Basket. Intervista con LeRoy Hurd, il "Duca" della Siviglia Wear Teramo

Alessandro Biancardi

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LeRoy Hurd, uno dei tanti volti nuovi della Siviglia Wear Teramo, si presenta ai tifosi biancorossi.

LeRoy, ci racconti il tuo percorso prima di arrivare a Teramo?
«Ho fatto il college in due università diverse. I primi due anni a Miami e sono arrivato al Torneo NCAA entrando fra le prime 16 squadre. Gli ultimi due ho giocato a San Antonio, alla University Texas at San Antonio. Abbiamo vinto la nostra conference ed io sono stato nominato miglior giocatore, giocando anche l'All Star Game della conference. Siamo arrivati fino al torneo NCAA ed è stata una bella soddisfazione.
Dopo il college ho provato la carta dell'NBA. Ho fatto una Summer League con i San Antonio Spurs e con me c'erano Harold Jamison, Preston Shumpert, Marque Perry che giocano o hanno giocato in Italia. Sono arrivato in Europa a Chalons en Champagne in Francia e, dopo questa esperienza, sono tornato negli States in NBDL ai Columbus Riverdragons. Un nuovo provino con gli Indiana Pacers, Montegranaro e adesso l'avventura a Teramo».

Con quale obiettivo affronti questa stagione?
«icuramente voglio sempre cercare di migliorare, ma soprattutto voglio vincere. In campo darò sempre il massimo per aiutare la squadra a ottenere i due punti. E poi se la squadra gioca bene vuol dire che tutti noi giochiamo bene. Spero di rendere felici i nostri tifosi».
Che te ne pare di Teramo?
«Come città mi piace. Sicuramente è più grande di Montegranaro, ci sono più cose da fare, mi trovo bene. Devo dire, comunque, che l'Italia è un Paese meraviglioso».

Vuol dire che sei già stato a visitare le nostre Città...
«Ne ho visitato alcune. Firenze, Venezia, Roma che è la mia preferita. Ci voglio tornare con la mia famiglia, mia moglie Noella e Laila, la mia bambina, quando verranno a Teramo».

Parli anche un pò di italiano, lo stai studiando?
«Sai, per me è importante l'italiano. Vivo in Italia e non mi posso aspettare che tutte le persone parlino inglese. Io voglio poter comunicare in modo più indipendente possibile, se giro in centro o vado a fare shopping vorrei avere meno problemi possibili».

C'è una persona più importante di altre per la tua carriera?
«Mio padre, senza esitazioni. Mi ha cresciuto come uomo e come giocatore. Per me è un punto di riferimento costante e verrà a vedermi di persona anche quest'anno per constatare i miei miglioramenti».

Hai un "nickname"?
«Il mio soprannome è "The Duke". Mia madre è una fan di John Wayne e il soprannome dell'attore era, appunto, “The Duke”. Ecco spiegato il mio nick».

In questo mese di settembre potremo affrontare Montegranaro spesso. Per te un'emozione particolare?
«Sportivamente parlando ormai sono dei miei "nemici". Io voglio vincere sempre, ma sarà divertente rivedere molti volti di amici e persone con le quali ho vissuto una bella stagione. Adesso però sono biancorosso, ed è l'unica cosa che conta».

08/09/2006 9.46


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