Nel deserto dell'Adriatico, Pescara-Mantova termina 0-0

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Nel deserto dell'Adriatico, a porte chiuse, un discreto Pescara non va oltre lo 0-0 contro un Mantova non certo dai valori tecnici straordinari.
Il silenzio surreale dell'impianto pescarese è rotto solamente dai fischi dell'arbitro e dalle voci dei giocatori.
Sembra di assistere più ad un allenamento di rifinitura che ad una sfida vera e propria e questo, siamo sicuri, fa molto male al calcio.
Per quanto riguarda il risultato un pareggio tutto sommato giusto ma, alla luce delle due vittorie casalinghe consecutive, ci si aspettava qualcosa di più dai ragazzi del duo Vivarini-De Rosa. Nonostante alcune trame di gioco interessanti lungo tutto l'arco dei novanta minuti, il Pescara non ha mai dato l'impressione di segnare.
Tutto il contrario di ciò che era accaduto nell'ultima gara casalinga contro il Lecce. A dire il vero, però, di fronte c'era la miglior difesa dell'intero campionato cadetto nelle ultime 13 giornate.
Malgrado lo 0 a 0 finale, certamente la differenza di 24 punti in classifica non si è vista in quanto gli adriatici hanno tenuto molto bene il campo, concedendo solo un paio di azioni pericolose ai virgiliani. Complimenti anche ai due tecnici che, al contrario dei loro predecessori, hanno trovato la giusta collocazione in campo di tutti gli elementi.
Ad ogni modo, questo fatto non fa che aumentare i rimpianti.
Se si fosse giocato così fin dall'inizio del campionato, certamente oggi il Pescara non si troverebbe in questa brutta situazione di classifica.
Una squadra viva, come quella ammirata nelle ultime settimane, lascia ancora speranze ai tifosi. Il Crotone, quart'ultimo in classifica, dista ora sei punti e la rincorsa è possibile. Tornando alla gara, dopo un primo tempo a grandi linee positivo, la squadra è un po' calata fisicamente ma il punto non è da buttare. Tra i singoli, buona la prova di Mora e Russo. Rigoni è risultato decisamente il peggiore in campo. L'ex centrocampista della Ternana ha fatto suo malgrado rimpiangere non poco la velocità ma soprattutto la sostanza di Antonelli.

Giocare a porte chiuse, sembra quasi superfluo sottolinearlo, ha penalizzato fortemente i biancazzurri. Difficilmente in un'atmosfera “lunare” la squadra di casa, qualunque essa sia, può esprimersi al meglio. Sotto questo punto di vista, probabilmente, i tifosi del Pescara dovranno abituarsi a questo clima particolare. Il rischio concreto è che il Pescara dovrà giocare ancora a lungo senza il suo caloroso pubblico.


PESCARA-MANTOVA, LE FORMAZIONI

Per la prima volta nella storia del Pescara, i biancazzurri sono costretti a giocare in casa a porte chiuse. E' la conseguenza dei noti fatti di Catania. Solo 200 persone, esclusi giornalisti e fotografi, sono sugli spalti ad assistere alla gara di oggi (ieri per chi legge, ndr). Tra loro dirigenti, tesserati ed accompagnatori delle due società. Per quanto riguarda i tifosi della Nord, alcuni si sono radunati già qualche minuto prima della contesa sotto la curva Mazza, per non far mancare l'incitamento alla squadra anche da fuori lo stadio.
Passando alla formazione, il duo Vivarini-De Rosa è costretto a fare la conta con diverse assenze. Vellucci, Gautieri e soprattutto Antonelli, infatti, sono indisponibili e non sono stati neanche convocati. Moscardi e Paponetti non sono in distinta per scelta tecnica. Collaudato 4-4-2 per i due tecnici. Polito confermato tra i pali. Linea difensiva composta dalla coppia centrale Gonnella-Delli Carri, Mora a sinistra e Demartis sull'out di destra. A centrocampo, presenti Luci e Papini mediani; a destra agisce La Vista mentre sull'esterno sinistro, causa l'indisponibilità contemporanea di Antonelli e Vellucci, si registra il ritorno tra i titolari di Rigoni. In avanti largo al tandem Russo-Martini.
Per contro, Di Carlo disegna il suo Mantova secondo i canoni del 4-4-2, rapidamente modificabile in un 4-3-3 in fase di possesso palla. Sacchetti, Notari, Cristante e Rizzi a protezione della porta difesa da Brivio, ex della contesa. Poker di centrocampo formato da Grauso, Caridi, Brambilla e Tarana. Coppia offensiva composta dal duo Noselli-Godeas. Occhio soprattutto a quest'ultimo, appena prelevato dal Chievo durante il mercato di gennaio, abile tecnicamente e molto forte nelle palle alte; decisamente una delle migliori punte della categoria. Attenzione massima anche alla velocità di Sommese, ottimo anche nell'uno contro uno. In panchina per i virgiliani, tra gli altri, Mezzanotti vecchia conoscenza del calcio pescarese e Sommese.
Arbitra Maurizio Ciampi di Roma 2, assistenti Iannello e Liberti. In questa stagione il fischietto romano ha già diretto i biancazzurri in occasione della trasferta a Torino contro la Juventus, terminata 2-0 per i bianconeri. Prima dell'inizio dell'incontro, osservato un minuto di raccoglimento per ricordare la scomparsa di Licursi e dell'agente Raciti.


PESCARA-MANTOVA MINUTO PER MINUTO

MINUTO 2: Prima emozione del match di marca pescarese. Punizione di Mora dai 20 metri, tiro debole e centrale, nessun problema per Brivio.

MINUTO 9: Altro calcio piazzato per il Pescara. Rigoni, però, non inquadra lo specchio della porta e la sfera termina alta sulla traversa.

