Massimo Oddo, un altro pescarese a San Siro

Alessandro Biancardi

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MILANO. Dopo il trasferimento di Fabio Grosso in estate dal Palermo all'Inter, un altro pescarese trasloca all'ombra della “Madonnina”. La “Scala del calcio” (lo stadio San Siro), da oggi, avrà dunque un nuovo attore.
E' finita, infatti, la lunga telenovela tra Lazio e Milan per il passaggio di Massimo Oddo dalla squadra capitolina alla società rossonera.
30 anni compiuti il 14 giugno, per il difensore pescarese il passaggio al Milan rappresenta una decisiva svolta per la propria carriera personale.
Per la prima volta avrà la grande opportunità di cimentarsi con la massima competizione per club a livello europeo, la UEFA Champions League.
E' il coronamento di un sogno per un ragazzo che, nonostante sia già da parecchi anni uno dei migliori terzini destri del mondo, conta solo pochi gettoni di presenza nella coppa Uefa.
Quanta strada ha fatto Oddo dal lontano 1992 quando, appena sedicenne, dava i primi calci al pallone nella Renato Curi, famosa società dilettantistica abruzzese, grande fucina di talenti...
Dall'Abruzzo, Massimo si è trasferito a Milano sponda rossonera dove è maturato tantissimo nella primavera milanista.
Dopo l'esperienza con il diavolo, il giovanissimo Oddo viene dirottato in prestito per quattro anni consecutivi in serie C1 per “farsi le ossa”.
Prima al Fiorenzuola, poi al Monza, successivamente al Prato ed infine nel Lecco.
Tanta è la gavetta fatta da questo giovane terzino destro.
Nel 1998 il ritorno a Monza e l'esordio in serie B.
Con i lombardi disputa 31 gare realizzando 5 reti, non poche per un difensore che dimostra, in questo modo, di avere ottimo fiuto del gol.
Si fa notare dal Napoli che lo acquista a fine anno. Con i partenopei saranno più dolori che gioie. I campani falliscono infatti l'obbiettivo della promozione in serie A e Oddo, insieme ad altri compagni di squadra, è costretto a fare subito le valigie.
Nell'anno 2000 la consacrazione a livello nazionale. Oddo, dopo le delusioni di Napoli, si trasferisce a Verona sponda Hellas.
I tifosi veronesi e non, apprezzeranno nei due anni in gialloblù un terzino molto abile non soltanto ad offendere ma anche a difendere. Qui disputa 64 gare andando a segno per ben 9 volte.
Nel 2002 il trasferimento alla Lazio, società in completa rifondazione dopo i disastri della gestione Cragnotti. Presidente è quel Claudio Lotito che in futuro, in questi giorni precisamente, farà di tutto pur di trattenere il capitano biancoceleste a Roma.
Con la maglia biancoceleste vive quasi cinque stagioni intense, senz'altro ricche di soddisfazioni personali. Conquista la maglia della nazionale italiana disputando con gli azzurri 25 partite con un gol all'attivo, inframezzate dalla magica notte di Berlino del 9 luglio 2006.
L'Italia è campione del mondo e Oddo è il primo pescarese insieme a Grosso a fregiarsi di questo grande onore.
Ieri il passaggio ufficiale dalla Lazio al Milan per 8 milioni di euro circa più il cartellino del calciatore Foggia. Giocando a San Siro, Oddo troverà l'agguerrita concorrenza di Cafù, Bonera e Simic per un posto al sole, rappresentato in questo caso dal versante destro della retroguardia rossonera...
Il tecnico Ancelotti, ma soprattutto i tifosi milanisti, contano molto su di lui. Oddo, come d'altronde ha sempre fatto nella sua lunga carriera da calciatore, metterà a disposizione del Milan tutto il suo impegno ma soprattutto la sua indubbia classe.
La redazione di PrimaDaNoi.it non può che augurare le migliore fortune, per questa sua nuova avventura, al campione del mondo Massimo Oddo.

Andrea Sacchini 23/01/2007 17.22