L'ex capitano del Pescara, Dunga, è il nuovo allenatore del Brasile

Alessandro Biancardi

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Carlos Caetano Bledorn Verri, meglio conosciuto come Dunga, è il nuovo commissario tecnico del Brasile. Succede al dimissionario Parreira in seguito alla delusione di Germania 2006. Firma un contratto fino al 2014.Il debutto sulla panchina della Seleçao avverrà il 16 Agosto per l'amichevole contro la Norvegia ad Oslo.
Nato a Ijuì (Rio Grande Du Sol) il 31 Ottobre 1963,Dunga ha militato nel Pescara nella sfortunata stagione 1992/1993, ultimo campionato in serie A degli adriatici culminato con la retrocessione in serie B. Nonostante in maglia biancazzurra abbia collezionato solo 23 presenze con 3 reti all'attivo, il brasiliano ha lasciato comunque un discreto ricordo nei cuori dei tifosi abruzzesi.
Il soprannome calcistico "Dunga" è il corrispondente di "Cucciolo" nella versione portoghese della favola di Biancaneve ed i sette nani. Nick dovuto alle sue ridotte dimensioni fisiche quando da giovane superò il provino con l'International di Porto Alegre. Nonostante il nomignolo affibiatogli, in campo era un leader nato, mai domo e alla perenne ricerca della "prestazione perfetta". Un centrocampista di qualità immensa dotato di elevata tecnica ed ottimo senso della posizione. Maestro nel far ripartire l'azione ed estremamente capace in cabina di regia. Era inoltre molto bravo anche in fase di interdizione, dove a volte non lesinava "calcioni" agli avversari.
Nella sua lunga carriera ha vestito anche le casacche dell'International, Corinthians, Santos, Vasco da Gama, Pisa, Fiorentina, Stoccarda, Jubilo Iwata ed infine ancora International.
Campione del mondo nel 1994 a spese dell'Italia ai calci di rigore, Dunga resta l'unico giocatore nella storia del Pescara ad aver vinto un mondiale. Con la nazionale verde-oro ha disputato 91 gare realizzando 6 gol nell'arco di 3 mondiali (1990-1994-1998).

I PRIMI ANNI CALCISTICI ED IL TRASFERIMENTO IN ITALIA:

Nel 1980 viene promosso nella prima squadra dell'International dalle giovanili con cui aveva vinto due campionati juniores consecutivi. Dunga iniziò la sua carriera da calciatore professionista come rifinitore del gioco offensivo con il vizio del gol. Con il trascorrere degli anni arretra la propria posizione a centrocampo divenendo un ottimo regista arretrato a protezione della difesa. Intorno agli anni '80 era considerato tra i centrocampisti emergenti con più talento nel panorama internazionale. Tra il 1985 ed il 1987 passa dall'International di Porto Alegre al Corinthians, poi al Santos ed infine al Vasco Da Gama, prima di trasferirsi in Italia.
Fortemente voluto dal presidente Romeo Anconetani, Dunga passa al Pisa il 22 Luglio 1987. I tifosi pisani, entusiasti del nuovo acquisto, invasero l'aeroporto "Galileo Galilei" tributando al brasiliano una accoglienza caldissima. Subito gli addetti ai lavori si resero conto delle grandissime qualità e potenzialità del giocatore che non deluse le attese, rivelando una straordinaria capacità di ambientamento in Italia e contribuendo in maniera determinante alla salvezza dei toscani in serie A.

