Champ car. Bourdais e Rahal dominano a Houston

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

734

HOUSTON. E' stato un altro week tutto di Sebastian Bourdais che ha spadroneggiato nelle prove libere e poi nella classifica finale fermando il tempo ad un frizzante 57”.242 seguito dal grintoso Will Power, dal redivivo Justin Wilson, Neeil Jani, Oriol Servia Graham Rahal e il francese Simon Paugenaud.
Bruno Junquera svirgola all'ultimo giro di qualifica e perde l'ottimo tempo conquistato.
Sfumata l'euforia della pole position, è giunta la spiacevole notizia: Bourdais penalizzato per bloccaggio nei riguardi di Power durante la qualifica, il cui team protesta ed ottiene la
pole con Bourdais al fianco.
Soddisfazione dell'australiano, disappunto del francese, che commenta:«Io sono abituato a riconoscere i miei errori ma oggi non ho peccato.Vedremo domani chi ha ragione».



Nella serie Atlantic l'indomabile Matos porta via ancora una volta la pole position.
Giacomo Ricci si pone al settimo posto, mentre Simona De Silvestro rosica il tredicesimo. La corsa, vinta come previsto da Mato, ha visto Ricci all'ottava posizione e Simona De Silvestro quindicesima..

FORSYTHE E KALKHOVEN CHIARISCONO

Il weekend Texano ha vissuto momenti animati, da smentite ed accuse per certe voci che circolavano nei box coinvolgendo i dirigenti della Champcar, Jerry Forsythe e Kevin Kalkhoven . Si vociferava, nientemeno, che i due magnati sono sul ciglio della vendita della serie, poichè il rex dalla Silicon Valley sarebbe stanco e disgustato dell'andamento del campionato e che Tony George, patron dello speedway di Indianapolis, sarebbe disposto ad acquistare il complesso per formare una serie unica monoposto.
Al che Kalkhoven con tono risentito:ha detto «non ho alcun desiderio di abbandonare, anzi sto aumentando l'attività organizzativa e lo faccio con grande interesse». 
«Sarebbe ora che queste invettive scaturite dalla bocca di scribacchini “venduti”, cessassero... Comunque tutto cio' altro non fa che rinforzare la nostra risolutezza».
Jerry Forsythe ha aggiunto:«C'e tra noi qualcuno che non ha nulla da fare e tanto meno scrivere, e consuma il tempo a disposizione fantasticando, propagando cose assurde e cervellotiche, credendo di intimorirci. Sono completamente d'accordo con Keven ed ambedue respingiamo simili fandonie che provengono da persone a noi note. Sia ben chiaro, noi non venderemo nulla a George, semmai acquisteremo il suo ovale. Continueremo a operare come abbiam fatti sono ad oggi restando fermamente nella posizione dove ci troviamo».
Incidentalmente, Kalkhoven lunedì volera', col suo jet , alla volta di Dubai per incontrare esponenti arabi che intendono ospitare la Champ cart nel 2008, in concomitanza con Quatar e Barain.

LA CORSA.

Una vittoria scontata (Sebastian Bourdais), una performance d'eccezione (Graham Rahal), un secondo podio per il monegasco (Robert Doornbos) ed un week end sciupato, al box, dal team Indeck (Oriol Servia).
Che il tre volte campione della Champ car avrebbe bissato qui a Houston non c'erano dubbi, Sebastian correva con la rabbia in gola.




Alcuni contrattempi lo avevano indispettito e lui aveva promesso a patron Paul Neman e Carl Haas che... «oggi bruceremo tutti».
Ed ha mantenuto la parola. 
Che il diciottenne Rahal avrebbe offerto una performance da scrivere nel libro dei record, era quasi in programma, ed il figlio di Bobby, che, avrebbe dovuto partecipare all'annuale giornata della promozione scolastica, ha preferito correre per dimostrare di possedere stoffa, grinta, intelligenza, piazzandosi nelle prime posizioni sin dal 14° giro.
Alle spalle Graham vedeva il mastino Oriol Servia che aveva promesso il podio a patron Jerry Forsythe, e stava per mantenere la promessa con una tenuta di gara esemplare, ma alla 65 tornata, fatto il pieno, ha dovuto fermarsi per non urtare il sopragiungente compagno di squadra Mario Dominguez .
Senza dubbio una incomprensione del team che ha fatto rientrare contemporaneamente i due piloti, costato ad Oriol una sosta di alcuni secondi e due posti nella griglia, sulla scia del francese Doornbos , salito sul podio per la seconda volta, da Las Vegas, e rendendo felice il team di Muemans.
Il numero uno del team australiano, Will Power, che aveva ottenuto la pole position per la punizione, di bloccaggio, inflitta al campione, era scattato rapido facendo credere che il podio sarebbe stato tutto suo.
Ma al primo giro, Sebastian ha tentato di superare Power e non avendo spazio sufficiente (avrebbe generato un ammasso colossale) ha scelto di “tagliare” la chicane ed ha perso una posizione mentre Wilson da terzo, passava primo.
Purtroppo pero', oggi non era la giornata dell'inglese e del giovane australiano che concludeva undicesimo.
Ottima la performance dello svizzero Jani grintosamente tra i primi, che pero' al 70° giro abbandonava dopo aver fatto visita al muretto.
Coraggiosa la sostituzione del veterano Moreno, per l'infortunato Alex Figge, e del francese Gommendy del team Mega che ha tentato di “barare”, applicando il rifornimento sfasato, che pero' lo ha abbandonato a due giri dalla conclusione, mentre guidava davanti a Bourdais.
Risultato equilibrato questo di Houston, con Bourdais, Graham Doornbos Selvia, Paugenauf, Dominguez, Junqueira, Dalzier, Tagliani e Wilson.

Lino Manocchia - SSNphoto.com

24/04/2007 8.53