Motori. Bourdais (Champ Car) fa poker, Glen (Irl) bissa Dixon

Alessandro Biancardi

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Mentre a Watkins Glen, la storica pista dello stato di New York, i presenti, ovattati da una fitta nebbia, ammiccavano il cielo plumbeo, che stizzoso scaricava di tanto in tanto catinelle d'acqua, a Milwaukee, nello stato del Wisconsin, capitale dei formaggi pregiati, il clima si presentava benigno, accompagnato pero' da venti che attraversavano diagonalmente l'ovale, dove una volta l'anno la Champ car si esibisce, regalando non pochi sottosterzo alla curva 4, rea degli incidenti della vigilia.
E tanto tuonò che piovve, i piloti della Irl hanno dovuto accontentarsi dei risultati delle prove libere della vigilia, per occupare un posticino
nella griglia di partenza della seconda gara stradale della serie ovale, salutando Helio Castroneves dinanzi a Tony Kanaan ed il
promettente Marco Andretti. Il resto e' storia, che si conclude con un quartetto immusonito con Danica Patrick,ostica alle gare stradali, «perché non si può far valere soltanto il “piedone” e i tapini Eddie Cheever, Ed Carpenter e Felipe Giappone», speranze del padron di Indianapolis Tony George.
Intanto a Milwaukee, oltre a due botti contro la protezione da parte del canadese Alex Tagliani che poco prima aveva ottenuto un tempo record, (e non potrà prendere il via per gravi danni alla vettura) e quello di Oriol Servia il cui sistema di guida crollava d'un tratto spedendolo contro il muro. Si qualificherà settimo.



Sì, Sebastian Bourdais ce l'ha fatta, ma per un filo, poiché Bruno Junqueira, finito a muro nelle prove (senza conseguenze) pur con il mezzo ultra-riparato, non riusciva a farcela.
Abortiva il secondo giro ma si qualificava egualmente, con un'unica passata, a ridosso del francese, per un centesimo di secondo.
Paul Tracy vincitore della scorsa edizione, concludeva decimo, (spiegherà l'errore sul sollevamento manuale delle sospensioni in senso contrario) La sorprendente, “elettrizzata” Kathy Legge,(8°) alla sua prima esperienza sull'ovale offriva una qualifica chiara e decisa, con Nelson Philippe (9°) anch'egli incappato in un muro.
Ma il bello doveva ancora venire.


CORSA CHAMP CAR


Non c'e' voluto molto per convincersi che a Milwaukee stava ripetendosi la saga di Long Beach con Mario Dominguez, in vena di “pizzicare” gli avversari.
E così e' stato.
Dopo la prima curva, il messicano toccava Bruno Junqueira coinvolgendo Paul Tracy e mutando la fisionomia della tradizionale corsa del Milwaukee Miles.
Era predestinato che Tracy non doveva vincere, malgrado avesse messo a puntino la recalcitrante macchina della vigilia, ma questo incidente toglieva molto mordente alla manifestazione. Per fortuna una rookie degli ovali,decisa a ben figurare, ridava colore
alla gara portandosi in testa a ridosso dei “big” Bourdais, Wilson. Allmendinger, Servia, rivelando una qualità sino ad oggi sconosciuta.
La “discepola” del veterano Jimmy Vasser, venuta dall'Inghilterra decisa ad emergere (e lo provò a Long beach alla prima sua vittoria Americana,) era brava anche sull'ovale.
Katherine Legge, indubbiamente e' stata la protagonista più seguita
per i suoi attacchi, per aver guidato il gruppo per oltre 40 giri, e per essere stata con i “maestri” con coraggio e grinta.
Particolare mai registrato prima nella Cart, considerando che Milwaukee, per la sua configurazione e caratteristica differenti, viene definita “più difficile” di Indianapolis.
Bravi Oriol Servia, il giovanissimo francese Nelson Philippe, Ranger e Clark che hanno difeso onorevolmente i colori dei singoli team.
Comunque, anche oggi, contro un Bourdais lanciato, al volante di una supermacchina, c'era ben poco da fare.
Soltanto il calcolo, freddezza e decisione dell'inglese Justin Wilson e del compagno Allmendinger hanno potuto reggere evitando doppiaggi.
Il sorprendente Philippe che sin dalla vigilia aveva entusiasmato con la sua guida ardita (malgrado un colpo al muro in prova), e'senza dubbio un valido pilota da seguire.
Per Bourdais questa e' la quarta vittoria consecutiva dell'anno che molti definiscono la “vie en rose” di un altro campionato Champ car Meritatamente, aggiungiamo, salvo contrattempi futuri. Ma questo e' tutto da vedersi.

CORSA IRL

Parallelamente, a Watkins Glen dopo un week end acquoso e nebbioso, gli organizzatori hanno potuto lanciare i 19 concorrenti che si sono allineati con Kanaan in testa, seguito da Castroneves, Andretti, Hornish, Dixon (vincitore della scorsa edizione) Meira, Franchitti e Hornish.




D'un colpo ecco che Scheckter si fa avanti e prende le redini rintuzzando i diretti avversari.
Ma il giovane Marco Andretti non ci sta.
E con un piglio (ereditato dal nonno Piedone) si diverte a contare i
sorpassi, come quello su Kanaan, che resta stupito, o quello sul 48enne Eddie Cheever, che viene incolpato da Danica Patrick la quale aveva “svirgolato” evitando la protezione, alla ventesima passata in curva, quindi entrava in testa coda e finiva con naso contro le gomme, imprecando e sollecitando gli inservienti a muoversi.
Intanto l'arizoniana si portava con sè Simmons con l'immancabile accusa di Cheever (capo-protettore del gruppo Vision).
Al giro di boa le macchine transitano con in testa Wheldon Castroneves Dixon, Meira, Andretti, Kanaan, Hornish, Briscoe Scheckter e Rice.
Un altro rifornimento e cambio delle gomme da pioggia, che finalmente sembra aver abbandonato la scena.
E' Castroneves che assumeva il comando, tallonato da Dixon, Andretti, Meira, Kanaan Briscoe e Scheckter.
Poco dopo giungeva il “momento” del giudizio per Eddie Cheever che soffriva ad inseguire i quotati.
In curva, mentre Andretti effettuava il sorpasso, veniva toccato dall'arizoniano (come aveva fatto con la Patrick ) e Marco finiva contro la protezione.
Immaginarsi le reazioni ed i pugni chiusi del pilota e del padre (Michael) che definiva Eddie ”un pensionato da tener lontano”.
Anche il team Ganassi perdeva il valido Dan Wheldon che rompeva il semiasse ed abbandonava.
Franchitti si toccava con Scheckter e l'italo scozzese aveva la peggio.
In testa sempre Dixon e Kanaan che perdeva il musetto colpito da Meira.Poco dopo il brasiliano si fermava in mezzo alla pista in seguito ad un testa coda.
Dixon prendeva il comando e lo teneva sino alla fine malgrado la pioggia riprendeva a scaricare gli ultimi avanzi di un week end malaugurato, dando inizio ad un balletto scivoloso di macchine.
Il neozelandese portava così a due il successo stradale di Watkins Glen facendo sorridere Chip Ganassi, sempre più propendente per le gare stradali.
Lino Manocchia 05/06/2006 9.09