"Blue Flame": il più appassionante tentativo di record di velocità

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2491

Nuova pagina 1 CURIOSITA'. Trentacinque anni fa il più appassionante tentativo di record di velocità per superare i lmuro dei 1000 Km all'ora. Erano i tempi del "Blue Flame" e di Gary Gabelich

Nuova pagina 1



CURIOSITA'. Trentacinque anni fa il più appassionante tentativo di record di velocità per superare i lmuro dei 1000 Km all'ora. Erano i tempi del "Blue Flame" e di Gary Gabelich



Bonneville. Sono passati 35 anni dal piu` appassionante tentativo di record: il superamento del muro dei 1000 km all`ora.
Eravamo a Bonneville, sul mitico Lago Salato per osservare alcuni tentativi di nuovi veicoli costruiti dai "patiti della velocita`" che ogni anno, puntualmente, tornano nel santuario della "speed" pura in cerca di gloria.
Il loro sogno terminera` quando avranno
percorso il miglio, due volte, imposto dal regolamento che promuovera` o boccera` gli audaci della velocita`.
Un veicolo terrestre, con a bordo Gary Gabelich, ex pilota collaudatore della NASA superava per la prima volta la velocita` di 1000 Km. all`ora , impresa compiuta appunto sulla sterminata piana salata dello Utah.
La "grande soglia" era stata varcata, ora dinanzi a questi spericolati piloti si profilava quella fantastica del muro del suono.
Il prossimo traguardo era dunque toccare i 1224 km orari sulla terra.

Un proiettile. Un razzo snello e lungo dodici metri, chiamato "La Fiamma Blu" in 10"e 3 decimi raggiungeva la velocita` di 1000.454 km orari, grazie ad un reattore supersonico modificato riducendone la potenza.
A questa trasformazione avevano lavorato per quattro mesi tre ingegneri e
Gary Gabelich,
trentenne californiano.

Il carburante. Nel ventre del
"Blue Flame"
veniva introdotto carburante miscelato a idrogeno nella medesima proporzione che la NASA usava per il lancio dei missili Apollo.

Le ruote. La Goodyear aveva impiegato 18 mesi per sfornare le tre ruote, due posteriori larghe 15 cm. ed una anteriore del
"Blue Flame."
Perche` spendiamo 300 mila dollari nelle ricerche?
I dirigenti della casa dell`Ohio hanno sempre risposto: «Perche` intendiamo creare il pneumatico ideale di grande sicurezza per questi superbolidi, ma anche per i bolidi da corsa e per le macchine da turismo»

Una piccola vite.
Il sessantenne,
oriundo
abruzzese Joe
Petrale, cronometrista ufficiale di queste prove di alta velocita`, affermava:
«Ho assistito a molti tentativi, ma questa di Gabelich e` stata impressionante. Il missile fischiava e sembrava volesse disintegrarsi. Cinque minuti prima del via pero` tutto il sistema era.... inerte. Neppure le batterie di riserva potevano accendere il motore. Una piccola vite da poche lire -tutto il razzo era costato 300 milioni di lire ,di allora, si era allentata distaccando il capo principale dei fili di contatto con il distributore. Ci sono voluti 40 minuti prima di scoprire il fastidioso guasto».

Non e` primato. Gabelich superava i 1000 km ma non veniva in possesso del record di velocita` su terra. In questi tentativi infatti il pilota deve compiere un km di andata ed uno di ritorno. Il "Blue Flame" otteneva 972.075km all`andata e 964.799 nel ritorno. La media di 968.341 km risultava superiore al record di Craig Breedlove (966.961) ottenuto nel 1965. Ma il regolamento di queste gare esige che il nuovo record superi quello precedente di almeno l`1%: Gabelich doveva quindi ottenere almeno Km 976.227. Ci sarebbe forse riuscito dopo l`impresa dei 1000.454, ma il suo razzo si e` guastato e non ha potuto effettuare completamente la corsa.

Perche` tentano. Dopo il tentativo Gabelich raccontò: «Tentiamo perche` vogliamo conquistare l`alloro mondiale, come i piloti di F.1. Vogliamo diventare campioni. E` vero che le nostre vetture sono piu` pericolose, ma quando le luci verdi dei cronometristi si accendono sulla pista del Lago Salato per avvertire che la partenza e` vicina, noi sappiamo che la macchina rispondera` al 99%. Quando quell`uno per cento non va, allora accade che il paracadute di frenata non resiste all`impatto o che l`anello di raccordo delle valvole cede. Tuttavia in questo genere di corse non si sono mai registrati incidenti fatali».

(tutti i dettagli sull'impresa)
Il primo tentativo.
La prima prova di velocita` fu effettuata nel 1898, in Francia, dal conte Gaston de Chasseoup-Lubat con una vettura spinta da motore elettrico di 36 cavalli che perscorse il chilometro in 5" alla media di 63.157 km all`ora.

Lino Manocchia 16/11/2005 8.07