Pescara-Cesena all’Adriatico: ritorna il ritornello dei tornelli

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Mentre i tifosi attendono la buona notizia del passaggio del pacchetto azionario del sodalizio di via Mazzarino da Paterna alla società Pescara 70, ora tiene banco il discorso riguardo l'agibilità dello stadio Adriatico.
Per la prossima gara interna dei biancazzurri contro il Cesena il prossimo 24 febbraio, non dovrebbero esserci problemi almeno per gli abbonati.
Il Comune, di concerto con la Pescara calcio, ha stanziato per la “tornellizzazione” completa dell'impianto circa un milione di euro.
I lavori di installazione degli stessi inizieranno presumibilmente questo fine settimana.
Sarà decisivo il sopralluogo dell'osservatorio del Viminale che, puntualmente ogni mercoledì, controlla lo stato dei lavori di tutti quegli impianti non ancora in regola con il decreto Pisanu.
Una volta installati i primi quattro/cinque tornelli, il ministero degli interni darà il via libera almeno agli abbonati del Pescara, circa 1.400.
Per i paganti la questione non è ancora chiara.
Non a caso il decreto Pisanu è decisamente molto rigido e richiede che tutti i 22.600 potenziali spettatori dell'Adriatico siano messi in condizioni di entrare nell'impianto.
Pertanto il Viminale potrebbe rifiutare l'eventuale deroga richiesta dal club biancazzurro riguardo una momentanea riduzione a 7000 posti a sedere dell'impianto.
Come accaduto a San Siro, comunque, dal momento in cui verranno montati almeno cinque o sei tornelli, non ci dovrebbero essere problemi per l'ingresso degli abbonati. Per i paganti si dovrà invece aspettare altre indicazioni dal ministero degli interni. Scongiurato dunque, almeno per il momento, il rischio di un secondo match interno a porte chiuse.
Per quanto riguarda l'ingresso dei potenziali 20.000 di questa partita, occorrerà un numero di tornelli variabile dai 16 ai 21.


ANCHE BARI-PESCARA QUASI SICURAMENTE A PORTE CHIUSE

Con tutta probabilità anche la prossima partita in trasferta del Pescara, a Bari, si disputerà a porte chiuse. L'impianto pugliese, infatti, non è a norma con il decreto Pisanu. Il San Nicola è dotato di tornelli ma, stranamente, questi sono manuali e non elettronici come il l'osservatorio del Viminale ritiene indispensabile. Ad oggi non è stato fatto nulla per dotare lo stadio barese e pertanto, a meno di incredibili colpi di scena, anche Bari-Pescara si giocherà a porte chiuse.
La società del presidente Matarrese, però, starebbe sondando la disponibilità di alcuni campi pugliesi in grado di ospitare momentaneamente le gare interne dei galletti.
Andria sembra la località più probabile, ma difficilmente tale sede verrà adottata in occasione del match contro i biancazzurri. Anche il Bari, dunque, sperimenterà suo malgrado le temutissime porte chiuse.
Alla lunga, l'obbiettivo del capoluogo pugliese è quello di rendere agibile il proprio stadio entro il 28 marzo in quanto, proprio al San Nicola, è in programma Italia-Scozia valevole per le qualificazioni ad Euro 2008.
Se contro il Mantova la mancanza di pubblico ha danneggiato il Pescara, presumibilmente questa volta saranno i biancorossi a risentire delle porte chiuse. I tifosi del delfino se lo augurano...

Andrea Sacchini 14/02/2007