Adriatico e lavori si decide oggi. A sorpresa rispunta il principe arabo

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L'osservatorio del Viminale ha reso noto ciò che tutti i tifosi del delfino temevano alla vigilia, ossia l'inagibilità dello stadio Adriatico.
Con tutta probabilità, quindi, la gara Pescara-Mantova di domani si disputerà a porte chiuse. E' d'obbligo usare il condizionale in quanto il Ministero degli Interni, ha disposto nuove verifiche nel giro di 24-48 ore su quegli impianti non ancora a norma.
Tra questi , come già detto, rientra anche lo stadio di Pescara. Se l'osservatorio del Viminale, al termine di una nuova ispezione, riterrà i lettori ottici sufficienti a sostituire i tornelli per un breve periodo, allora la partita di domani potrebbe giocarsi regolarmente a porte aperte. Al momento le chance, però, sono molto basse.
Nella stessa situazione dell'impianto pescarese, ci sono altri grandi stadi quali quelli di Milano, Bologna, Bari e Udine. Anche qui, infatti, i tornelli fino ad ora sono stati sostituiti dai semplici lettori ottici. La società biancazzurra, ad ogni modo, è fiduciosa circa una riapertura in extremis delle porte dell'Adriatico già a partire dal match contro il Mantova.
Sempre in giornata, è previsto l'incontro tra i presidenti dei club di A e B.
Angelo Renzetti, causa impegni di lavoro, non sarà presente alla riunione. Nella stessa, comunque, non dovrebbero emergere ulteriori novità in quanto i patron delle società sarebbero disposti ad accettare, loro malgrado, le porte chiuse. A meno di sorprese, dunque, non dovrebbero esserci serrate, scioperi o prese di posizioni molto dure.
Tornando alle decisioni dell'osservatorio del Viminale, gli stadi agibili sono sei: Roma, Genova, Siena, Cagliari, Torino e Palermo. Tra i non in regola con il decreto Pisanu, tra gli altri, ci sono Milano, Napoli, Lecce, Messina, Verona, Parma, Empoli e Firenze


L'ASSESSORE DE BLASIO: «ALL'ADRIATICO MANCANO SOLO I TORNELLI»

L'assessore del Comune di Pescara Edoardo De Blasio, durante la trasmissione televisiva Sportivamente su Tele 9, è intervenuto sulla questione dell'adeguamento dello stadio Adriatico ai rigidi parametri del decreto Pisanu:
«Lo stadio adriatico è a norma per quanto riguarda tutte le misure necessarie per entrare in regola con il decreto Pisanu. Mancano solo i tornelli», ha detto, «abbiamo all'interno e all'esterno dell'impianto tutte le videocamere necessarie e le strutture della sorveglianza riservate alle forza dell'ordine. I tornelli non sono stati fin qui istallati in quanto Pescara ospiterà nel 2009 i giochi del Mediterraneo e, per l'occasione, si dovrà ristrutturare tutto lo stadio. Per questo motivo visto che avevamo una deroga fino al termine della stagione, volevamo aspettare l'inizio dei lavori di rifacimento dell'impianto sportivo pescarese. Non a caso tra i fondi dei giochi del mediterraneo c'è una quota cospicua di denaro destinata alla ristrutturazione dello stadio Adriatico».
«Per fare i lavori adesso», ha spiegato Di Blasio, «dovremmo intaccare risorse dalle casse comunali con il rischio che tra due anni, i tornelli istallati non combacino con la nuova recinzione esterna dell'impianto. Ciò sarebbe uno spreco di denaro. Solo per questo abbiamo deciso di aspettare prima di montare i tornelli. Dopo i fatti di Catania, però, siamo costretti a metterli ora. Il Pescara è un patrimonio per la città, pertanto non possiamo rischiare di vedere i biancazzurri disputare fino al termine della stagione gare a porte chiuse. L'unica difficoltà è rappresentata dal fatto che in Italia, solo una ditta è in grado di produrre i tornelli. Per questo motivo i tempi non dipenderanno solo da noi ma anche dalla disponibilità di questa impresa. Considerando il fatto che non solo noi aspettiamo questi tornelli, il rischio è che i tempi di attesa si allunghino di parecchio. E' inutile nascondersi che anche la partita Pescara-Juventus del 31 Marzo è a rischio concreto di porte chiuse».


PESCARA CALCIO, SI SEGUE ANCORA LA PISTA ARABA

Per quanto riguarda le vicende societarie in seno alla Pescara calcio, ci sono novità importanti e, sotto un certo punto di vista, inattese. A sorpresa, infatti, si riapre la pista araba dopo la rottura tra Renzetti e Pincione.
C'è stato nella tarda serata di ieri un presunto interessamento da parte di un personaggio arabo, di cui ancora non si conosce il nome, intenzionato ad affiancare Renzetti e la società Pescara 70 nell'acquisto dell'intero pacchetto azionario del sodalizio di via Mazzarino. Non è da escludere che il personaggio in questione sia ancora il principe Khaled Al Saud. Lo stesso infatti, secondo alcuni addetti ai lavori, non sarebbe rimasto convinto dell'improvviso dietrofront di Pincione. Al Saud, inoltre, potrebbe trascinare in questa sua avventura nel calcio italiano alcuni suoi conoscenti, sempre di nazionalità araba. Qui entriamo, però, nella sfera delle ipotesi. Al momento sono solo voci e, come questa vicenda ha insegnato, bisogna andare con i piedi di piombo. Le sorprese infatti, compreso quelle negative, sono quasi all'ordine del giorno.

Andrea Sacchini 09/02/2007