Champ car, fuoribordo italiani e nuovo circuito a New York

Alessandro Biancardi

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NEW YORK. Che Kevin Kalkhoven fosse un appassionato di fuoribordo, non lo si sapeva. Ma allora perché e' salito su uno dei suoi Gulfstream insieme a Katherine Legge e all'incomparabile Paul Newman ed ha sorvolato l'Atlantico?
Sta di fatto che i tre Cavalieri delle onde hanno assistito ad una manifestazione nautica provando l'ebbrezza della velocità, riportando sensazioni mai provate prima d'ora.
Qualcuno dirà: «quando si e' ricchi si vuol provare tutto». Al cronista abituato a simili “colpi di scena”,la cosa e'parsa sotto un altro quadro.
La Champ car durante il campionato effettua gare a Long Beach, Montreal, Toronto, St Petersburg, Australia, Otaru, che si adagiano su vaste zone d'acqua.
«Perche' non accoppiarle ad una corsa di fuoribordo, sostituendo cosi' le gare pre manifestazione con competizioni elettrizzanti?»
«Sembrerà pazzesco pensare a simili corse, fortemente brillanti. E'quasi inconcepibile come quei piloti possano guidare i veloci motoscafi per un'ora e mezza ad una media senza dubbio di riguardo», sentenzia il magnate della Siliconj Valley.
La sosta in Italia e' stata salutata dai tre personaggi della Champ car con grande calore.
Keven può darci qualche altro dettaglio?
«Detto che una corsa simile, accoppiata con la Champ car risulterebbe nuova, fantastica, elettrizzante. La “filosofia” di questi “argonauti” è inconcepibile. Io,”uomo terrestre” li ammiro e stimo moltissimo».
Inutile parlare della 23enne Katherine Legge. «Ci mancava questa meravigliosa esperienza», ha detto l'inglesina, «In una parola mi hanno convertito in un solo giorno».
L'apparentemente sornione Paul Newman era muto osservatore.
«Poter portare una manifestazione simile a New York, sarebbe
incredibile. Comunque non e' detta l'ultima parola».
Il pilota-attore-patron della Champ car, proprio l'altra settimana ha avuto lunghe discussioni con i dirigenti il Comune di New York onde portare la serie nella Grande Mela. Nella punta estrema dell'isola, esiste un campo, chiamato Ebbet Field, spazioso abbastanza onde creare una pista da usare una volta l' anno.
Il proposito e' stato definito “esaltante” dai quotidiani della metropolis, ed i più disparati disegni sono già apparsi sulle colonne quotidiane.
Ma il diavolo fa le pentole senza il coperchio…e offre sempre qualche stupido folletto che trova da ridire.
Un deputato di Brooklyn, la cui circoscrizione comprende anche l'Ebbett Field, ha spiegato che «la cosa e' pazzesca, che il ”parco Ebbet” non può per legge, ospitare più di 10 mila persone alla volta e che New York non ha bisogno di corse automobilistiche».
La cosa non e' finita qui. Si e' fatto notare che la polizia di
New York effettua esercitazioni con i cavalli delle guardie i
quali svolgono, appunto, cola' le loro esercitazioni..
«Prima o poi il diavolo perderà le corna» ha commentato l'attore.
Mister Kalkhoven si e'consolato-per il momento- pensando che
Las Vegas, «finalmente, sta muovendo gli ingranaggi per una gara stradale (con due scelte) e presto udremo il verdetto».
Ma quel ventilato ed atteso «matrimonio della Champ car
con la Irl, verrà annunciato il giorno della Carburation Day di
Indianapolis»?
Il tempo stringe per mister Tony George, in un modo o l'altro,
poiché dovrà decidere cosa vuol costruire per il 2007, o dovrà
accettare l'offerta di riunione.
Kalkhoven si stringe nelle spalle e dice: «Tutto dipende dal Signore».
Lino Manocchia 02/05/2006 8.15