Pallavolo. Il Pineto "schiaccia" Loreto

Alessandro Biancardi

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Una vittoria fa sempre bene, pur se conquistata in amichevole.
Il successo colto dalla Framasil Cucine Pineto sulla Esse Ti Carilo Loreto ha un significato particolare per tanti motivi.
Innanzitutto per la tradizione sfavorevole con la quale i gialloblu dovevano fare i conti. In secondo luogo con una preparazione "pesante" dal punto di vista fisico che aveva condizionato le precedenti uscite di Mancini e soci. A far sorridere il tecnico Lele Fracascia e' senza dubbio l'agonismo messa in mostra nel momento decisivo della partita, al quinto set, quando il grande carattere dei suoi ragazzi e' venuto fuori.
«Un segnale di svolta», spiegano dalla Framasil Cucine, «rispetto alle gare con Roma e Milano: nel trofeo "Citta' di Pineto" a difettare era stata la grinta, non di certo lo spessore tecnico. Al PalaSerenelli di Loreto invece l'intensita' di gioco non e' mancata ed i risultati si sono visti. Ottima la prova dell'opposto Bergamo che ha fatto vedere di avere un polso molto sensibile, con il quale ha variato i colpi e messo in crisi il muro avversario che lo doveva marcare. Piu' in generale e' stata una prova di carattere dell'intera orchestra di Pineto, capace di sostituire la coppia di schiacciatori/ricevitori al tie break quasi senza colpo ferire».
La decisione di Fracascia poteva sembrare assurda, specie dopo un quarto set da applausi per Baldasseroni, condito da numeri stratosferici.
Al contrario, i martelli "made in Abruzzo" Leone e Mancini hanno costruito con pazienza le palle della vittoria: Fabio Leone con le sue chiusure su palla vagante, Mancini addirittura con il muro, una specialita' nella quale il capitano non ha mai brillato. Lo stesso giocatore sorridendo ha dichiarato a fine partita: «Se continuo a murare l'opposto avversario, sara' un'annata spettacolare».
Un plauso particolare ai campioni abruzzesi e' giunto dal presidente Benigno D'Orazio: «Si puo' dire che questa partita l'hanno vinta proprio i giocatori della nostra regione, mettendoci quel pizzico di cattiveria in piu' al momento opportuno. La vittoria dimostra che il lavoro in palestra di queste settimane inizia a dare i suoi frutti».
Incontentabile Fracascia che, scout alla mano, analizza la gara, e pur partendo dai complimenti per i suoi, aggiunge subito dopo le sue osservazioni: «Abbiamo giocato un po' a sprazzi, soprattutto nel quarto set, ma mi e' piaciuta la reazione mostrata dopo il match con la Sparkling Milano. Questo non vuol dire che posso ritenermi completamente soddisfatto, possiamo crescere ancora. L'importante e' aver imboccato la strada giusta».
Nei giorni scorsi il tecnico aveva sottolineato il tipo di scelta di lavoro, quella di non concentrarsi esclusivamente sul sestetto di partenza ma di dedicarsi in egual misura ai dodici. La decisione lo ha ripagato in pieno con l'ingresso di Mancini e Leone nel quinto set: «Non dimentichiamo Medori e Guidone, capaci di dare cambi importanti. Lo stesso Beltran e' una carta che posso giocare in qualsiasi istante e puo' rendere imprevedibile il gioco d'attacco e le alzate di Ronaldo».
Infine un dato statistico sul quale riflettere: Fracascia voleva maggiore attenzione sul servizio ed i suoi ragazzi lo hanno accontentato. 10 errori e quattro servizi vincenti nell'arco di cinque set non sono cifre disprezzabili, cosi' come non lo sono gli 11 muri punto, ma questo dato, con Russo e Sborgia, non era assolutamente in discussione.

11/09/2006 9.31


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