Partite della nazionale, presto in chiaro per gli Italiani all’estero

Alessandro Biancardi

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LA RIVOLUZIONE. Il Parlamento ha approvato la legge che metterà fine all'oscuramento delle partite della nazionale anche all'estero.
Il primo ad esultare per l'approvazione alla Camera della legge 1496
sui diritti televisivi dei prodotti sportivi è stato il deputato abruzzese eletto all'estero nell'Italia dei Valori Antonio Razzi .
Il testo modificato grazie anche all'interrogazione a risposta immediata dell' onorevole Razzi in aula (tenutasi nel question time del 6 dicembre) conferma in sostanza all'art. 2 lettera h e nel provvedimento in generale che d'ora in poi in sede di contrattazione con i gestori di tali diritti sia pubblici che privati siano tutelati gli interessi degli utenti di tali eventi sportivi, in Italia e all'estero.
Sull'argomento Razzi aveva presentato un emendamento in commissione assieme ai colleghi Cassola e Poletti. «Sono soddisfatto e credo lo siano i nostri connazionali che vedono concretamente mantenuti gli impegni passo dopo passo. Voglio sperare che gli intoppi non nascano dagli interessi privati dei gestori. Sono convinto che anch'essi sapranno distinguere tra interessi imprenditoriali legittimi e gli interessi più generali degli utenti, e quindi anche di noi Italiani all'estero, nei futuri momenti di contrattazione.
La legge ora dovrà passare all'approvazione del Senato ma a Montecitorio ha avuto il via libera con 259 sì, 135 no e 38 astenuti, tra cui quelli dell'Udc.
«La legge delega sui diritti televisivi avrà l'effetto combinato di rafforzare il sistema calcio italiano e di renderlo più equo e indirizzato alle politiche giovanili», ha commentato il ministro allo sport, Giovanna Melandri. Il ministro alle comunicazioni, Paolo Gentiloni ha sottolineato invece il valore della legge «contro le posizioni dominanti».
«L'approvazione della Legge delega sui diritti televisivi da parte della Camera dei Deputati», ha commentato il presidente del Coni Gianni Petrucci, «rappresenta il primo passo importante verso un nuovo sistema di regolamentazione del mercato che sicuramente porterà una migliore disciplina della domanda e dell'offerta in un settore, come quello radiotelevisivo, che ha subito negli ultimi anni notevoli e repentini cambiamenti».

24/01/2007 11.53