MINUTO 32: Forcing biancazzurro. Buono spunto di Rigoni dalla sinistra palla filtrante in mezzo ma Russo, pronto a concludere a botta sicura, è anticipato in angolo dall'ottimo ripiegamento difensivo di Sacchetti.

MINUTO 36: Il Mantova si rende pericoloso. Sugli sviluppi di un corner dalla destra, colpo di testa insidioso di Caridi ma Gonnella, ben piazzato, salva sulla linea ed evita il punto dello svantaggio ai suoi.

MINUTO 41: Torna a farsi pericoloso il Pescara. Luci da ottima posizione appena fuori l'area sparacchia alto.

MINUTO 44: Brivido per gli adriatici. Rinvio sballato di Polito, dai 25 metri, Godeas prova il tiro al volo ma per fortuna del Pescara il pallone termina sul fondo.

MINUTO 47: Il secondo tempo vede ancora l'undici del duo Vivarini-De Rosa in avanti. Gran destro ad incrociare di Martini dal vertice destro dell'area di rigore, servito in velocità da Russo. La sfera termina però di poco alta sulla traversa.

MINUTO 57: Ancora Pescara. Tiro-cross di Mora dalla sinistra, Brivio di pugno libera l'area.

MINUTO 58: Ancora insidiosa la formazione di casa. La Vista, egoista nell'occasione, prova la conclusione dai 20 metri con la sfera che si perde a lato. Sulla sua destra Martini era piazzato meglio per il tiro.

MINUTO 62: L'occasione più nitida di tutta la gara è ad appannaggio del Mantova. Dribbling secco di Caridi a Felci sull'out di sinistra, pallone invitante al centro per l'accorrente Godeas che tutto solo sbaglia la più facile delle occasioni. Praticamente un rigore in movimento per l'ex attaccante del Chievo che, nell'occasione, non era contrastato da nessun avversario. Il pallone, per fortuna del Pescara, termina fuori.

MINUTO 77: Il Pescara è stanco ed il Mantova ne approfitta per uscire dal guscio. Cross al bacio di Tarana per la testa di Altiner puntuale nell'inserimento, la sfera finisce a lato di un nulla.

MINUTO 84: L'ultima emozione del match la regala Vantaggiato, da poco entrato al posto di Martini. Preciso diagonale appena fuori l'area di rigore; Brivio, attento e concentrato, si distende e blocca il pallone in due tempi.


LE INTERVISTE DEL DOPOGARA

LUIGI DE ROSA (Allenatore Pescara)
E' un po' emozionato De Rosa, alla sua prima conferenza stampa post partita da allenatore del Pescara.
«La gara di oggi», ha detto, «si è disputata in un'atmosfera surreale. Sono andato via da Pescara con lo stadio pieno (Pescara-Parma del 1989, giorno della promozione in A dei biancazzurri, ndr) e lo ritrovo completamente vuoto. Tornando alla partita, il Mantova è un'ottima squadra e la loro buona classifica lo dimostra. Per questo sono tutto sommato contento del risultato. Il Pescara ha giocato a buoni ritmi soprattutto nel primo tempo poi, nella seconda frazione di gioco, siamo calati un po' ed il Mantova ci ha messo in difficoltà. Il pareggio a conti fatti è giusto. Sono soddisfatto nel vedere che ormai il blocco psicologico della squadra non c'è più. I ragazzi vanno in campo molto concentrati e non hanno paura di sbagliare dimostrando personalità. Dobbiamo ancora migliorare nell'organizzazione di gioco ma la strada intrapresa è quella giusta. La salvezza è difficile ma possiamo farcela. Riguardo Felci, il ragazzo ha avuto qualche problema di ambientamento ed ha trovato notevoli difficoltà ad entrare in partita. Sono stato un calciatore e posso confermare che può accadere talvolta».

ANGELO RENZETTI (Presidente Pescara)

Il presidente biancazzurro si presenta in sala stampa comunque soddisfatto della prova dei ragazzi.
Il grande pregio di Renzetti, non lo scopriamo oggi, è quello di guardare sempre il lato positivo delle cose, in questo caso il punto “rosicchiato” al quart'ultimo posto.
«Sotto il profilo tecnico», ha detto, «finalmente abbiamo una squadra. Stiamo cercando di fare un miracolo ma le possibilità di salvarci ci sono ed io ci credo. Ora distiamo solo sei punti dal Crotone. Il 15 febbraio è una data molto importante (è previsto il definitivo passaggio di quote da Paterna a Renzetti, ndr) ma per chiudere positivamente occorre la buona volontà di entrambi. La mia sicuramente c'è mentre l'altra parte (allude a Paterna, ndr) non sta rispettando a pieno gli accordi. Di Pincione non voglio neanche parlarne in quanto voglio evitare ogni strumentalizzazione dei media. Riguardo l'argomento porte chiuse, sono dispiaciuto di questa decisione di chiudere lo stadio al pubblico. In questo modo siamo stati fortemente penalizzati rispetto ad altri che lottano per la salvezza come noi. Lo zoccolo duro del tifo non va represso ma va stimolato a non compiere brutti gesti. Chiudere gli stadi è una reazione decisamente irrazionale, presa da gente che forse poco sa del calcio. In questo momento la soluzione migliore potrebbe essere vietare le trasferte dei tifosi. Questo eviterebbe la maggior parte dei problemi di ordine pubblico. Ribadisco, noi non possiamo fare a meno del nostro pubblico, piuttosto che rigiocare nel deserto la prossima volta emigreremo a Lanciano».
Quest'ultima è sembrata più una provocazione che una reale volontà quella del presidente.

Andrea Sacchini 11/02/2007