Disastro ad Arezzo: il Pescara naufraga 4-1

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1217

AREZZO. Dopo l'ottima prestazione offerta la settimana scorsa con il Napoli ci si aspettava tanto dalla trasferta di Arezzo. La squadra era parsa in costante crescita e sembrava maturo il momento della prima vittoria in campionato.
Al contrario però i biancazzurri hanno clamorosamente disatteso le aspettative dei tifosi del delfino che non immaginavano un rovescio tanto umiliante.
L'Arezzo che nelle precedenti 13 uscite stagionali aveva realizzato la miseria di due gol è riuscito nella non impossibile impresa, visto il Pescara di oggi, di realizzare quattro reti in un sol colpo. In difesa la "banda del buco" colpisce ancora fornendo una prestazione imbarazzante.
D'accordo il rigore del 2 a 1 probabilmente non c'era ma le altre tre segnature erano ampiamente evitabili.
A questo punto della stagione bisogna obbligatoriamente fare due conti, giusto per non illudere i sostenitori adriatici.
In classifica il quart'ultimo posto che garantisce almeno un piazzamento nella griglia play-out dista ad oggi la bellezza di sette punti, la sest'ultima posizione addirittura 10 lunghezze. Sciolinando le suddette cifre, la salvezza diventa davvero un'impresa titanica.
Appellarsi alla sfortuna e all'arbitraggio sfavorevole non fa che creare ulteriori alibi all'interno di uno spogliatoio che sembra non credere più alla possibilità di rimanere in serie B.
Analizzare la gara di ieri comunque è davvero dura.
E' difficile credere che nel giro di una sola settimana la squadra si sia svuotata mentalmente ma è proprio così.
Ora è inutile accanirsi con il tecnico e con i giocatori, forse i meno colpevoli di questa situazione.
In ogni buona azienda che si rispetti, il capo è sempre il maggior responsabile dei successi e degli insuccessi della stessa.
Nel Pescara non vi è alcun dubbio che il presidente Paterna abbia le maggiori "colpe" se così le vogliamo chiamare.
Non confermare in blocco l'ottima squadra dello scorso anno, non prolungare il contratto ad un tecnico (Maurizio Sarri) che tutto sommato bene aveva fatto e fare l'organico gli ultimi giorni di mercato sono solo tre dei disastri firmati dall'attuale società (ma questo l'abbiamo già detto altre volte).
Bisogna rimboccarsi le maniche e cercare nuove forze nell'imprenditoria locale perchè, ormai è chiaro a tutti, Paterna da solo non sembra in grado di garantire la sopravvivenza del sodalizio di Via Mazzarino.
I tifosi malgrado tutto sono sempre presenti in ogni dove ma, si sa, un buon organico non lo si costruisce con le presenza allo stadio ma con una seria programmazione.


IL TABELLINO:

AREZZO: Bressan 6.5; Galeoto 6.5, Ranocchia 5, Capelli 7, Lombardi 6; Bondi 6.5 (Roselli 6.5), Bricca 6, Di Donato 7, Croce 7; Floro Flores 6.5 (Goretti s.v.), Volpato 7.5 (Martinetti 6.5). All.: Maurizio Sarri 7

PESCARA: Spadavecchia 5.5; De Martis 6, Gonnella 6, De Falco 4.5, Rigoni 5.5; Moscardi 5.5 (Luci s.v.), Papini 5 (Aquilani s.v.), Antonelli 5.5 (Gautieri 4.5); Martini 5, Ferrante 4.5. All.: Aldo Luigi Amazzalorso 5.5

Arbitro signor Damato Antonio della sezione di Barletta

Marcatori : Volpato (1') – Gonnella (56') – Volpato (60' rig.) – Capelli (68') – Floro Flores (86')

Espulso: De Falco

Ammoniti: Bricca, Bondi, Croce, Spadavecchia, De Martis, Delli Carri


LE VOCI DEI PROTAGONISTI:


ALDO AMMAZZALORSO:

«La sconfitta è molto pesante soprattutto sotto il profilo strettamente numerico. Per quanto riguarda la prestazione qualcosa da salvare c'è però abbiamo fatto un deciso passo indietro rispetto alla gara di una settimana fa con il Napoli. Abbiamo delle attenuanti legate ad infortuni e squalifiche ma non voglio trovare alibi in quanto non siamo riusciti minimamente a ripetere le ultime buone prestazioni. Non è vero che siamo una squadra morta perchè abbiamo lottato. Siamo andati bene nel primo tempo anche se non abbiamo mai trovato la profondità, nella seconda frazione di gioco dopo il pareggio pensavamo di essere rientrati in partita ma non è stato così. Poi dopo il gol del 2-1 ci siamo allungati a dismisura lasciando all'Arezzo molti spazi ed alla fine ci hanno punito. Sono molto deluso dalla prestazione, in settimana a caldo vorrei chiarire con i ragazzi le cause di questa brutta gara».


CARMINE GAUTIERI:

«In queste ultime due partite credo a ragion veduta che abbiamo subìto dei gravi torti arbitrali. Oggi dopo il pareggio l'arbitro non ci ha fatto più giocare a pallone. Ad esempio Spadavecchia aveva chiesto informazioni sul rigore assegnato all'Arezzo ma non ha avuto risposta. Io credo che tutti possono sbagliare però avremmo diritto almeno a qualche spiegazione. L'arbitro oggi ogni volta che chiedevamo spiegazioni ci rispondeva "non lo so". Pertanto questo comportamento ci ha alquanto indispettito. Riguardo la prestazione abbiamo sicuramente fatto un passo indietro ma non c'è lo aspettavamo. Ci eravamo preparati bene questa settimana per ripetere la gara di sabato con il Napoli ma purtroppo non è stato così. Anche se la situazione è molto difficile noi abbiamo il dovere di credere alla salvezza fino alla fine perchè ci sono tantissimi punti ancora a disposizione. Non è il momento di gettare la spugna. Prendere un gol dopo un minuto è pesante ed il match per noi è cominciato subito in salita».

REY VOLPATO (ATTACCANTE AREZZO):

«Nell'episodio del rigore Gonnella o non so chi mi ha tirato la maglietta. Ho sentito forte e chiaro la trattenuta ai miei danni. E' normale poi che i giocatori del Pescara vadano a protestare perchè è logico tentare di far cambiare decisione all'arbitro. Ad ogni modo il fallo, sono sicuro, era netto».

Andrea Sacchini 03/12/2006 8.23