Il Pescara crolla all'Adriatico: 0-2 contro il Frosinone

Alessandro Biancardi

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PESCARA: In un clima di forte contestazione il Pescara naufraga sotto i colpi di un Frosinone tutt'altro che trascendentale.
Il settore centrale della curva Nord "Marco Mazza" è rimasta deserta fin dai primi minuti di gioco in segno di protesta nei confronti di una società la cui condotta, a loro dire, è disastrosa.
Neanche il cambio di allenatore avvenuto in settimana è stato sufficiente a far cambiare rotta ad una squadra sempre più in crisi.
Il Frosinone guidato dall'ex Ivo Iaconi ha vinto meritatamente senza aver rubato nulla.
Una prestazione assolutamente imbarazzante della squadra biancazzurra con giocatori senza nerbo e privi di cattiveria agonistica.
Tantissimi gli errori in fase di disimpegno di un organico che sembra aver perso completamente la bussola.
E' parso di vedere in campo un team già rassegnato alla retrocessione.
Dalla mediocrità generale si sono salvati i soli Zoppetti ed Antonelli, gli unici che hanno procurato qualche brivido alla retroguardia ciociara. Ferrante, beccato dal pubblico di casa a fine match, è risultato decisamente il peggiore in campo.
L'ex bomber del Torino si è reso protagonista di un episodio sconcertante con il calcio di rigore tirato a mò di cucchiaio con la sfera che si è stampata sulla traversa.
Una soluzione poco indicata in un momento così delicato come quello che sta attraversando il Pescara in questo momento.
Continuando a parlare dei singoli, Rigoni sembra sempre un oggetto misterioso mentre la sostituzione di Delli Carri al termine del primo tempo in favore di Demartis ha tutte le intenzioni di essere una bocciatura per il capitano che, inutile dirlo, è la brutta copia del roccioso difensore dell'anno passato.
Non si può imputare quasi nulla al neo-tecnico Ammazzalorso che nel corso della settimana ha lavorato più sul lato psicologico che sugli schemi di gioco.
Però alla luce di ciò che si è visto oggi (ieri per chi legge) sotto il profilo caratteriale i risultati sono alquanto deludenti. Inoltre il povero tecnico italo-argentino nulla può se gli stessi giocatori rendono al venti per cento delle proprie possibilità. Si è toccato davvero il punto più basso dall'inizio del campionato. La strada appena intrapresa dal Pescara porta dritto in serie C1 e la società non è assolutamente esente da colpe. La mancanza di programmazione e di investimenti non può far altro che allontanare i biancazzurri dalla salvezza che appare sempre più una impresa disperata.



LA CRONACA DEL MATCH

Nonostante la giornata sia gradevole allo stadio "Adriatico" è scarso il pubblico sugli spalti. Presenti circa 700 tifosi ospiti in curva sud. Cielo coperto e temperatura che si aggira sui 23 gradi. Numerosi striscioni polemici all'indirizzo della società adriatica.Oltre la curva lasciata vuota si segnalano numerosi striscioni polemici all'indirizzo della società adriatica. Tra i tanti alcuni recitano: «Finchè ci sarete voi...non ci saremo noi!» e «il menefreghismo per la propria città...un male troppo comune».
Pescara in tenuta completamente blu scura con richiami al bianco. Divisa interamente gialla invece per i giocatori del Frosinone. Per la sesta volta consecutiva in questa stagione, i biancazzurri sono diretti da un fischietto esordiente in serie B, il Sig. Antonio Damato di Barletta.


LE FORMAZIONI:

Ammazzalorso, all'esordio all' "Adriatico", opta per uno schieramento audace secondo i canoni del 4-4-2 offensivo. Indisponibili causa infortunio Vicentini e Papini. Spadavecchia dopo le ultime indecisioni di Modena confermato tra i pali, Tardioli in panchina. In difesa dal primo minuto Aquilanti preferito a Demartis sull'out di sinistro, Zoppetti confermato a destra e coppia centrale classica composta dal duo Delli Carri-Gonnella. A centrocampo Moscardi viene affiancato da Luci che vince il ballottaggio con il talentino Carozza. Ad Antonelli e Rigoni sugli esterni il compito di innescare il tandem offensivo composto da Ferrante e Paponetti. Solo panchina quindi per Carozza e per l'ex di turno Martini.
Per contro Frosinone disegnato dal Ivo Iaconi con un 4-4-2 dalle chiare intenzioni di attacco. Indisponibili Bellè e Carboni il tecnico gialloblù sceglie Zappino tra i pali. Linea difensiva a quattro con Cannarsa, Antonioli, Ischia e Di Venanzio. Linea di centrocampo formata da D'Antoni, Perra, Anaclerio e dal fantasista Lodi, elemento interessantissimo dal sicuro avvenire. Al duo Margiotta-Di Nardo il compito di bucare la retroguardia adriatica.