I TRASCORSI ALLA FIORENTINA:

Le voci di corridodio che volevano Dunga vicinissimo alla Fiorentina furono confermate dal passagio definitivo del mediano brasiliano ai viola nella stagione 1988/1989. La Fiorentina era una squadra giovane, ricca di tanti giocatori interessanti: Battistini, Carobbi, Pin, Di Chiara ma soprattutto Borgonovo e Roberto Baggio in attacco che realizzarono ben 29 reti in due. Il team ebbe vari acuti, compresa la grande vittoria contro l'Inter dei record il 12 Febbraio 1989, ma durante tutto il campionato dimostrò anche una continua incostanza nei risultati e nel gioco. Ad Ottobre dello stesso anno però la prima polemica con il club viola. Dunga si lamentò con l'allenatore Eriksson riguardo la posizione ricoperta in campo e del suo desiderio di divenire un giocatore di impostazione e non solo di rottura. Ma l'allora tecnico fiorentino era così contento del rendimento ma soprattutto delle prestazioni del calciatore che lo paragonò proprio a Rijkaard, il "modello da seguire" dell'ex giocatore del Pisa. Seguirono altri famosi battibecchi in campo con Carobbi e Bosco. Nonostante tutto i viola ottennero la qualificazione in coppa UEFA battendo allo spareggio la Roma con un goal dell'ex Roberto Pruzzo. Terminata la stagione si inseguirono a lungo le voci riguardo una partenza dei gioielli Dunga e R.Baggio verso l'odiata Juventus, ma alla fine almeno il brasiliano rimase a Firenze.
Dopo l'avvento di Cecchi Gori alla presidenza della Fiorentina, Dunga fù investito del ruolo di leader della squadra e passò dal guadagnare circa 200 milioni delle vecchie lire a 3,6 miliardi. Le sue ultime prestazioni deludenti però, coincise anche con l'acquisto dei campioni d'Europa danesi Laudrup ed Effenberg, costrinsero la società viola a cedere il giocatore ormai in rotta anche con parte del pubblico dell' "Artemio Franchi".

IL PASSAGGIO AL PESCARA:

Nel Novembre del 1992, il procuratore di Dunga Caliendo piazza il giocatore nel Pescara di Giovanni Galeone, ultimo in classifica, scatenando gli entusiasmi di una piazza che aspettava nel nazionale verdeoro l'erede naturale di Leo Junior.
Il giocatore brasiliano insieme ad i nuovi acquisti Mendy, Sivebaek, Sliskovic e Borgonovo dovrebbe far compiere il salto di qualità alla squadra abruzzese, ma qualcosa non funziona. Il "cucciolo" infatti gioca con il massimo impegno incantando i tifosi con giocate sopraffine, aiutando sempre i compagni anche nelle situazioni più difficili, ma è troppo solo in una squadra che non aveva il tasso tecnico sufficiente per garantirsi la salvezza. Quando Dunga approda al Pescara i biancazzurri erano ultimi in classifica ed ultimi rimangono anche a fine campionato, racimolando la miseria di 17 punti in 34 partite. Nonostante tutto, gli adriatici si tolgono lo sfizio di battere la Juventus di Vialli e Ravanelli 5-1 all'Adriatico e la Roma per 1-0 all'Olimpico. Il tanto atteso aiuto del futuro campione del mondo è sotto gli occhi di tutti, ma non è sufficiente per salvarsi. Certamente se il brasiliano avesse avuto la possibilità di giocare con compagni all'altezza della situazione, sarebbe rimasto a lungo nei cuori dei supporters pescaresi. Purtroppo la sua permanenza nel club di Via Mazzarino è collegata all' ultima deludente stagione in serie A degli adriatici. Le critiche piovute sulla squadra durante tutto l'anno risparmiano il forte centrocampista, esempio di classe e professionalità. Disputa 23 partite realizzando 3 gol, l'1a 0 contro l'Atalanta in casa al 75°minuto, il primo dei quattro gol che permisero al Pescara di battere l'Ancona per 4-3 sempre in casa ed infine il pareggio per 2-2 contro l'Udinese tra le mura amiche. Conclusa la stagione 1992/1993 Dunga lascia senza particolari sussulti gli abruzzesi e passa allo Stoccarda, ambiziosa squadra tedesca.
A fine carriera si trasferirà prima in Giappone ed infine nella società che lo ha lanciato come calciatore professionista, l'International.

Andrea Sacchini 27/07/2006 9.41