ce ne sono stati diversi, ma ogni volta che ne subentra un altro, il primo passa in secondo piano.Ma sono soddisfatto dei miei momenti elettrizzanti».

Potendo, ricomincerebbe la sua vita daccapo? «Se avessi piu' tempo a disposizione per fare di piu' di quello che ho sempre fatto accetterei, altrimenti resterei con quello che ho raggiunto».

In una intervista qual è la domanda che la infastidisce di piu'?
«Quella dove l'intervistatore e' testardamente deciso a non volere la verità».
Se le chiedessi una volta tanto di rivolgere a me una domanda, che cosa avrebbe da chiedermi?
«Cosa dobbiamo fare per rendere le corse sempre piu' attraenti?»
Lino Manocchia SSNphoto.com.

20/02/2007 8.55