Renzetti lascia, non c’è posto per il suo entusiasmo

Alessandro Biancardi

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PESCARA: Angelo Renzetti, nella tarda serata di ieri, si è dimesso dalla carica di presidente del Pescara, assunta ufficialmente il 10 gennaio 2007. La presidenza Renzetti, dunque, è durata poco più di un mese. E' bastata, però, a riaccendere un po' di entusiasmo nei cuori dei tifosi biancazzurri, sempre più delusi dalle passate gestioni di Scibilia prima e Paterna poi. Insanabili evidentemente sono state le incomprensioni con i soci della Pescara 70.
Ironia della sorte, fatali a Renzetti sono stati i soci della società da lui stesso ideata e fondata dal nulla, quando il Pescara sembrava non interessare a nessuno.
Il desiderio dell'oramai ex presidente è già stato esaustivamente espresso nei giorni passati.
Renzetti non ha nessuna intenzione di collaborare in società al fianco di un nuovo patron. L'imprenditore italo-svizzero vuole guidare da solo l'”autovettura” Pescara calcio.
Il suo desiderio, però, “cozza” con il volere della maggioranza dei soci di Pescara 70 che non lo indicano come la figura ideale per guidare un club professionistico.
L'aumento di capitale, lo ricordiamo, ha infatti messo Renzetti in minoranza all'interno della società che, pochi giorni fa, ha acquistato l'intero pacchetto azionario del sodalizio di via Mazzarino da Paterna.

Pincione nel frattempo, che ha intuito le doti di grande comunicatore di Renzetti per il rilancio del club, starebbe cercando di ricucire lo strappo.
L'impresa è ardua ma l'imprenditore italo-americano, in ogni caso, ha compreso il fatto che questo è il momento peggiore per assumere direttamente o indirettamente la carica di presidente del Pescara.
Le dimissioni di Renzetti arrivano nel momento migliore della squadra.
Grazie a quest'ultimo, i ragazzi sono più sicuri e consci dei propri mezzi. Renzetti ha rappresentato quello che Paterna non è riuscito ad essere in tre anni di sua gestione, un vero punto di riferimento sempre vicino alla squadra, soprattutto nei momenti più difficili.
Non è casuale il fatto che la prima vittoria in campionato sia arrivata al suo esordio da patron del club adriatico.
La popolarità di Renzetti presso i tifosi del delfino, detto ciò, è altissima. Lo stesso è il classico presidente eletto dal popolo. Per questo, non è da escludere un ripensamento dell'ultim'ora dello stesso Renzetti. Pescara ha bisogno di un massimo dirigente che riporti anima ed entusiasmo in una piazza ormai sfinita dalle ultime disastrate gestioni. Renzetti, sotto questo punto di vista, è il personaggio ideale pertanto, quasi certamente, non è stata detta ancora l'ultima parola su questa ennesima querelle, ora interna alla stessa società.


LA LETTERA DI UN AMAREGGIATO RENZETTI

Gentili Signori,
è con estremo rammarico che formulo la presente lettera con la quale sono costretto a rassegnare le dimissioni dalla carica di Presidente della Pescara Calcio S.p.a..
Tale decisione, seppur dolorosa, scaturisce dalla constatazione che il progetto faticosamente portato avanti in questi mesi dal sottoscritto non sembra più trovare la totale condivisione da parte dei miei partners originari. E' infatti ormai noto a tutti che, in occasione dell'acquisizione del pacchetto azionario della Pescara Calcio S.p.a. da parte della società Pescara70 s.r.l., la società costituita dal sottoscritto proprio per coinvolgere nel progetto quanti più imprenditori locali possibili, alcuni soci della predetta società acquirente hanno apertamente sconfessato l'intento primario dell'operazione di acquisizione societaria, riducendo il tutto ad un puro esercizio di potere.
Nonostante tutto, in queste ultime ore, ho cercato di ricucire gli ormai precari rapporti con alcuni dei miei compagni di viaggio, ma ho dovuto arrendermi all' evidenza dei fatti.
L'amarezza personale, appena attenuata dallo splendido successo della squadra in quel di Bari, mi impone di lasciare libero il campo a chi, se ne sarà in grado, ritiene di avere le capacità manageriali e carismatiche da condurre in porto una difficile impresa come senza dubbio resta la salvezza della nostra amata squadra di calcio.
Il mio ultimo pensiero va agli splendidi tifosi di Pescara, i quali hanno in questi mesi imparato a conoscere la mia schiettezza e che, a prescindere da qualche vero o presunto errore commesso anche dal sottoscritto nella difficile fase dell'acquisizione della società sportiva, non hanno fatto mai mancare il loro prezioso apporto sia alla squadra che al Presidente.
E' con profondo sconforto, pertanto, che rassegno con la presente le mie dimissioni dalla carica sin qui ricoperta, con riserva di valutare nei giorni che seguiranno anche l'opportunità di recedere da socio della società Pescara 70 S.r.l.
Distinti saluti Angelo Renzetti.



Andrea Sacchini 19/02/2007 8.08