Pescara e new deal... sempre più in salita ma Renzetti:«Non mollo, non mollerò»

Alessandro Biancardi

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Pescara e new deal... sempre più in salita ma Renzetti:«Non mollo, non mollerò»
PESCARA. Se per Max Pincione e per il principe arabo Al Saud si tratterà di una rottura totale o di una semplice incomprensione, solo il tempo saprà dirlo con certezza.
Fatto sta che domenica sera l'imprenditore italo-americano ed il principe hanno deciso di lasciare la società “Pescara 70”, la stessa che il 15 febbraio dovrebbe rilevare dalle mani di Dante Paterna l'intero pacchetto azionario del sodalizio di Via Mazzarino.
Pincione aveva versato la cifra di 414 mila euro nelle casse della stessa società “Pescara 70”.
Domenica però, prima di ripartire in aereo per New York, attraverso una e-mail indirizzata a tutti i soci della stessa, Pincione ha preteso la restituzione dell'intera cifra appena versata anche a nome del principe Al Waleed, sottintendendo così la loro uscita dall'impegno con il Pescara.
Ieri invece, in mattinata, altro avvenimento importante nell'ottica del passaggio di consegne tra la vecchia e la nuova proprietà.
Il presidente Renzetti si è recato negli uffici di Paterna con la volontà di versare un altro milione di euro. Paterna ha rifiutato in quanto si aspettava la differenza di un milione e 600 mila euro per completare l'ammontare di due precedentemente pattuito; ricordiamo che Renzetti ha già versato all'imprenditore teramano una caparra di 400 mila euro.
Ad ogni modo, ieri il neo presidente del club adriatico poteva scegliere o di versare l'intera cifra subito, o in alternativa pagare 200 mila euro ed avere il vantaggio di una proroga di 10 giorni.
Renzetti, visto il rifiuto di Paterna riguardo il milione, è stato costretto ad optare per la seconda opportunità portando il suo impegno, con i 200mila di ieri, a 600 mila euro circa. Di conseguenza il termine ultimo per l'acquisizione del Pescara è stato prolungato al 15 di febbraio.
La giornata di ieri, però, ha riservato un'altra sorpresa.
C'è stato infatti, da parte dello stesso Renzetti, il sequestro conservativo delle azioni in possesso dell'attuale proprietario Dante Paterna.
La stessa richiesta, fatta tempo addietro, ha scadenza fissata al 16 di febbraio. Questa operazione ha innervosito non poco Dante Paterna.
La tensione tra i due, dunque, non si placa ma aumenta di intensità ogni giorno che passa.

DOPO L'USCITA DA “PESCARA 70” DI PINCIONE SI RISCHIA L'“EFFETTO DOMINO”?

Dopo la defezione di Pincione, del tutto inaspettata, si fanno dunque due conti all'interno della neonata società “Pescara 70”.
L'uscita dell'imprenditore italo-americano, unita al conseguente forfait anche del principe arabo Al Saud, apre nuovi scenari all'interno della cordata capitanata da Angelo Renzetti.
A questo punto, il 20% delle quote originariamente destinate all'imprenditore italo americano ed al principe Al Saud con tutta probabilità verranno redistribuite all'interno degli attuali soci di “Pescara 70”.
Si cercherà ad ogni modo di ricomporre i cocci ed evitare il cosiddetto “effetto domino”.
Non sono da escludere a priori, infatti, altre defezioni tra i membri della neonata società pescarese. Renzetti, però, ha rassicurato tutti riguardo la grande solidità di “Pescara 70”.
Arrivati a questo punto, sono tante le domande che adesso i tifosi si pongono: perchè Pincione e Al Saud si sono ritirati così all'improvviso?
Non ci sarà per caso un accordo segreto tra Pincione e Paterna?
Qualcuno rema contro Renzetti?
Null'altro che semplici domande e logiche supposizioni.
Come normale che sia, il conseguente gioco delle parti fa si che ognuno si professi innocente.
Da ieri Renzetti, Paterna e Pincione partecipano a questa strana sorta di “scarica-barile” con tutti che, per un motivo o per l'altro, accusano il loro avversario.

MASSIMILIANO PINCIONE

«Io ed il principe Al Saud ci siamo ritirati perchè ci siamo resi conto che noi e la società “Pescara 70” non avevamo le stesse vedute. Anche le strategie nel breve e nel lungo periodo non coincidevano. Io spero vivamente che questo sia un arrivederci e non un addio. Mi spiace perchè Renzetti, che io ripeto non conosco di persona, ha dimostrato un atteggiamento ambiguo. Naturalmente io ed il principe vogliamo le garanzie che la cifra di 414 mila euro versata da noi, ci sarà resa indietro dallo stesso Renzetti».

ANGELO RENZETTI

«Oggi (ieri per chi legge) la società “Pescara 70” ha versato la cifra di 200 mila euro che ci permetterà di prolungare il termine ultimo per l'acquisizione delle quote della Pescara calcio al 15 di febbraio. Ringrazio tutti i miei soci perchè nonostante la defezione improvvisa di Pincione nessuno ha abbandonato questo progetto. La quota di Renzetti sarà divisa fra noi e tutti metteremo qualcosa in più. Non c'è alcun problema. Riguardo il comportamento di Pincione sono rimasto davvero molto deluso. Venerdì eravamo tutti d'accordo, abbiamo cenato insieme a abbiamo a lungo parlato io e lui. Non avrei mai immaginato questo inaspettato dietrofront dell'imprenditore italo-americano. La mia intenzione è quella di andare avanti con i soci di “Pescara 70”, una società sicuramente solida».

DANTE PATERNA

«Renzetti, mi dispiace dirlo, è un personaggio ambiguo. Oggi (ieri per chi legge), ho ricevuto da parte sua anche la notifica del sequestro conservativo delle mie azioni all'interno della Pescara calcio. Sono stufo del fatto che tutti mi disegnano come l'uomo che fa del male al Pescara. E' tutto il contrario in verità. Riguardo a Renzetti, posso assicurare che nelle ultime settimane ha detto molte falsità e di questo sono rammaricato. Ad ogni modo la mia intenzione è quella di vendere e non capisco perchè molta gente sostiene il contrario. Non è vero che ho scoraggiato Pincione riguardo l'acquisto della Pescara calcio. Un venditore non rifiuterebbe mai dei soldi soprattutto da un compratore importante. Smentisco anche una possibile jointventure tra me e lo stesso imprenditore italo-americano. Inoltre non sto trattando con nessuno la cessione della società al di fuori di Renzetti».

Andrea Sacchini 06/02/2007