Gli "Essequisse" a PrimaDaNoi.it: quando il delfino è una fede incrollabile

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Nella giornata di ieri abbiamo raggiunto Roberto Florindi, presidente del Club biancazzurro “Essequisse”. La grande particolarità di questo club, molto conosciuto qui in Abruzzo, è quello di essere il più importante movimento di tifosi del delfino nel Nord Italia. Gli “Essequisse” sono presenti in occasione di tutte le trasferte del Pescara nel settentrione. Senza il timore di cadere nella retorica, rappresentano una delle parti più genuine del tifo per i colori biancazzurri fuori dal capoluogo adriatico. Seguire le infauste vicende del Pescara ad oltre 600 chilometri di distanza non è facile ma insieme al presidente di “Essequisse” abbiamo toccato vari argomenti, dall'insediamento di Paterna alla probabile cessione del sodalizio di Via Mazzarino all'imprenditore svizzero Angelo Renzetti.

Roberto, da quanto tempo segui le vicende del Pescara?
«Personalmente, seguo il Pescara fin da quando ero bambino. Mio padre mi portò per la prima volta allo stadio negli anni 70, per la precisione durante un Pescara-Milan terminato 2-1 con doppietta di Cinguetti. Raggiunta poi la maggiore età e dopo la “cotta galeoniana”, continuai a seguire i biancazzurri solo e/o con altri amici pescaresi residenti a Milano. Poi arrivò quel fatidico Atalanta-Pescara...».

Cosa è successo a Bergamo?
«Atalanta-Pescara si giocò all'indomani della tragedia di Avellino-Napoli, dove un tifoso perse la vita cadendo dal primo anello dello stadio Partenio durante gli scontri pre-gara. Ebbene, tutte le questure d'Italia decisero che l'entrata nel “settore ospiti” era possibile solo tramite l'acquisto preventivo del tagliando nella città di provenienza della squadra ospitante. Subito dopo venne varato il decreto “Pisanu”. Di fatto, io, Andrea, Alan, Stefano e Piero non eravamo assolutamente a conoscenza della nuova legge, poco pubblicizzata, e ci trovammo costretti dal questore di turno a seguire la nostra squadra nel settore dei tifosi di casa. All'indomani del match di Bergamo, inoltre, la nostra protesta contro il decreto “Pisanu” finì anche sulle pagine del giornale Tuttosport».

Roberto, com'è nata l'idea di formare questo Pescara Club Milano “Essequisse”?
«Dopo l'avvento del decreto “Pisanu”, decidemmo congiuntamente che il modo più veloce per acquistare i biglietti, fosse la creazione di un Club che facesse da garante per le nostre trasferte. Pertanto nel maggio dello scorso anno, durante l'ultima trasferta del campionato a Mantova, il club “Essequisse” fa il suo esordio sugli spalti dello stadio “Martelli”. Poi, durante l'estate scorsa, compiamo il nostro primo capolavoro: durante una cena in un noto stabilimento balneare abruzzese, l'ex pescarese Gianluca Gelsi tiene a battesimo la nascita ufficiale del nostro Club. Ora con uno statuto molto efficace, abbiamo il vanto di rappresentare circa una trentina di iscritti ed un gruppo di consiglieri davvero in gamba».

Nonostante una efficiente organizzazione restano irrisolti alcuni problemi, non è così?
«Purtroppo è vero. Tutt'ora ci manca un punto di riferimento nella città di Pescara. Qualcuno che acquisti i biglietti dello stadio per noi, visto che la Pescara Calcio, con nostro grande stupore, non appoggia il nostro Club. Malgrado i nostri sforzi, il sodalizio di Via Mazzarino non ci viene per niente incontro per risolvere questo grande problema logistico per noi».

