Dalla maratona di New York alla mania degli Americani per il jogging

Alessandro Biancardi

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New York. «Se vogliamo avere una nazione sana, dobbiamo correre». Con questa frase John Fitzgerald Kennedy diede ufficialmente il via ad un fenomeno che oggi ha raggiunto proporzioni incredibili. In America, correre è diventata una passione, una mania, quasi un dovere. Si corre dappertutto: nei parchi, sulle strade, fra gli alberi o in mezzo alle automobile.
Dopo il “footing” è nato il “jogging” che è lo sport più in voga del momento.
La differenza tra il “footing” ed il “jogging” è una questione di velocità: chi pratica il footing si limita più o meno a marciare, a passeggiare a ritmo sostenuto, «il jogger, invece, corre, pur senza voler stabilire alcun record».
L'America delle automobili ha riscoperto dunque il piacere di andare a piedi, ci è arrivata per gradi, dopo aver sbandierato ai quattro venti che salute vuol dire bicicletta e che una sana pedalata regala anche la felicità.

LA MARATONA DI NEW YORK
Una volta all'anno, il fascino del gruppo riprende il sopravvento: nascono così le grandi maratone come quella di New York, ad esempio, che si è svolta domenica 6 novembre ed ha visto il trionfo di un altro atleta di colore: Paul Terga, seguito ad un secondo da Hendrick Romoola del Sud Africa.
Vi hanno partecipato 36.562 podisti, tutti seguaci del jogging ed hanno compiuto i 42 chilometri del percorso lungo le strade della metropoli, partendo dal ponte più lungo dei 12 esistenti intorno all'isola di Manhatan, quello intitolato a Giovanni da Verrazzano, per arrivare al traguardo nel Central Park. Uno spettacolo imponente che ha visto due milioni di newyorkesi applaudire i concorrenti per i quali l'organizzazione aveva preparato 40 mila bicchierini di carta, litri di acqua pura, e oltre 300 dottori ed infermiere sparsi lungo il percorso.

Al “boom” della corsa si è affiancato subito quello delle industrie. Oggi si parla di
un giro di affari intorno al miliardo di dollari. Scarpette, tute, calzoncini vanno a ruba, così come le pubblicazioni specializzate nonché manuali, rapporti sui vantaggi che il jogging offre e sul sistema di praticarlo nel modo piu corretto. Va detto che oltre 500 mila dollari sono stati devoluti ad organizzazioni sportive ed enti bisognosi.

LA PAROLA AL DOTTORE
A differenza dei giovani, le persone di una certa età praticano il jogging in maniera molto meno competitiva e ciò facilita il lavoro del medico il quale può intervenire perentoriamente al nascere di complicazioni coronariche.
«Il jogging è fisiologicamente utile solo se praticato regolarmente ed in maniera adeguata, servendosi di giuste attrezzature», spiega il dottor Franz Ritucci Chinni, residente a Long Island, «Sono sconsigliabili gli sbalzi improvvisi di temperature, perciò l'individuo deve tener conto, eseguendo l'attività motoria, del clima, dell'altitudine, e delle brusche differenze termiche. Spesse volte la scarsa acclimatazione può compromettere l'esito dell'intero esercizio». «Generalmente», aggiunge Ritucci, «gli inconvenienti più gravi occorsi durante la pratica di questo sport sono l'infarto e le aritmie legate ad incidente coronarico. Le cause sono l'eccessivo sforzo ed il brusco cambiamento del tenore di vita».
Il dottor Ritucci è particolarmente esperto di medicina dello sport, è originario di Vasto (Chieti) ed ha seguito al mio fianco le cronache di diverse maratone newyorkesi per televisioni e giornali italiani.
Lino Manocchia