Pescara, il giorno della verità e delle sorprese

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Archiviata la quarta retrocessione nella serie inferiore negli ultimi sei anni, nubi sempre più nere si addensano sul futuro prossimo del Pescara.
E' sempre più in pericolo infatti l'iscrizione del club al prossimo campionato di C1. Nella giornata di oggi gli azionisti di maggioranza e di minoranza Pincione, Di Giacomo e Papa dovrebbero provvedere a completare la ricapitalizzazione dei restanti 750mila euro del milione di euro sottoscritto qualche mese fa.
E' d'obbligo l'utilizzo del condizionale in quanto lo stesso versamento è in alto mare e le chance che oggi venga effettuata la ricapitalizzazione non sono particolarmente alte.
Di Giacomo, per sua stessa ammissione, di certo non procederà a immettere nel club la sua quota parte per mancanza di fondi, mentre Pincione è in forse e con tutta probabilità deciderà questa mattina stessa. Non a caso il patron del sodalizio di via Mazzarino, per scongiurare il rischio di perdere ulteriore denaro dopo il milione e mezzo di euro relativo all'acquisizione delle quote dagli altri soci, starebbe seriamente pensando di non partecipare all'aumento del capitale sociale.
A complicare le cose, dal punto di vista dell'imprenditore italo-americano, ci ha pensato anche l'amministratore Felizzi che nei passati giorni ha valutato le quote di Renzetti in 343mila euro. Questo è un altro problema in più per Pincione, che dovrebbe accollarsi da solo questo ulteriore versamento.
Se Renzetti non dovesse essere liquidato, lo stesso rientrerebbe a pieno titolo all'interno della società. Anche nell'ipotesi in cui Pincione dovesse “congedare” l'architetto italo-svizzero e provvedere all'aumento di capitale sociale del club, a breve si dovranno comunque affrontare scadenze di rilevanza economica ben più significativa. Ci sono infatti da ottenere le liberatorie dei calciatori tramite il pagamento degli stipendi, L'Iva e soprattutto l'Irpef.
Sempre ieri, inoltre, il pignoramento in Lega è stato ufficialmente eseguito. E' la prima volta nella storia settantennale della Pescara calcio che accade una cosa simile.

MAX PINCIONE

Abbattuto riguardo le ultime vicende, Max Pincione è tornato a parlare: «vedremo se domani (oggi per chi legge, ndr) adempierò alla ricapitalizzazione del club. Se devo mettere ulteriore denaro per perderlo è meglio che non lo metto per niente. I miei soldi infatti potrebbero essere pignorati o utilizzati per liquidare ad esempio le quote di Renzetti, con il rischio che nulla possa entrare nelle casse della Pescara calcio».
Il patron del sodalizio di via Mazzarino, inoltre, prosegue quella da lui stesso definita “battaglia personale”: «da quando sono qui mi vengono fatte cose contro la mia persona. Non vorrei parlare di complotto ma tutto fa pensare a questo. Ogni giorno che passa, il muro contro di me ma soprattutto i problemi del Pescara aumentano sempre di più. Non è ancora chiaro il concetto che non è questione di soldi, vorrei solo che mi lasciassero lavorare. Se tutti questi soci sono più forti di me avanti, voglio proprio vedere chi realmente potrebbe fare qualcosa di concreto».

CLAUDIO DI GIACOMO

Di diverso tenore è il pensiero del vicepresidente biancazzurro Claudio Di Giacomo: «è indifferente se Pincione verserà o meno la sua quota parte domani (oggi per chi legge, ndr). Per quanto mi riguarda, io non procederò all'aumento di capitali per mancanza di fondi. Il futuro è ormai delineato e credo che Pincione non potrà fare nulla. Ci sono al momento delle alternative e le ipotesi sono molte. Da questo punto di vista sono moderatamente fiducioso».

Andrea Sacchini 15/05/2007