A centinaia di chilometri da Pescara, voi tifosi trapiantati al Nord come vivete questa difficile situazione della squadra?
«La viviamo in maniera desolante, triste. Tra di noi c'è l'operaio, l'impiegato, il direttore di banca, il dirigente sportivo, lo studente, il giornalista; tutti sono stati abituati a seguire un Pescara ben diverso da quello che ci è stato proposto durante questo scorcio di inizio stagione. Persino il “piatto” Pescara di Simonelli dava forse più emozioni. A noi tutti manca la nostra città, ma ancora di più manca il vero delfino, quel glorioso Pescara 1936 che faceva paura a tutti, anche a squadroni del calibro di Milan, Roma, Inter, Juventus ecc…».

A Pescara, Dante Paterna è sempre più inviso ai tifosi, qual è la vostra opinione in merito?
«Dal momento in cui Paterna ha acquistato la Pescara Calcio, c'erano tutti i presupposti per fare un ottimo lavoro. I suoi errori sono imputabili all'inesperienza. A Pescara non c'è mai stata una valida programmazione. Tutti sappiamo che senza programmare dalla A alla Z non si va da nessuna parte… Paterna, inoltre, ha avuto il demerito di circondarsi di persone poco capaci; molte chiacchiere sono state fatte e pochi fatti, purtroppo. Sotto l'attuale gestione la società è stata latente e lacunosa. Dall'acquisto di giocatori a fine carriera, in questo Iaconi ha grandi responsabilità, passando poi per il marketing mai sviluppato e la comunicazione. Attualmente la Pescara Calcio è una delle uniche realtà a non avere un centro coordinamento tifosi in grado di fare da tramite tra gli stessi e la società».

Da cosa dovrà partire il futuro proprietario della società?
«Ci sono delle buone basi per ripartire: vedi il settore giovanile dove nonostante una gestione tecnica allo sbando (Ammazzalorso è solo la ciliegina sulla torta), i primavera hanno raggiunto per la prima volta nella loro storia la semifinale della Coppa Italia di categoria. Purtroppo però i gioielli giovani vengono venduti ogni anno al miglior offerente».

Anche se nulla è ancora ufficiale, a Pescara aspettano Renzetti a braccia aperte…
«Non conosco a dire la verità bene questo personaggio ma bisogna andarci cauti. Certo, far peggio della gestione attuale, francamente, è davvero quasi impossibile. La Pescara Calcio è una società allo sbando, basta pensare che con l'Albinoleffe i giocatori sono scesi in campo con una divisa a maniche corte nonostante un freddo polare. Ciò rende benissimo l'idea in che situazione ci troviamo… Renzetti o no, penso che il tifoso pescarese, dalla nuova eventuale proprietà, voglia chiarezza, serietà e programmi».

Qual è la novità introdotta dal vostro Club nelle trasferte che seguite?
«Vedi, come ti ho già detto per noi seguire il delfino è una fede, un credo, una passione incrollabile. Noi cerchiamo di dare un imprinting diverso alle nostre trasferte. Esse si tramutano grazie all'esperienza di alcuni nostri soci in svariati campi, in vere e proprie gite di piacere. Visitiamo musei, teatri, zone d'arte ecc… Si pranza tutti insieme in locali tipici del luogo e si ride in compagnia dei sostenitori avversari. La partita è solo il culmine di questa giornata gioiosa dove noi pescaresi ci sentiamo a casa».

In conclusione qualche informazione per i nostri lettori, soprattutto quelli residenti nel Nord Italia. Come possono contattarvi per avere notizie sul vostro Club “Essequisse”?
«Da poco abbiamo creato un sito internet, www.essequisse.net che cerchiamo di aggiornare in tempo reale tutti i giorni. All'interno del sito sono presenti alcune sezioni interessanti quali la presentazione della prossima trasferta ed i luoghi extra “goderecci” che andremo a visitare. Il nostro non è un gruppo Ultras ma una banda allegra di sostenitori del delfino. Ciononostante abbiamo giustamente appoggiato i Pescara Rangers durante la contestazione in quanto sono i massimi esponenti del tifo pescarese. Colgo l'occasione, a nome di tutti i tesserati del nostro Club e come presidente del medesimo, per augurare buone feste ai lettori di PrimaDaNoi.it e a tutti i tifosi biancazzurri con la speranza che il magico delfino possa risplendere come una volta».


Andrea Sacchini 28/12/2006 7.54