Gli abruzzesi ai Campionati Sciistici delle Truppe Alpine

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Dal terremoto alle Dolomiti passando per l’Afghanistan si entra nel vivo delle gare.

Non c’è montagna in Italia che non hanno affrontato o scalato. Sono gli abruzzesi del 9° reggimento dell’Aquila, gente apparentemente rude e di poche parole, ma che in fatto di sostanza dimostrano sempre la loro.

Due anni fa subivano il terremoto che ha messo in ginocchio la loro regione, un anno fa partivano per l’Afghanistan a portare conforto e sicurezza a chi aveva bisogno, oggi guardano dal basso le Dolomiti di Sesto con lo spirito di chi vuole vincere. Difatti, in questi giorni, i più bravi ed addestrati nelle discipline d’alta montagna si trovano nell’Alta Val Pusteria, ai confini con l’Austria, per partecipare ai Campionati Sciistici delle Truppe Alpine, competizione nata ottanta anni fa con lo scopo di verificare l’addestramento dei reparti delle truppe alpine, ma con un preciso intento sportivo. Quest’anno, tra gli oltre tremila iscritti, parteciperanno anche i nostri, giunti dall’Aquila dopo un duro periodo d’allenamenti attraverso i sentieri e le vette del Gran Sasso d’Italia, tra Campo Imperatore e le cime della Maiella.

I più anziani o gli esperti di competizioni di questo tipo, ricordano che ben due edizioni dei campionati sono state ospitate a Campo Felice, nel 1977 e nel 1989.

Il loro comandante, Giovanni Parisse, anche se trentasettenne, sembra un vecio d’altri tempi. Parisse è un maresciallo degli alpini nato a Pescina, piccolo centro della provincia abruzzese, che sa caricare i suoi ragazzi, trasferire loro conoscenze e segreti della montagna, facendo pensare ad alcuni e sperare a molti che quest’anno gli uomini e le donne del 9° daranno filo da torcere a tutti gli altri concorrenti.

Questi ultimi vengono anche da altre nazioni amiche ed alleate, come Stati Uniti, Gran Bretagna, Romania, Germania, Spagna ed altri ancora. Quando un abruzzese deve definire con stima qualcuno tenace e dai principi irremovibili dice che è tosto. Parisse giura che il suo plotone quest’anno è addirittura tostissimo. Del resto questi ragazzi che hanno vissuto sulla propria pelle e su quella delle loro famiglie il terremoto dell’aprile del 2009, non hanno lesinato il soccorso a chi come loro, nella loro terra, aveva bisogno d’aiuto sotto le macerie del disastro. Non si sono abbandonati allo sconforto della catastrofe. Oggi sono più maturi. Per loro, lo spirito di corpo non è un pensare al passato alla luce delle tradizioni tramandate da altri. Il loro spirito è quello di ragazzi che, liberi dalle distrazioni del presente, pensano alla concretezza delle cose vere. Si sentono forti perché sono uniti.

Nella tragedia, nelle dure valli delle sterrate vie di montagna dell’Afghanistan, nella competizione sportiva. Viva il 9°, si parte con la pesa degli zaini che rigorosamente di almeno 15 kg.

03/02/2011 16.57