Luca Leone, capitano del Lanciano, si racconta a PrimaDaNoi.it

Alessandro Biancardi

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Luca Leone, capitano del Lanciano, si racconta a PrimaDaNoi.it
GUARDIAGRELE. E’ considerato la vera bandiera della squadra del Lanciano, l’anima del centrocampo rossonero. Così a 36 anni Luca Leone, capitano e centrocampista, è giunto quest’anno alla sua decima stagione. Dopo aver rinnovato il contratto di un anno, si appresta a vivere un altro periodo da protagonista. Lo abbiamo incontrato durante gli allenamenti di Guardiagrele.
Nato a Pescara il 13.03.'70, è cresciuto calcisticamente nelle fila della Renato Curi; in tanti anni ha militato in diverse squadre di serie “C” ( Chieti, L'Aquila, Chieti, Maceratese, L'Aquila, S.S. Lanciano,San Marino, Monza, Cavese, Val di Sangro, e di nuovo Lanciano).
Con volto sorridente e disponibile si concede a PrimaDaNoi.it vestito con un semplice accappatoio ai bordi del campo di Guardiagrele, dove si sta allenando insieme ai suoi compagni da alcuni giorni.
Luca Leone nonostante la sua età non ha nessuna intenzione di appendere le scarpette al chiodo, anzi non vede l'ora di riprendere l'attività agonistica…

«L'entusiasmo e la voglia non mancano mai. Mi ritrovo qui in ritiro con una nuova squadra ed un nuovo tecnico e stiamo cercando di creare le basi per affrontare questo nuovo campionato».
Quella del capitano è stata sicuramente una lunga e gloriosa carriera attraversata in tanti campi si serie “C”.
L'unico rammarico non essere riuscito ad indossare la maglia del Pescara all'improvviso sorride e gli occhi diventano lucidi: «Per i ragazzi pescaresi che, come me giocano al calcio, rappresenta un traguardo importante poter un giorno indossare la maglia della propria città. Un po' di rammarico c'è sempre, anche se debbo dire che in altre piazze in cui sono stato mi sono tolto anch'io le mie soddisfazioni».

Inevitabile chiedergli qual è stata la stagione più esaltante della sua carriera.
«Le annate più belle sono state quelle di Lanciano e sono stati gli anni che ho vissuto con il mister Castori dove ho vinto un campionato di CND e di C2; questo è stato un periodo importante per la città perché proveniva dall'anonimato, ed è finito in pochi anni alla ribalta del calcio professionistico in C1, per poi consolidarsi in questa categoria».
Un legame molto speciale lega il capitano alla piazza di Lanciano, chissà come mai questo feeling particolare...
«E' una esperienza che mi ha fatto crescere tanto non solo come calciatore ma anche come uomo. A Lanciano ho incontrato persone fantastiche a cominciare dal compianto presidente Ezio Angelucci e tutta la sua famiglia e poi gli allenatori Di Battista, Castori e altri. Forse i tifosi hanno apprezzato in me la mia voglia di fare e di vincere,e tutto ciò ha permesso che, nel corso degli anni questo rapporto si fortificasse».
Negli ultimi due anni la Società del Lanciano si è distinta per la sua politica quella di puntare sui giovani…
«Purtroppo fare calcio oggi costa molto e questa politica attuata dalla società si rende necessaria per poter sopravvivere e cercare di valorizzare qualche giovane e riuscire a mantenere la categoria che costa ed è allo stesso momento un patrimonio di tutti».
Il capitano a questo punto si ritira nello spogliatoio per vestirsi.

E' giunta l'ora del pranzo così ci rechiamo nell'albergo dove alloggia il Lanciano per proseguire attorno ad una tavola imbandita il nostro discorso.
Una atmosfera allegra riempie la stanza dove è presente tutta la squadra, Baldini ride e scherza con tutti, soprattutto con i giovani.
Abbiamo solo il tempo di ascoltare ancora per un po' Luca Leone, sarà lui a dover guidare questi ragazzi giovani che debuttano in campionato.
Non vuole dare qualche consiglio proprio a loro?

«Il calcio è uno sport bellissimo ma allo stesso tempo comporta tanti sacrifici.
Bisogna imparare a soffrire ogni giorno, lavorare e metterci tanta voglia e passione.
Ogni giorno bisogna imparare qualcosa di nuovo. Dico che devono migliorare ed avere ambizioni diverse, e soprattutto non smettere di “sognare”. Credo che la splendida favola di Fabio Grosso debba essere un esempio per questi ragazzi e dovrebbero solo ammirarlo. Non si devono arrendere alle prime difficoltà, provarci sempre fino a quando un giorno sicuramente, si riuscirà nell'impresa».


Con queste parole ringraziamo tutta la squadra per la preziosa ospitalità e auguriamo buon lavoro ed in bocca al lupo a tutti.
Al momento Baldini e Toscano sono gli unici infortunati.
Il difensore Baldini rientrerà fra venti giorni, mentre i tempi di recupero per la punta saranno più lunghi.
Le ultime novità giungono dal calcio mercato dove è stato trovato un accordo con l'Arezzo per quanto concerne l'attaccante francese Alain Pierre Baclet ventenne, e di Giovanni Esposito esterno difensivo che può in casi di emergenza ricoprire anche il ruolo di centrocampista lo scorso anno alla Val di Sangro.
Bisognerà attendere qualche giorno affinché l'operazione possa giungere al termine. Un'altra trattativa che sta portando avanti da tempo la società frentana è quella legata al Cittadella per la cessione dell'attaccante Roberto Colussi.
In tema di cessioni c'è sempre in partenza il portiere Maurantonio.

Rita Consorte 04/08/2006 9.54