Guerriglia al derby siciliano: un poliziotto morto e centinaia di feriti

Alessandro Biancardi

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CATANIA. Non ci sono parole. Ieri durante il derby siciliano tra Catania e Palermo allo stadio “Massimino”, si è consumata una delle pagine più nere di tutta la storia del calcio in Italia.
Un agente del reparto mobile della questura di Catania, Filippo Raciti, è deceduto a seguito degli scontri tra ultras etnei e forze dell'ordine nel rione “Cibali”.
La vittima, 38 anni, lascia la moglie e due figli giovanissimi.
Raciti è morto alle 22,10 per arresto cardio-respiratorio causate dalle esalazioni di una bomba carta gettata all'interno dell'autovettura in cui si trovava. Tempestivi ma purtroppo inutili sono stati i soccorsi.
L'altro poliziotto coinvolto nell'esplosione è in prognosi riservata ma non è in pericolo di vita. La procura del capoluogo siciliano ha subito aperto una inchiesta per accertare anche le responsabilità degli organizzatori della manifestazione sportiva.
Gli ultras palermitani, infatti, sono giunti solo dopo dieci minuti dall'inizio del secondo tempo della gara.
Normalmente, invece, i tifosi ospiti vengono fatti affluire sugli spalti ben prima dell'inizio dell'incontro. Tutto ciò per garantire una maggiore sicurezza ma, ahimè, questo protocollo nella giornata di ieri non è stato rispettato.
Le forze dell'ordine si sarebbero dunque frapposte, all'esterno dello stadio “Massimino”, tra le due tifoserie per evitare qualsiasi contatto fra queste.
Nella tarda serata si è appreso dell'arresto di nove ultras, quasi tutti del Catania. Sono cinque adulti e quattro minorenni.

GLI INCIDENTI FUORI DALLO STADIO DI CATANIA

Sarebbe stato l'arrivo in ritardo dei tifosi palermitani allo stadio, avvenuto circa dieci minuti dopo l'inizio del secondo tempo della gara Catania-Palermo, a scatenare la violenta ed incontrollata reazione della frangia estrema del tifo catanese.
I tifosi etnei, se così si possono definire, hanno atteso i palermitani all'esterno dello stadio bersagliandoli con un fitta sassaiola condita dal lancio di petardi e fumogeni. Polizia e carabinieri si sarebbero frapposti tra le due tifoserie evitando il contatto tra i due gruppi ultras.
Anche successivamente all'ingresso sugli spalti dei tifosi rosanero, i catanesi hanno continuato nella loro guerra.
I segni della violenta guerriglia urbana verificatasi all'esterno dell'impianto sportivo siciliano, sono rintracciabili nelle strade attorno il “Massimino”, dove si trovano tuttora cassonetti divelti ed auto bruciate.
Gravissimo anche il bilancio dei feriti, almeno 100 di cui solo 70 appartenenti alle forze dell'ordine. L'ospedale etneo “Garibaldi” ha dichiarato in nottata lo stato di emergenza.
Solo alle 23 la terna arbitrale ha potuto lasciare lo stadio mentre i tifosi del Palermo hanno dovuto aspettare addirittura mezzanotte inoltrata.

IL CALCIO SI FERMA

Tutti i campionati italiani, come è giusto che sia, si fermeranno come inevitabile conseguenza della morte dell'agente Filippo Raciti.
«Ho disposto il fermo di tutte le attività. Il calcio in Italia si ferma. Ora basta, veramente basta».
Sono le parole di un amareggiatissimo Guido Pancalli, commissario straordinario della FIGC.
«Non ci sono parole», ha commentato a caldo, «E' inconcepibile perdere la vita a 38 anni per una partita. Questo non è lo sport, sono d'accordo con Petrucci e abbiamo bloccato tutto il calcio.
Fermare per una giornata, però, non basta. Lunedì parteciperemo ad un tavolo di emergenza al quale parteciperanno il ministro allo sport Melandri, il ministro degli interni Amato ed il presidente del consiglio Romano Prodi. Decideremo misure straordinarie perchè altrimenti non possiamo ripartire. Riguardo il rinvio delle gare della nazionale maggiore e dell'under-21, bisogna consultarsi con la delegazione rumena e con la Fifa. Di comune accordo prenderemo la decisione più giusta. Sono altresì certo, però, che neanche la nazionale scenderà in campo martedì e mercoledì».

LE REAZIONI

GIORGIO NAPOLITANO (Presidente della Repubblica Italiana)
Comunicato ufficiale del quirinale riguardo il grave accaduto: «Il presidente della repubblica italiana Giorgio Napolitano ha espresso alla moglie, ai figli e ai familiari dell'ispettore capo della polizia Filippo Raciti, vittima della cieca violenza scatenatasi nel campo sportivo di Catania in cui prestava servizio, i sentimenti di commossa partecipazione al loro profondo dolore».

ROMANO PRODI (Presidente del Consiglio)
«Il mio primo pensiero va ai familiari della vittima. Serve un segnale forte e chiaro per evitare la degenerazione dello sport. Giusto il rinvio, dobbiamo fermarci tutti e riflettere».

GIGI RIVA (Vice-commissario generale della FIGC)
«Questa è una grande sconfitta del calcio italiano. Come possiamo spiegare ai familiari di quell'uomo che ora non c'è più... Giusto fermare il campionato. Così non si può andare avanti».

