Ammazzalorso:«nulla da rimproverare ai ragazzi.Ad Arezzo dobbiamo giocare così»

Alessandro Biancardi

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Ammazzalorso:«nulla da rimproverare ai ragazzi.Ad Arezzo dobbiamo giocare così»
PESCARA: Il direttore dell'area tecnica della Pescara Calcio Marco Bignone proprio nella settimana che precede la trasferta contro l'Arezzo dell'ex Maurizio Sarri è tornato a parlare del “gran rifiuto" dello stesso tecnico toscano nel tornare sulla panchina dei biancazzurri all'indomani dell'esonero di Davide Ballardini:
«Sarri ha ritenuto giusto non riprendere un progetto a Pescara non credendo nello stesso, di conseguenza ha voltato le spalle non soltanto alla società ma anche alla città perchè la stessa piazza lo aveva accolto molto volentieri. Affrontarlo sul campo da avversario è un motivo in più per noi per far bene».

Nel frattempo ieri nella consueta conferenza stampa del lunedì abbiamo incontrato il tecnico del Pescara Aldo Ammazzalorso. Il tecnico italo-argentino tra i tanti temi trattati ha voluto precisare il suo pensiero riguardo la direzione arbitrale di Pierpaoli di Firenze ed i motivi che hanno spinto il giovane Olivieri a compiere quella brutta e sciocca entrata che ha costretto la squadra biancazzurra a giocare in dieci per la quasi totalità della partita.

Anche se sugli spalti i tifosi di fede biancazzurra erano pochi si sono fatti sentire, cosa ne pensa?
«Ringrazio il pubblico perchè per la prima volta da quando sono qui è stato vicinissimo alla squadra. Sentire il loro incitamento oltre ad averci caricati molto, ha aiutato i ragazzi a fornire un'ottima prestazione complessiva. Siamo consci del fatto che mancavano tanti nostri sostenitori e spero che con i risultati ed il bel gioco essi si ricredano e tornino ad affollare gli spalti dell' Adriatico».

E' ancora contrariato per il risultato di 0-1 maturato al novantesimo?
«No, non sono assolutamente arrabbiato perchè sto già pensando alla prossima gara. Dovremo affrontarla con la stessa determinazione messa in campo in occasione della gara contro il Napoli. Dispiace perchè quando fai una prestazione così buona bisogna riportare a casa punti ma così non è stato. Sono comunque fiducioso per il futuro perchè abbiamo dato prova di essere vivi e combattivi. Ad ogni modo a parte il risultato finale e l'episodio dell'espulsione non posso davvero rimproverare nulla ai miei ragazzi in quanto hanno disputato davvero un grande match. I miei giocatori hanno dato tutto quello che potevano dare dal primo all'ultimo minuto».

A caldo cosa pensa della direzione arbitrale?
«Giudicare gli errori di un arbitro lascia il tempo che trova in quanto non bisogna piangere sul latte versato. E' vero che nel complesso ci è andata male ma riguardo gli episodi chiave ritengo che in fin dei conti l'arbitro Pierpaoli ha diretto bene. L'unico episodio che non mi è andato giù è quello del rigore».

Secondo lei ci poteva stare?
«Forse, ma non capisco come un guardalinee distante oltre trenta metri faccia cambiare opinione al direttore di gara che si trova a pochi passi dall'azione incriminata. Lo stesso Pierpaoli invece nell'episodio del colpo proibito di Calaiò a Moscardi non ha chiesto aiuto a nessuno, nè al secondo ufficiale di gara nè tantomeno al quarto uomo. Solo questo fatto mi ha dato estremamente fastidio. In conclusione posso solo dire che non va bene il fatto di essere diretti praticamente sempre da arbitri esordienti nella cadetteria. Questo potrebbe danneggiarci a lungo termine nella rincorsa salvezza ma non voglio creare alcun tipo di alibi alla squadra».

Mister, secondo lei cosa ha spinto Olivieri a compiere quel brutto fallo nei confronti di Bogliacino?
«Purtroppo quando si carica un giocatore oltre le proprie possibilità possono succedere questi episodi. Un giocatore di trent'anni sa reggere la pressione molto più di un giovane alle prime armi che per il primo anno gioca da titolare in serie B. Mi dispiace perchè questa condotta violenta lo costringerà ad almeno due o tre turni di squalifica. Già dopo la partita ho rimproverato il giocatore che ha perfettamente capito di avere sbagliato».

All'orizzonte c'è una trasferta molto impegnativa, Arezzo rappresenta davvero il crocevia della stagione?
«Arezzo non rappresenta nè l'ultima gara di campionato nè tanto meno la nostra ultima spiaggia ma è soltanto l'ennesima tappa di un torneo cadetto ancora lunghissimo. Lo ripeto, se affrontiamo le gare che ci separano da qui alla fine del torneo con la stessa voglia e determinazione messe in campo sabato allora non dobbiamo temere proprio nessuno. La salvezza dipende solo ed esclusivamente da noi stessi».

Andrea Sacchini 28/11/2006 8.04