Dimitri Galletti a PrimaDaNoi.it: «Piena fiducia a Pincione»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Ieri è stata l'ennesima giornata ricca di novità in seno ai vertici del sodalizio di via Mazzarino.
L'attuale patron Max Pincione ha proposto ai soci Galletti, Miccini e Giammarco di rilevare le loro quote all'interno della Pescara calcio, pari al 25% del pacchetto azionario.
Il costo di tale operazione si aggira sui 580 mila euro.
I tre soci hanno accettato l'offerta.
Tale decisione è stata presa sulla base della consapevolezza che per portare a compimento il progetto di Pincione, il loro supporto economico e organizzativo è superfluo.
Rimane in sella Di Giacomo che conserva la propria carica di vice presidente.
Continua a restare alla finestra Renzetti, in attesa che Pincione rilevi la sua quota per circa 600 mila euro.
Sempre nella giornata di ieri, Pincione ha versato nelle casse della società Pescara 70 una parte del compenso a lui spettante riguardo la ricapitalizzazione societaria della Pescara calcio.
Tutti i soci hanno versato la propria quota per intero mentre il presidente biancazzurro ha provveduto al versamento di circa 30 mila euro a fronte di quasi 80 mila richiesti.
La restante somma dovrebbe essere versata dallo stesso Pincione oggi o al massimo domani.
Il 29 marzo, infine, ci sarà il vero e proprio aumento del capitale sociale del club con la Pescara 70 che verserà i denari nelle casse del delfino.

Nel frattempo abbiamo avvicinato Dimitri Galletti, che a PrimaDaNoi.it ha chiarito ciò che è successo a livello societario sabato, ossia quando Pincione non si è presentato con la sua quota parte di denaro sufficiente alla ricapitalizzazione della società Pescara 70.
«Io e tutti i soci ci siamo ritrovati sabato per l'elezione del nuovo amministratore delegato del club e per l'aumento del capitale sociale», ha detto Dimitri Galletti, «Pincione si è presentato all'appuntamento senza il denaro sufficiente alla ricapitalizzazione, al contrario di tutti noi membri del cda. Siamo rimasti un po' sorpresi».
Pincione credeva che sabato si dovesse solo eleggere il nuovo amministratore delegato. Sembra all'apparenza chiara una sfiducia da parte dei membri del cda nei confronti dell'attuale presidente biancazzurro, ma anche su questo punto Galletti precisa: «non è affatto vero il fatto che la mia fiducia nei confronti di Pincione sia venuta meno. Personalmente credo alla versione del presidente e non vedo per quale motivo questa non debba essere vera».
Riguardo la cessione a Pincione del 25% delle azioni nelle mani di Giammarco, Miccini e Galletti, quest'ultimo chiarisce i termini dell'operazione: «il presidente ci ha proposto di rilevare la nostra quota all'interno della Pescara calcio ed abbiamo accettato senza particolari problemi. Pincione non potendo effettuare il bonifico in tempi rapidi a causa di problemi tecnici, si è impegnato al pagamento della somma in novanta giorni. A partire dal 25 marzo ci sono dieci giorni per la consegna della fidejussione bancaria in garanzia».
Dimitri Galletti conclude senza sbilanciarsi per quanto concerne i nuovi equilibri di potere nella stanza dei bottoni del club adriatico: «detto dell'offerta fatta a noi da Pincione e che abbiamo già accettato, sinceramente non ho idea di quali possano essere gli scenari futuri. Il presidente ha un programma senza dubbio ambizioso e da tifosi ci auguriamo che possa essere portato a compimento».

PINCIONE E DI GIACOMO

Max Pincione tranquillizza tutti per quanto è accaduto sabato: «è tutto ok, le difficoltà ci sono in ogni circostanza ma abbiamo già risolto. C'è stato solo un piccolo disguido. Io credevo che sabato si dovesse soltanto eleggere il nuovo amministratore delegato invece ho scoperto che era prevista anche la ricapitalizzazione. Sono stato colto di sorpresa ma i soldi ci sono. Aggiungo che da quando sono a Pescara passo 13-14 ore al giorno in sede per mettere a posto le cose. Non capisco come questa società sia andata avanti per anni così malamente gestita».
Pincione termina il suo pensiero con una tirata di orecchie ai suoi oramai ex soci: «mi è dispiaciuto l'atteggiamento, decisamente poco costruttivo, di alcuni soci. Di Giacomo invece si da molto da fare e conosce molto bene l'ambiente. Inoltre, cosa più importante, conosce i sacrifici che bisogna fare per riuscire bene in questo mondo».

Appare tranquillo anche Di Giacomo che resta come previsto in società: «Pincione mi ha garantito che rileverà le azioni nelle mani di Giammarco, Galletti e Miccini. Riguardo i fatti che sono successi sabato, la conseguenza più grave è riassunta solamente nell'imbarazzo dei primi momenti. Al momento il presidente ha già risolto o metterà tutto a posto nelle prossime ore per quanto concerne la questione della sua quota per la ricapitalizzazione del club».
Il vice presidente conclude spendendo due parole all'indirizzo di Miccini, Giammarco e Galletti che hanno ceduto le loro quote a Pincione: «io sono rimasto in quanto ho fiducia nel progetto di Pincione. I tre soci sono andati via semplicemente perché non volevano impegnarsi in un progetto troppo grande per loro. Fatte le loro considerazioni, hanno deciso che non era il caso di proseguire in questa avventura».

Andrea Sacchini 27/03/2007