E’ l’ultimo colpo Grosso: Campioni del mondo

Alessandro Biancardi

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E’ l’ultimo colpo Grosso: Campioni del mondo
LE FOTO DELLA FESTA DI IERI - IL PASSAGGIO IN FINALE LA FESTA DOPO L'AUSTRALIA
Questa volta abbiamo sofferto, sia sul piano tattico che sul piano dell'emozione. Con la Francia è stata una partita molto diversa da quella della Germania.
Ma un'intera Nazione voleva quella coppa.
La preparazione durante tutta la giornata è stata lunga e
laboriosa: fin dal primo pomeriggio si sono sentiti il clacson di auto che hanno voluto anticipare la gioia e sottolineare il momento cruciale e la tensione.
Poi dalle sette, tutti via dal mare, strade intasate e traffico lungo tutta la riviera abruzzese, per correre a casa ad essere puntuali alle 20 davanti ai maxi schermo nelle città.

Fin da subito le cose non sono andate per il verso giusto: quel rigore più che dubbio al settimo minuto e tirato con un pallonetto millimetrico. La palla sbatte sotto la traversa e finisce pochi centimetri al di là della linea. Ma per molti sembra fuori.
Invece è una doccia fredda per tutti.
L'Italia fatica a reagire e nei primi minuti seguenti soffre a riprendersi e subisce il gioco della Francia.
I ritmi non sono più quelli tenuti contro la Germania ed anche i nostri sbagliano di più, si temporeggia, si cercano ritmo e geometrie.
Finalmente arriva il pareggio e la partita si assesta. Non mancano gli spunti da una parte e dall'altra per soffrire.
Andiamo vicino più di una volta al gol ma l'episodio che sembra sbloccare la partita è quella bruttissima testata di Zidane, un gesto incomprensibile, una reazione non contenuta di un campione al capolinea, un gesto che gli rimarrà come una macchia indelebile anche se non riuscirà ad offuscare del tutto la sua prestigioso carriera.
In quel momento tutta l'Italia ha forse potuto apprezzare cosa potrebbe voler dire avere la moviola in campo.
Quel brutto gesto che nessuno ha visto per fortuna, dopo un lungo consulto tra arbitro e guardalinee, è stato punito così come doveva con l'espulsione del campione francese.
E' stato allora che l'Italia ha reagito, ha voluto vincere a tutti costi, era l'ennesimo segnale.
Ma i 90 minuti finiscono sull'1 a 1 e così anche i tempi supplementari.
Giocate funamboliche della Francia che attacca e diventa pericolosa e non sembra giocare con un uomo in meno, l'uomo più importante.
Arrivano i rigori: i nostri non sbagliano, per la Francia invece sbaglia Trezeguet che colpisce la traversa; questa volta però la palla rimbalza pochi centimetri fuori dalla linea.




L'ultimo rigore spetta a Fabio Grosso: una grande responsabilità del nuovo simbolo di questi mondiali di Germania 2006: la sua freddezza e la sua statura gli hanno permesso di non sbagliare nel momento in cui il mondo aveva gli occhi puntati su di lui, quando tutto dipendeva da lui.
Un tiro deciso che fa urlare una nazione intera e finalmente dopo 24 anni siamo ancora «campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo».

E per le strade è stato il delirio.
Sono scesi in piazza nei quattro capoluoghi abruzzesi moltissimi tifosi e chi voleva godersi la festa: una festa uguale e diversa allo stesso tempo dalle altre: una liberazione e una voglia di riscatto hanno preso il sopravvento.
Migliaia di persone sono scese in piazza a Pescara ed hanno preso d'assalto ancora una volta la nave di Cascella, in pieno centro, nonostante fosse stata blindata e prosciugata.
Una gioia incontenibile, caroselli di auto tricolore e bandiere contro il cielo.




A questo punto a Pescara aspettano tutti quel giorno in cui Fabio Grosso, insieme all'altro abruzzese Massimo Oddo, torneranno in quell'aula consiliare del Comune che già lo scorso novembre fu il luogo per festeggiare la prima convocazione in nazionale.
Centinaia di ragazzi gridarono ai due campioni il loro in bocca al lupo che evidentemente ha portato fortuna.
Soprattutto a Grosso, sconosciuto prima e grande campione dopo, capace di giocare bene tutte le palle e di non sbagliare nei momenti cruciali.
A lui dobbiamo la qualificazione alla finale, a lui dobbiamo la conquista della quarta Coppa del Mondo.

10/07/2006 8.22


 


 












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