Calcio a 5.Ponzio Pescara: sconfitta con protesta per gli errori arbitrali

Alessandro Biancardi

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Ponzio Pescara – Legea Napoli: 1minuto e 2 secondi dal termine, il Napoli conduce per 3-2, con la squadra abruzzese in piena spinta, lanciata verso la rimonta.
Il capitano Rosinha, gioca come portiere di movimento, il fraseggio per cercare “l'imbucata”, palla ad Emanuel Ayala che va in dribbling, ha davanti solo il portiere, Gazolli esce a valanga in piena area lo stende senza troppi complimenti, tutti fermi (ma veramente tutti…) in attesa del fischio arbitrale e del rigore ineccepibile.
E invece il fischio del duo Gallozzi-Paolone non arriverà tra l'incredulità generale.
Storia di una sconfitta che poi nei restanti secondi finali assume connotati diversi con Baptistella che realizza due gol in perfetta solitudine.
Storia di una beffa atroce.
Storia, è bene dirlo, di una grossa ingiustizia, è questa la tesi della squadra pescarese.
E tanto per non andare lontani diverse le modalità ma uguale l'epilogo tre settimane fa a Roma contro la Lazio. Due minuti al termine, Ponzio in vantaggio per 3-2, con una rassicurante situazione falli di 6-2 con la Lazio in bonus. E invece il finale della partita dirà 4-3, con 5 falli contro fischiati, leggere bene, cinque(!) nel giro di 2 minuti. Legittimo, inevitabile, lo sfogo del numero 1 della società pescarese.
«Adesso basta – tuona il presidente Guido D'Angelantonio – . Quello che è successo sabato pomeriggio a una manciata di secondi dal termine è incredibile. Il portiere del Napoli è uscito a valanga in area sul nostro Ayala, non pago lo ha atterrato stendendo la gamba e gli arbitri che fanno, lasciano proseguire. No non ci sto. Quel rigore, sacrosanto, doveva essere fischiato. Contro la Lazio tre settimane fa stesso clichet: a circa 2 minuti dal termine della partita eravamo in vantaggio 3-2 con solo 2 falli commessi. Sapete tutti com'è finita la gara: la Lazio ha vinto 4-3 con due tiri liberi di Ippoliti, con gli arbitri capaci di fischiarci 5 falli in 120 secondi di gioco, una media di un fallo ogni 25 secondi, incredibile».
D'Angelantonio è un fiume in piena.
«Sono amareggiato, mortificato tremendamente nei confronti di un pubblico che ci ha seguito così in massa sabato. Non avevo mai visto il PalaRigopiano così pieno. C'erano tante famiglie, tanti ragazzi, tanti curiosi che si stanno avvicinando al calcio a 5 e cominciano a sentire propria questa squadra. Sicuramente non è stato un bello spot per questa disciplina. Noi stiamo facendo tanti sacrifici, stiamo profondendo un impegno massimale per la squadra con investimenti economici importanti e con tanta passione. Non è giusto che i risultati delle gare vengano condizionati dalla classe arbitrale. Saremo pure una piccola realtà, una squadra neopromossa, ma meritiamo il rispetto da parte di tutti, meritano rispetto i nostri ragazzi, merita rispetto il lavoro che stiamo facendo».

29/01/2007 15.17