MINUTO PER MINUTO:


MINUTO 2: Frosinone pericoloso. Gran punizione dai 20 metri di Lodi, Spadavecchia è attento e si rifugia in angolo.

MINUTO 6: Il Frosinone è già in vantaggio. Appena dentro l'area di rigore Lodi trova il corridoio giusto per Di Nardo che con un destro secco ad incrociare fredda Spadavecchia non certo esente da colpe. Nell'occasione troppo alta la retroguardia biancazzurra e fuorigioco troppo approssimativo di Delli Carri e compagni.

MINUTO 15: Reazione sterile ed inconsistente del Pescara che produce poco o nulla. Incornata di Ferrante su traversone preciso di Zoppetti con la palla che termina abbondantemente alta.

MINUTO 20: Troppo alta la difesa biancazzurra che si lascia infilare facilmente in velocità dagli avanti ciociari. In azione di contropiede Di Venanzio semina due avversari ma al momento del cross viene contrato in angolo da Zoppetti.

MINUTO 24: Il Pescara tenta di impensierire il Frosinone. Tiro-cross di Antonelli dalla destra con pallone che attraversa tutta l'area di rigore. Paponetti e Ferrante sono però in ritardo.

MINUTO 26: L'occasione che avrebbe potuto cambiare la storia del match. Paponetti viene trattenuto in area da Ischia piuttosto evidentemente. Damato di Barletta concede la massima punizione. Si incarica della battuta Ferrante che inspiegabilmente opta per il cucchiaio alla Totti con la sfera che si stampa sulla traversa tra l'incredulità mischiata a rabbia dei tifosi abruzzesi. Una soluzione decisamente folle visto anche il momento delicatissimo della squadra che veniva da due pareggi e quattro sconfitte.

MINUTO 31: Il Pescara accusa il colpo e rischia il naufragio sull'ennesimo capovolgimento di fronte del Frosinone che si diletta nelle larghe praterie lasciate dalla difesa pescarese. Lodi serve Margiotta in area con un pregevole servizio dalla destra ma il centravanti italo-venezuelano decide di graziare la sua ex squadra spedendo la sfera fuori a Spadavecchia ormai battuto.

MINUTO 43: Bisogna aspettare la fine della prima frazione di gioco per vedere la prima azione realmente pericolosa degli adriatici. Corner dalla destra battuto da Moscardi, Zoppetti anticipa tutti di testa ed impegna severamente Zappino che nega il pareggio al Pescara.

MINUTO 46: Dopo un solo minuto di recupero squadre negli spogliatoi sul risultato di 1 a 0 in favore degli ospiti. Vantaggio meritatissimo alla luce dei tanti errori della squadra pescarese che letteralmente "regala" il primo tempo agli avversari. Davvero inconsistente l'undici biancazzurro soprattutto sotto il profilo caratteriale. Voglia di vincere o raddrizzare il risultato pari a zero per gli uomini di Ammazzalorso. Ferrante peggiore in campo non soltanto per il rigore sbagliato.


Il gioco riprende con una novità: il capitano Delli Carri resta negli spogliatoi sostituito da Demartis per scelta tecnica come spiegherà lo stesso Ammazzalorso nella conferenza stampa del dopo-gara. Iaconi dal canto suo conferma gli stessi undici della prima frazione di gioco.

MINUTO 57: Il Frosinone sfiora nuovamente il raddoppio. Lodi assistito splendidamente da Margiotta prova la conclusione in porta dai quindici metri ma Spadavecchia di istinto manda il pallone in corner. Sugli sviluppi dell'angolo Cannarsa libero in area non inquadra il sette. Un minuto più tardi Paponetti lascia il proscenio in favore di Martini, lungamente applaudito dai suoi ex tifosi gialloblù che non hanno dimenticato il suo decisivo gol l'anno scorso nella vittoriosa finale play-off contro il Grosseto.

MINUTO 63: Il Pescara abbozza una reazione. Antonelli, sempre lui, serve un pallone in area per Ferrante che non riesce a girare la sfera verso la porta difesa da Zappino.

MINUTO 66: Ancora Frosinone in avanti. Lancio di 35 metri dell'onnipresente Lodi a pescare Lacrimini il cui esterno destro termina di un niente a lato della porta adriatica.

MINUTO 68: Brutto fallo di Cannarsa su Zoppetti e conseguente "rosso" per l'esperto difensore. Il Frosinone quando mancano circa venti minuti alla fine resta in dieci. Il Pescara però non nè approfitta e crea solo un paio di pericoli al team di mister Iaconi.

