«E' finito il calcio a Chieti». La società non si iscrive al campionato

Alessandro Biancardi

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  CHIETI. Scaduti oggi alle 13 i termini per i ricorsi alla Coavisoc, la nuova proprietà non ha presentato le garanzie necessarie. Lo sfogo dei tifosi.    

 


CHIETI. Scaduti oggi alle 13 i termini per i ricorsi alla Coavisoc, la nuova proprietà non ha presentato le garanzie necessarie. Lo sfogo dei tifosi.


 


 

Oggi 11 Luglio per la Società Sportiva Calcio Chieti S.p.A. è un giorno terrificante. Alle ore 13 è scaduto l'ultimissimo termine per l' iscrizione al campionato, ma della squadra teatina non si è visto nessuno e di conseguenza il Chieti non parteciperà al prossimo campionato di serie C2, ma molto probabilmente nel campionato di promozione regionale.
Tifosi a lutto, che hanno potuto vedere il loro amore spegnersi lentamente. Morte annunciata, qualunque sodalizio con una situazione economica così disastrosa sarebbe andata incontro a quello che purtroppo è accaduto. Nonostante ciò, lo ripeteremo all'infinito, si è perso tempo, quel tempo che poteva essere utilizzato per la costituzione di una nuova società pronta a ripartire dalle macerie create da Antonio Buccilli.
Lo scorso anno si è perso tempo con una inutile colletta, senza nessun ingresso in società, solo per prolungare di un anno l'agonia e far fare, almeno loro credevano, bella figura all'amministrazione comunale.
A fine campionato il Comune ha continuato la sua opera di illusione ed ha iniziato a cercare, inutilmente, vista la situazione ormai irrisolvibile della società a fari spenti un imprenditore disposto a divenire il presidente della Calcio Chieti, ma non avendo trovato, naturalmente, personaggi all'altezza della situazione, attraverso un comunicato stampa si fece da parte.

Tra gli interessati o tra chi ha prestato la propria opera per far trovare l'eldorado al Chieti ci sono stati Roberto D'Urbano e Giustino Angeloni.
Candidati a vivere un mese sulla cresta dell'onda per trovare soluzioni, anzi, D'Urbano si era proposto più volte anche per rilevare le quote azionarie in qualsiasi categoria, ma l'agente immobiliare di Chieti Scalo di concreto non ha fatto vedere nulla. Si è prestato alla causa anche Giustino Angeloni che aveva pubblicizzato amicizie del nord Italia e romane, entrambe disposte a rilevare parte di quote o addirittura tutta la baracca. Sono stati fatti vedere assegni da svariate centinaia di euro pronti ad essere utilizzati per l'iscrizione del Chieti al campionato di C2. Anche la pista Angeloni non è stata seguita, anche perché, parliamoci chiaro, con 200 mila euro e la promessa (sempre promesse) di futuri contributi da forze economiche locali, dove si sarebbe andati? Non a caso, il Sindaco Ricci l'ha parcheggiato ed ha scelto di seguire l'ipotesi romana capeggiata da Di Stanislao. Ci dispiace per gli interessati, ma non abbiamo mai parlato di queste presunti interessamenti perchè non li abbiamo mai ritenuti validi, noi siamo stati sempre realisti ed abbiamo lanciato allarmi da chissà quanti mesi, abbiamo dati spacciato il Chieti da oltre un mese, ma purtroppo...

Tutte operazioni partite zoppe in partenza, tutti castelli di carta, ma nonostante ciò la stampa locale (in questa occasione si sono confermati tutti i loro limiti) ha sempre tenuta accesa la fiammella della speranza, dando credito a chiunque avesse da dire qualcosa in merito. Per leggere l'ammontare dei debiti della Calcio Chieti abbiamo dovuto sforzarci, siamo andati a spulciare anche nelle pubblicità o nelle offerte dei centri commerciali, ma tranne un paio di volte in cui sono state date alcune cifre e sempre oscillanti, la situazione neroverde è stata raccontata come se fossimo nel paradiso terrestre. Alziamo le mani per la stampa televisiva, li si caduto nel patetico.

Non è bastato un anno in cui la retrocessione del Chieti si è riassunta miseramente appellandosi alla sfortuna. Che tristezza quando nelle interviste all'ex vice presidente si parlava di tifoseria sana e non sana, che tristezza quando con la testa si annuiva. Terminato lo scorso campionato, questa televisione ha iniziato una campagna di disinformazione che non ha precedenti. Quante volte è "tornato il sereno in casa Chieti"! Quante volte c'erano riunioni in corso, quante volte "i tifosi del chieti non dovevano preoccuparsi", quante volte hanno dovuto sentire "Si sta facendo il possibile", "Si lotta contro il tempo". Sempre la famigerata Televisione locale parla di ennesime complicazioni. Chiediamo quali, ce le spieghi, perché la circolare di lega in cui sono enunciati tutte le scadenze e le incombenze per l'iscrizione è datata 3 Aprile, quindi tutto era noto, caro Zappalorto, nessuna nuova complicazione, che sia ben chiaro a tutti.
E ci spieghi come è stato possibile un passaggio di proprietà in un ora, di domenica, quando sappiamo bene che Buccilli ha aperte tre fideiussioni, e che chi vuole rilevare la società deve subentrare nelle sue fideiussioni, e per subentrare alle medesime la banca abbisogna di diversi giorni per controllare la solvenza dei subentranti.

Si è gettato fumo negli occhi a quella parte della tifoseria che si attacca a tutto, a qualsiasi voce circoli ed ecco i risultati, una disinformazione totale. Il colpo di genio però è arrivato domenica. Nella tarda mattinata due imprenditori romani, Paolo Di Stanislao e Giuseppe Ielo sono arrivati in Città e dopo la visita dell'Angelini, si sono incontrati in uno studio notarile con Antonio Buccilli. Pare che il passaggio, almeno nelle intenzioni, sia stato perfezionato e per Antonio Buccilli sarebbe stato un colpo da novanta. E' riuscito a cedere la società a poche ore dalla sua scomparsa, ma pur sempre in C2 ed ora invece a due giorni di distanza, Paolo Di Stanislao si trova in mano una società che vale molto meno e che andrà a giocare in campi dove per capire quale sarà la tribuna bisognerà essere fortunati.

Non conosciamo Di Stanislao, ma due giorni fa non aveva visto con i propri occhi che la società non aveva presentato alcun documento in Lega e che in meno di quaranta ora sarebbe stato impossibile depositarle tutte e corredate dalle relative fideiussioni? Anche un bambino avrebbe visto che sarebbe stato impossibile. Dall'altro lato Buccilli sicuramente si e non si è fatto perdere l'occasione di vendere la società, mettendo in mostra ancora una volta tutta la sua furbizia.
Un dubbio rimane. Ora Di Stanislao sarà alla guida del Chieti anche in promozione o non lo rivedremo più e tornerà di scena di nuovo Antonio Buccilli? L'incontro di domenica è stato un preliminare e dovrà essere ratificato o avrebbe avuto un seguito solo con il Chieti in serie C?

Fonte www.teate.net

11/07/2006 17.12