MOTORI IRL. Tutti pazzi per Danica Patrick

Alessandro Biancardi

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NEW YORK. E' un male, una fissazione o un'allucinazione?
Non sappiamo cosa scegliere per descrivere la situazione in seno alla Indy Racing League (IRL) che, il quotidiano Indy star , organo dello speedway di Indianapolis, descrive come «la rinascita, il salvataggio di una barca sperduta in un mare burrascoso, grazie al”ritorno”(?)di Danica Patrick».
PrimaDaNoi.it ha descritto recentemente la situazione in seno alla Champ car e di come i sensati protagonisti vorrebbero vedere riunite le due serie. Tuttavia come detto il “capo dell'altra banda”, Tony George non comprende quanto fragile e pericolosa sia la situazione, più della sua categoria che quella di Kalkhoven e Forsythe.
Ma, ora che e' arrivata la bella Danica Patrick, dal team Rahal a quello Andretti, si fa un'analisi della situazione sempre che sfiora il ridicolo.
Lungi dall' essere considerati dei contabili, ecco cosa e' avvenuto in
seno alla IRL.
(Foto Patrick)
Scoperta da Rahal cinque anni fa e portata sul piedistallo della celebrità(?),pur non vincendo una sola gara, ma arrivando quarta a Indy, per incidenti da lei creati (vedi Junqueira ed altri) dopo una corsa carica di errori tecnici, dopo cinque anni di amicizia, la ragazza decide di passare nella Nascar (stock car) dove abbondano i dollari. Ben presto si accorge che il suo fisico, la guida, l'inesperienza, non si addicono a quella categoria.
(Foto Andretti)
Adulata da Michael Andretti -che a forza di ingaggiare piloti presto creerà un'Andretti racing championship con tutti i suoi piloti e sponsor- l'arizoniana accetta e firma un contratto che precisa: «salario 3 milioni di dollari l'anno, 40 per cento della borsa vinta, 50% se la driver finisce tra i primi tre, 50% per la vincita ad Indy» (che sembra, Andretti abbia “garantito” alla neo arrivata), ed un nuovo sponsor.
Chi si occupa di matematica prevede un guadagno annuale di 10 milioni di dollari.
E sin qui non c'e' male per un pilota che non ha mai vinto una gara, mentre i compagni di squadra che vanno per la maggiore non si azzardano a superare i 5 o 6 milioni di dollari.
A questo punto sarebbe interessante conoscere l'onesta impressione di Bobby Rahal
all'annuncio di simili prebende aristocratiche (foto Rahal) e alla dichiarazione della ingrata ex pilota che «lei non deve nulla a Rahal, anzi e' lui che mi deve ringraziare che ho portato in alto il suo team».
A questo punto il giornale di Tony George scrive: «Lo zar Tony George ora potrà respirare liberamente. La crisi e' risolta, Danica non ha lasciato la Irl. Se ella avesse deciso di passare alla Nascar (?)Tony avrebbe dovuto mettere le mani nel portafogli per salvare la situazione».
«Perché senza Danica la Irl era perduta».
E la ”grande stampa Usa” non avrebbe scritto più di lei, affiancandola all'asso del golf Tiger Wood, al sette volte vincitore del Giro di Francia Armstrong ed altri assi del baseball e football.

(Dunque Marco Andretti, nipote di Mario, valido e promettente pilota che a 18 anni, in quattro gare ha fatto aprire gli occhi ai ciechi, e' già passato nel dimenticatoio per far posto alla bella arizoniana?)
Quello che fa ridere e' la patetica stampa americana che si sbrodola ad ogni passo nel citare il nome della Patrick, tanto che i dilettanti cronisti della tv con una monotonia snervante, pronunciano il nome di Danica ad ogni giro, ignorando che in gara ci sono altri 17 concorrenti validi, esperti e senza dubbio superiori alla neo eletta reginetta della serie, la quale suda sette ancora le sette camicie per concludere dopo i migliori e spesso doppiata.
Non ci sarà qualcosa di strano?

DOMENICA NEL MICHIGAN
Intanto in seno alla Irl crescono i problemi. Domenica sul superspeedway del Michigan veloce e pericoloso, soltanto 17 dei 24 concorrenti prenderanno il via, senza provare il venerdì per risparmio di dollari.
E peggio ancora, la usuale presenza della Nascar, cui la Irl faceva da spalla, non ci sarà e da qui un calo visibile di presenze.
Si consolano, però, poiché nel minuscolo stato dello Iowa (2 milioni di abitanti) e' stato inaugurato un ovalino da Topolino di 750 metri di lunghezza, dove durante le partite di baseball non vanno più di 6 mila spettatori. Ma alla Irl interessa la quantità,non la qualità…
Infine, e' giunta una “precisazione” che non sorprende, perché si sapeva, da parte di Chip Ganassi che forse ha dato fine al suo sbandieramento a scopo propagandistico secondo il quale «non intende passare (o tornare?) nella Champ car, e chiede di porre fine ai si dice, perché egli appartiene alla Irl e resterà nella serie di Tony George».
Meraviglia come anche Roger Pensky non abbia ancora inviato la sua “precisazione”.
Linio Manocchia 28/07/2006 8.33