Pescara 70: la guerra dei soci... e i tifosi stanno a guardare

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2836

PESCARA. L'atmosfera in casa Pescara resta molto tesa due giorni dopo le dimissioni dalla presidenza di Angelo Renzetti.
Al momento fino al 28 febbraio, data in cui è in programma l'atteso consiglio di amministrazione, i poteri di presidente cadranno su Dante Paterna.
Passando agli stretti argomenti di attualità, assume sempre più i contorni di una guerra senza quartiere quella tra Renzetti ed i suoi partner all'interno del gruppo che da pochi giorni ha rilevato le quote societarie del club adriatico.
A meno di improbabili colpi di scena, lo strappo tra Renzetti ed i soci della società Pescara 70 difficilmente si potrà ricucire.
L'oramai ex presidente del sodalizio di via Mazzarino, in particolare punta il dito verso il notaio Massimo D'Ambrosio reo, sempre secondo Renzetti, di essere il maggior responsabile del presunto “golpe” ai suoi danni. Il notaio pescarese, al momento, detiene solo il cinque per cento delle azioni societarie. Paradossalmente però, sempre percorrendo la tesi dell'imprenditore italo-svizzero, la suddetta quota societaria è fondamentale ai fini dell'equilibrio di potere all'interno della stessa Pescara calcio.


IL PENSIERO DI ANGELO RENZETTI

«Sono stato tradito dai miei soci con cui credevo di avere raggiunto un rapporto di completa fiducia. Sono una persona schietta e sincera ed ammetto che, attualmente, il problema è rappresentato principalmente dal notaio D'Ambrosio. Io sono pronto a ritirare le dimissioni da presidente anche domattina a patto che D'Ambrosio vada via subito dalla Pescara 70. Sono disponibile a ricomprare il suo 5% anche al doppio del prezzo. Sono rimasto deluso dai miei partner che hanno speculato riguardo il mio primo accordo con Paterna. L'aumento di capitale, fatto per farmi fuori dalla società, è un vero e proprio atto di sciacallaggio».


LA RISPOSTA DEL NOTAIO MASSIMO D'AMBROSIO

Tirato in ballo da Renzetti, non è mancata in serata la replica del notaio Massimo D'Ambrosio:
«Ho parecchie cose da dire. Le dichiarazioni di Renzetti fanno ben capire quanto sia difficile la situazione. Non capisco il suo astio nei miei confronti in quanto il mio voto in assemblea, con il solo 5% delle azioni, conta davvero poco. Riguardo la vicenda dell'aumento di capitali, Renzetti mi aveva chiamato sei giorni prima dicendomi di trovare da qualche parte 600 mila euro. Fortunatamente li abbiamo trovati facendo entrare in società due nuovi soci. Il giorno della firma definitiva con Paterna per l'acquisto del Pescara, Renzetti ci ha comunicato che era sua intenzione versare altri 200 mila euro. Questi soldi, però, erano solo di intralcio in quanto se li avessimo accettati, avrebbero suscitato un altro problema. A quel punto sarebbero mancati 400 mila euro. I 200 mila euro non sappiamo neanche se esistevano a dire il vero. Renzetti, per sua stessa ammissione, avrebbe preferito lasciare la caparra di 600 mila euro a Paterna e far crollare tutto piuttosto che accettare due nuovi partner. Tutti noi eravamo favorevoli all'ingresso di eventuali soci, solo Nebuloso, che rappresentava Renzetti, ha espresso il suo voto contrario».


MAX PINCIONE SARA' A PESCARA GIOVEDI' O VENERDI'
Le incomprensioni tra i due sono troppo gravi e solo l'intervento di Pincione in persona, che sarà a Pescara giovedì o al massimo venerdì, potrebbe convincere Renzetti ad una parziale dietrofront. Anche in questo caso, però, le chance di successo riguardo una eventuale ricomposizione della frattura sono virtualmente nulle.
L'imprenditore italo-americano, ricordiamo nativo di Cugnoli, in questi giorni si troverebbe in Arabia Saudita per discutere con il principe Khaled Al Saud, tra le altre cose, il futuro della Pescara calcistica. Pincione, inoltre, conferma l'intenzione di incontrare Renzetti in settimana per tentare di rimettere tutto a posto.
«Sono molto perplesso per quello che sta succedendo intorno al Pescara», ha detto, «Cercherò di ricucire lo strappo con Renzetti ma è chiaro che andremo avanti con o senza di lui. L'intenzione di Renzetti è quella di governare da solo, per questo mi chiedo per quale motivo non abbia da solo comprato il Pescara. L'obiettivo mio e del principe è quello di fare un grande Pescara. In questi giorni sono proprio in Arabia. Io ed Al Saud abbiamo parlato riguardo i programmi futuri della società. Siamo d'accordo su tutto. Volevo sottolineare le grandi prestazioni della squadra. I complimenti per l'ottima seconda parte di campionato vanno ai ragazzi ed ai tecnici Vivarini e De Rosa. I risultati del gruppo sono ottimi ora, pertanto non concentriamoci solo ed esclusivamente sulle vicende societarie».

Andrea Sacchini 20/02/2007