Las Vegas è pronta per il Gp Champ car

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

868

NEW YORK. Indubbiamente, il G.P.Champ car di Las Vegas assume una certa importanza per
svariati motivi.
Ospiterà la manifestazione la città dei giochi d'azzardo e dei casino, nati nel lontano 1946, i quali molto hanno contribuito alla nascita della leggenda cittadina che in definitiva ha visto uno sviluppo economico costante e privo di grosse crisi. Oggi, dicono i fatti, vive un vero boom e la sua economia è tra quelle che stanno crescendo in più degli Stati Uniti.
Per questo, e per l'orgoglio di potersi fregiare di superiorità sportiva, i dirigenti locali hanno e stanno ancora lavorando, per non trascurare i minimi dettagli.
Senza dubbio, la corsa sarà avvincente.
Mancherà, è pur vero, la partenza da fermi, come stabilito in precedenza ma poi rimandata alla corsa di Portland
(Oregon), ma vi saranno gli “anziani” e volti nuovi, cui è stata affidata la nuova Panoz DP01, sottoposta in precedenza a severi colladi con risultati positivi.
Il tre volte campione della classe Sebastian Bourdais si accinge a difendere l'alloro e a mostrare di essere in grado di far poker, pur avendo alle spalle Paul Tracy, il “mastino' di casa Forsythe, bramoso di rivincita.
Gli allibratori della città più folle del pianeta fanno affari d'oro. Bourdais è dato favorito 6/5, con Tracy a 5/2.
Sorprendente la quota del “rookie” europeo Neel Jani (4/1) che ha alle spalle l'altro rookie Graham Rahal, (5/1) il quale ha firmato con Paul Newman e Carl Haas, dopo tentennamenti causati dall'ardente desiderio di provare la Formula uno.
Insomma, la folla e lo spettacolo non mancheranno.
Ne sono convinti gli organizzatori ed i dirigenti la serie Champ car, risorta dalle ceneri della vecchia Cart, protesi a farne una serie monoposto di vasto interesse mondiale.


IL PUNTO DI JERRY FORSYTHE

Perfezionista di natura, il magnate di Wheeling ha lo stile, compunto e distaccato, del gran signore. Pesa le parole, cortese, ascolta e pondera la risposta.

Come vede Forsythe la situazione generale della serie all'inizio del
2007?
«Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti sino ad oggi che aprono un cammino più facile alla nostra serie. Stiamo portando avanti con soddisfazione il mandato che abbiamo accettato, cercando nuove sorgenti, nuovi orizzonti. Senza dubbio il 2007 è l'anno di grazia della Champ car con alle spalle l'Atlantic, vivaio, linfa, pietra angolare del nostro lungo progresso, proprio per il contributo umano e tecnico che essa porta. La serie Atlantic presenterà 30 macchine, un calderone internazionale, che ebbe l'eguale nel 1999 a Montreal, diretta dalla solerte Vicky O'Connor. Come noto, prosegue Forsythe, al vincitore della serie andranno due milioni di dollari. Nel 2006 è stato il francese Pagenaud ad incassare la somma, passando rapidamente nel team australiano della Champ car di Dereck Walker».

Nella scala da 1 a 10, dove si trova la Champ car all'inizio del 2007?
«Indubbiamente meglio del 2006.Abbiamo raccolto successi,siamo sempre alla ricerca del meglio per i team, piloti e per il pubblico.I miracoli specie nello sport, si sa, non si ottengono facilmente. E se di miracoli si vuol parlare, dobbiamo rivolgerci agli “sponsors” che creano e sorreggono i team».

Soddisfatto del calendario 2007?
«Ce ne sarà per tutti.Andremo, come noto in Europa, (Ansen e Zolder) mentre quegli organizzatori stanno “studiando” altre due tappe ( una ad Atene n.d.r.) toccheremo la Cina, andremo in Australia, e poi tre volte in Canada (Edmonton,Toronto e Mt.Trembland n .d.r) ed ancora in Messico, mentre visiteremo le principali citta' americane, iniziando, con Las Vegas, quindi Long Beach e Houston. Penso, che il programma sia nutrito e ben gestito. Inoltre appare felice il “pacchetto TV della ABC/Speed che inoltrerà' gli spettacoli a 59 nazioni intorno al mondo».

La Indeck Forsythe ha trovato il secondo pilota da affiancare a Paul Tracy?
«Abbiamo concluso con il messicano Mario Dominguez che ha gia' corso con le nostre vetture nel passato. Chissà che non ci scappi anche la terza macchina nei prossimi mesi...»

Chi vincerà il G.P. di Las Vegas?
«Speriamo che ...”Mister Tracy” ci offra una delle sue performance, ma dovrà guardarsi dagli attacchi di Bourdais che parte più che mai deciso, col proposito di far poker».

Infine, qual è stato il momento più elettrizzante della sua carriera sportiva?
«Senza dubbio la pole position a Indianapolis nel 1983 con Teo Fabi. Avremmo potuto vincere la 500 miglia,ma quel bocchettone difettoso... Allora, auguri per Las Vegas».

Lino manocchia SSNphoto.com