Sebastian Bourdais si confessa a PrimaDaNoi.it aspettando la F1

Alessandro Biancardi

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Sebastian Bourdais  si confessa a PrimaDaNoi.it aspettando la F1
NEW YORK. Sebastian Bourdais, nato 28 anni or sono, in prossimità della curva Tetre Rouge della mitica Le Mans, papà della deliziosa Emma, pronto a scattare al via del campionato del quale è tre volte campione, non riesce a “parcheggiare” il grande desiderio di entrare nel Circo iridato.
Non che non abbia tentato, ha tentato il 13-15 dicembre, non con la “marca” rinomata del suo Paese, ma con la Red Bull la quale ha riscontrato sull'occhialuto driver francese qualità positive che potrebbero condurlo, nel 2008, al via della Formula Uno.
«La Red Bull è stata l'unica a concedermi la chanche, ed ho riscontrato che la Formula Uno e' un “business' molto complesso e non si può dare nulla per scontato. Intanto riparto alla conquista del quarto titolo Champ car conservando in un angolo della mia mente la formula iridata».

E ti prepari per la 24 ore di Le Mans del 16-17 giugno?
«Sarà un complemento alla elettrizzante stagione della Champ car, una gara, insomma, molto vicina al mio cuore, e quando la Peugeot mi ha invitato, ho compiuto un passo piuttosto duro nei
riguardi del caro amico di famiglia Henry Pescarolo, ma le corse devono andare avanti e noi speriamo di compiere una gara vittoriosa, pur sapendo che quella 24 ore è la competizione più difficile con i suoi innumerevoli contrattempi».

A Daytona hai corso con discreto successo. Quest'anno vi parteciperai?
«Sino ad ora non ho ricevuto offerte, ma non mi lamento poichè laggiù mi son capitate tante controversie –specie con la Doran- con quella vettura che e'meglio dimenticare».

E quest'anno parteciperai di nuovo alla gara IROC?
«Se il programma corse me lo consentirà sarò molto contento, ma i contratti sono contratti e non conviene esacerbarli».





Allora sei proprio deciso a far poker di vittorie nella Champ car?
«Si, prima però dovrò vincere. Tutti dicono che il team Newman/Haas e' il più forte della serie, ma se non vinci sei semplicemente un fessacchiotto. E quest'anno sarà ancor più dura con la nuova vettura per cui non si possono fare piani. Dovremo lavorare più sodo del passato».

Per il 2007 ci saranno nuove corse in Las Vegas, Phoenix,Cina, Mont Tremblant. Che ne pensi?
«Considero il programma molto favorevole. Andremo intorno al mondo, altrimenti sarebbe soltanto una “serie nazionale”. Ecco perché e' definita World series, titolo che attirerà altri sponsor, anima delle competizioni. Unica nota negativa, per me, e' l'assenza di una pista ovale. Sappiamo che e' questione finanziaria, e alla fine dobbiamo concentrarci su altre motivazioni. E' pur vero che io non sono un grande asso degli ovali, ma la Cart e' cresciuta sugli ovali e superspeedway, ed oggi li abbiamo abbandonati. In compenso la serie sta “crescendo” di nome e di fatto e questo rende fiduciosi tutti i partecipanti al grande torneo motorizzato»





Che ne pensi dell'altalenante unione della Irl e Champ car?
«Ambedue le serie hanno bisogno di unirsi, poichè da sole sono deboli, e questo non sorprende. E se decidono di unirsi, sarà bene che lo facciano al più presto, con un “deal” 50/50 altrimenti
non si arriverà mai alla conclusione».

Tu non hai ancora provato, come gli altri, la nuova DP01, ma chi prevedi sarà il tuo principale avversario. Forse Paul Tracy?
«Vedremo ed avremo qualche dato indicativo dai test del 25-26-27 prossimo a Sebring, che potrebbero dare un'idea della situazione in vista del via di Las Vegas. Quanto agli avversari, debbo dire che non potremo mai eliminare Paul Tracy dal gruppo poichè sarà sempre duro, un pilota insomma per tutte le stagioni. Nelle ultime gare e' apparso inconsistente, compiendo qualche errore, ma non sappiamo come si ripresenterà al via del 2007. Dovrei aver paura? Non saprei. Paul e' uno dei massimi avversari da battere».

Chi prevedi sarà il favorito al titolo?
«Non credo vi sia un vero e proprio favorito. Molti pensano che sia io, ma non pensano a come reagirà la nuova macchina. Le gare automobilistiche sono sempre state un compromesso tra il pilota e la squadra, oltre a numerosi altri fattori. Se ci presenteremo con la vettura “giusta”, allora potremo sperare di uscirne imbattuti. Se non riusciremo a compiere vari test e partire col piede sbagliato, allora assisteremo ad una stagione diversa dalle altre che fruttarono tre titoli. E sarebbe un peccato».

Lino Manocchia SSNphoto.com

22/01/2007 9.11