MOTORI. Forsythe a PrimaDaNoi.it: «abbiamo mantenuto la promessa»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2271

MOTORI. Forsythe a PrimaDaNoi.it: «abbiamo mantenuto la promessa»
WHEELING. Squisito, sommesso e altero, docile e perentorio,
d'antico ceppo inglese, Geraldo “Jerry” Forsythe appassionato della natura, dei campi, vive a Wheeling, una città ad un tiro di fucile da Chicago.
E' qui che la colossale industria Indeck di proprietà del chiaroveggente milionario, sviluppa e produce prodotti di vasta portata internazionale.
E' da qui, quando non è sul suo jet, che vaglia, studia e decreta il da farsi in seno alla Champ car, l'organizzazione che tiene in vita, dopo averla resuscitata dalle ceneri della vecchia Cart, decisamente proteso a farne una serie monoposto di vasto interesse mondiale.
Alieno dall'esibizionismo, allergico alle pose, all'enfasi alla pubblicità, sfodera l'ottimismo di chi ha fatto della vita un'opera d'arte. (Foto con i due piloti sul podio)
E al cronista, amico di lunga data, anche questa volta, rilascia il suo pensiero ed idee circa il domani della Champ car.

«La scorsa settimana è stata una conferma della validità della formula da noi stabilita che in effetti rappresenta un futuro da affrontare con interesse per i team e patron esistenti e quelli che verranno, con o senza il “merger” (unione) con la Irl».

Allora, tutte le trattative che Kevin Kalkhoven ha effettuato, sono andate a vuoto?
«Non credo. Il futuro ci riserba qualche sorpresa. Forse richiederà un tempo superiore all'aspettativa, specialmente se in seno alla Irl c‘e' mamma Honda che munge dollari follemente e la presenza di Roger Penske che svolge la parte del Cardinale de Richellieur. Perché l'unione possa aver luogo,occorre che al tavolo delle trattative vi siano soltanto le due parti interessate».

Tempo fa ebbe a dirci che intende chiudere le porte dell'autodromo di Monterrey (Messico). E' un fatto positivo? E Citta' del Messico?

«Non lascerò mai andare Messico city. Avremo qualche corsa e la terrò come un possedimento finanziario. Monterrey, invece non e' stata capace di fornire gli appoggi finanziari necessari per lo svolgimento delle corse, ed allora e' meglio tenerla da parte».

Compiamo un salto verso il nord. Dopo quest'anno la pista di
Montreal passerà ad un organizzatore cui sta a cuore la Nascar. Cercate un'altra località in sostituzione?
«Con Edmonton, Toronto, e poi San Jose',Long Beach, Las Vegas, si può anche saltare Montreal, poichè le località che noi “tocchiamo” rappresentano il futuro delle gare monoposto che interessano sponsors e patron di nuovi team. Come noto, a San Jose' abbiamo registrato il primo team della Gelles racing, mentre sono in trattative altre “venue”. Intanto la Champcar ha registrato un milione di spettatori presenti a nove gare.(Foto)
L'arrivo della macchina Panoz DP01 rappresenta una salutare iniezione e l'interesse da parte anche di team al di fuori della Champ car e' un buon segno».

Pensate già al 2010, e ad un'altra versione Panoz DP02 specie se quella benedetta unione si avvererà?
«Siamo per le innovazioni e quella data e' più o meno quella adatta».

Dalla rinascita ad oggi, dopo un periodo cortissimo, la Champ car si e' situata sul piedistallo della “self sustaining”-economicamente autosufficiente?
«Ricordate che Kevin Kalkhoven (il socio) al principio anticipò
che la nuova organizzazione in cinque anni avrebbe raggiunto
un livello favorevole compiendo passi seri e duraturi. Abbiamo mantenuto la promessa». (Foto)



 Qual è stata la reazione circa l'incidente Tracy-Tagliani a San Jose'?
«E' stato un avvenimento ridicolo. Paolo ha compiuto un errore,
ha chiesto scusa a Tagliani
che continuava ad
inseguirlo lungo I pit. Ho parlato con Neil Micklwright, (il direttore corse Indeck) (Foto con Tracy) ed ho detto chiaramente che se
ritiene di boicottare la corsa di Denver (13 agosto) astenendosi dal correre, io sono del parere favorevole. La punizione inflitta a Paul e' semplicemente puerile ed il fatto che gli addetti al controllo si accaniscano sempre e soltanto sui miei piloti, mentre le colpe il più delle volte cadono su altri team, è inaccettabile».

Dunque contenti dei piloti che corrono per la Indeck/Forsythe?
«Tracy e' un veterano per tutte le stagioni, e non posso lamentarmi di A.J. Allmendinger, forse incompreso nel precedente team, ha fatto sfoggio delle sue capacità. E' un pilota grintoso, coraggioso, la cui classe verrà fuori sempre più durante il campionato in corso».

Lino Manocchia Foto SSNphoto.com 04/08/2006 10.22