Ottavio Palladini, capitano del Giulianova: «Eccomi qui»

Alessandro Biancardi

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GIULIANOVA. Trentacinque anni, 520 partite tra i professionisti, sette campionati di C1, nove campionati di serie B con 300 presenze e 36 gol e tre tornei disputati nella massima serie; questi i numeri di Ottavio Palladini capitano del Giulianova.
E' nato a San Benedetto del Tronto il 29 dicembre 1971. Ha esordito in serie A il 6 settembre 1992 in Roma- Pescara finita 0-1.
E' cresciuto nelle fila della Sambenedettese ma ben presto il direttore sportivo Iaconi, allora alle dipendenze del club marchigiano, lo cede al Pescara di Galeone.
In serie A con la maglia biancozzurra totalizza 27 presenze firmando sei gol.
Nel 1998 viene ceduto dal Pescara al Vicenza, in serie A, e la squadra pescarese incassa quattro miliardi.
La squadra veneta retrocede in B e nel torneo cadetto il centrocampista rappresenta una pedina fondamentale per il ritorno in A della squadra di Reja: in due stagioni, 40 presenze e 5 gol con la maglia biancorossa.
Poi, di nuovo al Pescara per altri tre anni, ed infine il presente con la squadra giallorossa del Giulianova.

So che è sposato con Monia che, come lei, è di San Benedetto del Tronto. Avete due figli : Martina di 10 anni e Alessio di 7…
«Ci piace viaggiare. Appena possiamo, giriamo l'Italia in macchina alla scoperta di posti nuovi.
Facciamo una vita lontana dai riflettori, che rappresenta i nostri caratteri riservati».

Palladini e la sua folle fobia per il volo.
«E' più forte di me, non riuscirò mai a vincerla. Davanti ad un aereo sono sempre stato diffidente, ma dopo un viaggio tremendo mi si è scatenata una vera e propria paura. L'episodio risale a quando giocavo col Vicenza, di ritorno da una partita a Salerno, presi l'aereo a Napoli. Ci fu una tempesta così tremenda che cominciai a tremare e sudare. Da quel giorno non sono più salito su un aereo».

Sei delle dieci stagioni in biancoazzurro le ha vissute con Federico Giampaolo.
«Giampy è stato sempre un amico prima che un compagno di squadra. Dal punto di vista calcistico, parlare dei suoi pregi sarebbe facile, ma non potrei dire nulla di più di quanto è già noto. Preferisco parlare del suo peggior difetto, quello che gli ha impedito di fare una carriera all'altezza del suo talento. Mi riferisco alla pigrizia. Di quegli anni trascorsi insieme a Pescara conservo un ottimo ricordo, ci sentiamo spesso dato che ora lui si trova a Crotone ed io a Giulianova, ma appena il tempo c'è l'ho permette cerchiamo di incontrarci con le rispettive famiglie e restare un po' insieme».

Palladini e gli allenatori.
Nel corso della sua lunga carriera tanti gli allenatori da Galeone al duo Zucchini- Corelli, Scoglio, Rumignani, Oddo, Maifredi, Rossi, Viscidi , Buffoni , Iaconi e tanti altri.
Di qualcuno era considerato il pupillo, di tutti è stato l'asso nella manica.
«Con ognuno ho giocato quasi sempre, e questo mi inorgoglisce. Da tutti gli allenatori ho imparato davvero tanto. Per questo li ringrazio».

Palladini e il calcio di oggi.
«Il calcio è molto cambiato rispetto ad oggi attualmente, ci sono molti interessi economici intorno a questo sport, soprattutto tra i calciatori si pensa di meno ad affermarsi calcisticamente e molto a riempire i portafogli. Sono contrario agli stadi chiusi afferma Ottavio, lo stadio dev'essere un luogo aperto ai tifosi quelli veri e sinceramente se ci sono delle regole esse devono essere rispettate».

Palladini e il derby.
«Per domenica afferma l'attuale capitano dobbiamo cercare assolutamente di centrare la vittoria per continuare a sperare ed interrompere la serie negativa di risultati e poter così regalare una gioia ai nostri tifosi».

Rita Consorte 16/02/2007 9.39