MINUTO 72: Il solito Antonelli dalla destra trova Ferrante tutto solo in area che di testa spreca la limpida occasione del pareggio.

MINUTO 74: Il Pescara preme ma non trova la via del gol. Luci da buonissima posizione "sparacchia" alto.

MINUTO 81: Ultima azione di marca biancazzurra. Luci dopo un batti e ribatti a limite dell'area trova il tempo per calciare ma la conclusione dell'ex centrocampista della Torres finisce sul fondo.

MINUTO 84: Il Frosinone chiude il match con il punto del 2-0. Demartis perde malamente il pallone a centrocampo, Margiotta, lesto ad approfittare dell'errore del difensore abruzzese, innesca la corsa di Lodi che dopo una quarantina di metri palla al piede batte con un preciso destro all'angolo l'incolpevole Spadavecchia. La gara termina in pratica qui. Ultimi minuti di semplice accademia per il team ciociaro che porta a casa tre punti pesantissimi in chiave salvezza. Grande entusiasmo tra i numerosissimi tifosi gialloblù giunti in riva all' "Adriatico" per sostenere i propri beniamini. Bordata di fischi al contrario per i giocatori di casa dopo il quinto KO in sette gare di campionato. Le cose adesso si fanno davvero difficili. Occorre al più presto cambiare strada perchè la via intrapresa porta diritto in serie C.


MINUTO 90: LE VOCI DEI PROTAGONISTI:

ALDO AMMAZZALORSO (ASCOLTA L'AUDIO)
Scuro in volto Aldo Ammazzalorso deluso dopo il k.o. interno che ha coinciso con il suo esordio sulla panchina biancazzurra:
«Abbiamo fatto una buona partita ma il problema penso sia più in generale che dei singoli. La squadra manca un po' di gamba e deve lavorare molto di più di quello che ha fatto fino ad oggi. Abbiamo cercato di fare qualcosa nonostante la partenza contratta. Nel secondo tempo siamo leggermente cresciuti favoriti dal fatto che loro si sono abbassati molto. Riguardo l'episodio di Ferrante non è giusto recriminare, ciò che è successo è successo. Rispetto le altre partite in cui il Pescara ha cambiato spesse volte il modulo io cercherò di giocare sempre con il 4-4-2 cercando di cambiare il meno possibile. Tornando alla partita abbiamo faticato molto quando il Frosinone era in possesso di palla. Non ho paura della classifica attuale perchè manca ancora tanto tempo alla fine del campionato. Possiamo e dobbiamo migliorare lavorando però di più».

IVO IACONI (ASCOLTA L'AUDIO):
Raggiante per la vittoria ottenuta il tecnico ciociaro Ivo Iaconi:
«Sono tre punti importantissimi in chiave salvezza ottenuti su un campo difficile. Vincere con squadre di bassa classifica come successo oggi e a Vicenza avvicina la salvezza che resta il nostro primo obiettivo. Sono amareggiato per la situazione attuale del Pescara visto che in riva all'adriatico ho passato tre anni bellissimi e ho trovato tanti amici sinceri. Pescara meriterebbe un futuro migliore con investimenti costanti e maggiori. Questa non è una critica nei confronti della nuova dirigenza. Quest anno la squadra pescarese è sulla carta superiore a quella dell'anno scorso pertanto ha tutte le carte in regola per salvarsi».

MARCO BIGNONE:
Amareggiato il Ds Marco Bignone che abbiamo intercettato all'interno degli spogliatoi dell' "Adriatico":
«Sono triste per il risultato negativo ma Ammazzalorso in così poco tempo davvero non poteva fare di più. Dobbiamo ricostruire una condizione psico-fisica crollata nel corso della gara persa a Modena. La squadra oggi è stata anche condizionata dall'aspetto ambientale perchè è difficile giocare in questa situazione. Siamo all'inizio del campionato e la peggiore cosa sarebbe quella di arrendersi senza lottare. Dobbiamo ripartire con maggiore convinzione. Mancano ancora tanti punti e spero che la squadra ritrovi se stessa perchè non può aver perso tutte quelle qualità che gli riconoscevamo all'inizio del campionato un po' tutti. Sull'episodio di Ferrante il ragazzo è distrutto ed amareggiato per l'accaduto. E' una grande responsabilità accettare di tirare un rigore. L'importante è buttarla dentro, non è stato così ma il calcio è questo, se sbagli paghi. E' un giocatore importante per noi e contiamo che ci dia una grossa mano a raggiungere la salvezza».


Andrea Sacchini 15/10/2006 11.30





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