ANTONIO MATARRESE (Presidente Lega Calcio)
«E' un momento terribile per tutti noi. Piangiamo senza distinzioni la morte di questo giovane ragazzo. Siamo vicini alla sua famiglia e a tutte le forze dell'ordine. Il calcio, mai come ora, deve riflettere e pensare al proprio futuro».

SERGIO CAMPANA (Presidente dell'assocalciatori)
«Non basta fermare il campionato per una giornata. Penso che invece bisognerebbe bloccare tutto per un anno per riflettere su tutti i mali del mondo del calcio».

ANTONINO PULVIRENTI (Presidente Catania)
«Di fronte a questa tragedia, mi sento ridicolo di aver commentato a fine match gli episodi accaduti durante la gara. A Catania non ci sono le condizioni per fare calcio».

MAURIZIO ZAMPARINI (Presidente Palermo)
«In questo momento penso solo ai genitori ed ai familiari di questo povero ragazzo, allo stadio per lavoro. Nessuno ha vinto, abbiamo perso tutti. Questi non sono tifosi sono delinquenti che in paesi come l'Inghilterra verrebbero severamente puniti per atti come questo. Ci vogliono leggi severissime».

FRANCESCO TOTTI (Giocatore Roma)
«In un momento così non posso che stringermi attorno alla famiglia del ragazzo deceduto. Non ho parole è giusto il rinvio».

LA MADRE DELL'AGENTE

E' entrata in lacrime nell'ospedale Garibaldi di Catania la madre dell'agente di polizia Filippo Raciti, morto durante gli scontri provocati dagli ultras catanesi. «Fatemelo vedere, voglio vedere mio figlio...» e poi ancora «date aiuto a mio marito che sta male...» prima di sparire all'interno della struttura ospedaliera siciliana scortata da diversi agenti di polizia.


RINVIATA ANCHE BOLOGNA-PESCARA

Rinviata anche la gara Bologna-Pescara, prevista per questo pomeriggio allo stadio “Dall'Ara”. Logicamente scossi e giù di morale i giocatori ed i tecnici del Pescara, una volta appresa la notizia della morte dell'agente di polizia. Attraverso il sito ufficiale del sodalizio di via Mazzarino, l'attuale proprietario Dante Paterna esprime il suo dolore per la scomparsa di Filippo Raciti.
«L'escalation di violenza che nell'ultima settimana ha colpito il calcio», ha detto Paterna, «non accenna a fermarsi. Siamo tutti in balia della furia criminale di un manipolo di delinquenti che nulla hanno a che vedere con quello che oramai era lo sport più bello del mondo e che non possono e non devono definirsi tifosi. La cosa deve far riflettere tutti coloro che governano il mondo del calcio e la proprietà della Pescara calcio condivide appieno le decisioni della Figc di sospendere tutti i campionati. Prima di ricominciare occorre discutere molto su come ristabilire l'ordine e la legalità e soprattutto bisogna estirpare questo male alla radice».

Andrea Sacchini 03/02/2007

SAP ABRUZZO: «LO STATO DIA UN SEGNALE FORTE»

«Un altro collega tra le vittime di una assurda guerriglia, adesso basta» Il Sap sindacato autonomo di Polizia di Pescara esprime il proprio cordoglio per la morte dell'ispettore Raciti.
«Poco meno di un mese fa», ha dichiarato Alessandro Rosito, presidente provinciale del Sap, «un agente aveva rischiato la vita durante il derby Salernitana- Cavese e a Pescara, in occasione della partita col Napoli altri due colleghi hanno fatto appena in tempo a salvarsi».
Questa volta la fortuna non ha salvato l'agente di polizia siciliano, deceduto ieri sera all'ospedale di Catania dopo che una bomba carta gli è esplosa in pieno viso.
«Il Sap di Pescara», continua Rosito, «esprime cordoglio alla famiglia ed esterna tutto il suo sdegno per una morte evitabile. La polizia in assetto anti sommossa per una partita di calcio è una assurdità, specie se costretta ad operare con mezzi non idonei. L'assurdo nell'assurdo», prosegue il segretario, «è che un padre di famiglia muoia mentre i responsabili, quando saranno presi, non sconteranno una pena adeguata al crimine che ha commesso tra indulti, sconti».
«La risposta dello Stato», chiude Rosito, «deve essere forte.
Sicuramente al prossimo goail di quel miliardario in mutande che prendi a calcio un pallone il popolo dimenticherà tutto. Ci chiediamo se potranno mai farlo i figli del nostro collega assassinato»

SIULP POLIZIA «ORA VOGLIAMO UNA GIUSTIZIA VERA»

«Noi poliziotti non potremo mai più essere gli stessi». Il segretario generale Oronzo Cosi interviene così dopo la morte dell'ispettore di polizia Raciti, dopo il suo decesso avvenuto venerdì sera a Catania, durante il derby siciliano «Mai più», ha dichiarato Cosi, «potremmo accettare che l'assurda degenerazione che da anni avvelena il calcio italiano possa restare ancorata nei dibattiti sportivi: si tratta di una emergenza nazionale e come tale va affrontata.
Come rappresentanti dei lavoratori di polizia ora noi esigiamo provvedimenti immediati per portare la parola fine a questa tragica follia».
E il segretario fa un appello alla giustizia italiana: «null'altro possiamo adesso accettare se non una giustizia vera, che ponga fine a questa autentica follia che è diventato il nostro calcio, che dia un senso a questa morte tragica ed assurda, che faccia sì che i delinquenti paghino; che i cittadini si sentano protetti e che una partita di calcio torni ad essere un evento sportivo e non un'occasione di violenza collettiva».


03/02/2007 11.48