Pescara calcio: da Avramov a Calaio', i gioielli persi di Paterna

Alessandro Biancardi

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PESCARA. In un'annata così disgraziata come va profilandosi l'attuale, i tifosi non possono che pensare ai tanti giocatori di assoluto valore che hanno vestito la maglia biancazzurra durante l' "era Paterna".
I sostenitori della "Nord" rimpiangono fortemente i tanti ex pescaresi ceduti sparsi nelle varie categorie. Leggendo i nomi di coloro partiti durante la gestione "Paterna" si può facilmente notare un parco calciatori addirittura da zona Play-off.
Purtroppo i migliori non ci sono più ed i rispettivi rimpiazzi di quest'anno, almeno fino alla dodicesima giornata di ritorno, non sono stati assolutamente all'altezza del compito.
Da Avramov a Calaiò sono troppi i giocatori trasferiti per "esigenze di bilancio".
Facendo una rapida ricerca sui trasferimenti di professionisti tra le squadre cadette, emerge che il sodalizio di Via Mazzarino è quello che negli ultimi anni ha venduto ed acquistato il maggior numero di calciatori.
Purtroppo in questo lasso di tempo formato da sei stagioni pochi sono stati i reali investimenti checché ne dica il patron biancazzurro.
Di tutti i ricavati derivanti dalla vendita giocatori poco o nulla è stato reinvestito sul mercato.
Ogni anno è la stessa storia con la squadra che viene sempre costruita negli ultimi giorni della campagna trasferimenti.
E' successo nel 2004/2005 ed il Pescara è retrocesso, è accaduto nel 2005/2006 ma fortunatamente in questo caso la stagione è stata tutto sommato positiva e di nuovo tutto ciò si è verificato quest'anno. Non a caso, "chi semina vento raccoglie tempesta".
Ma vediamo nel dettaglio i vari ottimi elementi transitati nell' "era Paterna" ruolo per ruolo.

PORTIERI:

Molti sono i buoni portieri che hanno vestito la maglia biancazzurra in questi ultimi tre anni e mai confermati. Su tutti Vlada Avramov, l'estremo difensore serbo decisivo per la salvezza degli adriatici l'anno passato e fin qui fondamentale nel Treviso.
Altri portieri affidabili da ricordare e partiti dopo solo un anno di permanenza sono Andrea Ivan, secondo di Calderoni in serie A con l'Atalanta e Pierluigi Brivio, numero uno del Mantova che da un paio di anni veleggia tra le prime posizioni in classifica del campionato cadetto. Soprattutto quest'ultimo, maggiormente l'anno scorso, si è reso protagonista di prove assolutamente positive che gli hanno garantito senza dubbi il ruolo di portiere titolare.

DIFENSORI:

Dalla prima giornata il Pescara è privo di un terzino sinistro di sicuro affidamento. Hanno ricoperto questo ruolo in dodici giornate Demartis, De Falco, Aquilanti e Vicentini ma nessuno di questi ha pienamente convinto. Perchè allora al termine dello scorso campionato è stato fatto partire Pesaresi, autore da solo di almeno una decina di assist vincenti per i compagni?
La società in questi mesi non ha mai saputo rispondere con chiarezza a questa semplice domanda. Per quanto riguarda il pacchetto arretrato gli errori della società di Via Mazzarino non finiscono certo qui. Molti tifosi infatti rimpiangono il gigante Ernesto Terra, pescarese doc partito dopo soli 12 mesi di permanenza nel capoluogo adriatico ed il "tuttofare" Zeoli che, anche lui in un solo anno, ha dimostrato infinito impegno e grande attaccamento ai colori del delfino.

CENTROCAMPO:

Nella linea mediana del campo si consumano i più grossolani erroracci della società adriatica. In soli due anni all' "Adriatico" si sono ammirati centrocampisti di valore assoluto che oggi sono le fortune di quelle società che hanno creduto in loro. Partiamo da chi ha giocato nel Pescara lo scorso anno. Jadid è un elemento cardine del Brescia. Il marocchino sarebbe potuto rimanere ma pochi sono stati gli sforzi in tal senso del sodalizio di Via Mazzarino.
Certamente non è stato fatto il dovuto anche solo per tentare di trattenere il giocatore. L'anima del centrocampo, Carletto Luisi, è stato incredibilmente lasciato partire senza troppi fronzoli. In questa situazione difficile come sarebbe stato utile il contributo di un lottatore come Carletto...
Come dimenticare poi Tognozzi, ceduto per soli 300mila euro ed oggi titolare nella Reggina che per poco non è riuscita a bloccare addirittura l'Inter a San Siro. Per non parlare di Croce, sicuramente non positivo fino ad ora nell'Arezzo ma dotato di capacità fisiche e tecniche invidiabili. Come scordarsi poi di Lonero e Garzon, certo non grandi giocatori ma in campo davano veramente tutto quello che avevano. Dulcis in fundo Luca Antonini, estroso esterno del centrocampo di Beretta nel Siena in serie A.
Il giocatore avrebbe fatto carte false a suo tempo pur di rimanere in riva all' "Adriatico" ma poi, per sfortuna del Pescara, è stato costretto a dirottare verso altri lidi.

ATTACCO:

Basta un nome che da solo fa venire i brividi: Emanuele Calaiò. Il bomber ora al Napoli è stato probabilmente il più forte attaccante ad aver vestito la maglia degli adriatici nelle ultime stagioni. Come dimenticare poi la fantasia di Giampaolo che a dispetto della sua carta di identità recitante 37 primavere sarebbe stato sicuramente titolare inamovibile nel Pescara di oggi. Ancora Fabrizio Cammarata lasciato partire senza apparenti motivi. Certamente la punta di Caltanissetta non avrebbe stonato nel parco attaccanti biancazzurro nella stagione in corso.

LA FORMAZIONE IDEALE:

Anche se si tratta di Fantacalcio, per divertirci ipotizziamo una eventuale formazione del Pescara targato 2006/2007 con i giocatori più rappresentativi transitati nelle ultime tre stagioni utilizzando un modulo 4-2-3-1 di chiaro stampo "sarriano":

Avramov
Pesaresi
Terra
Gonnella
Zoppetti
Tognozzi
Luisi
Antonini
Giampaolo
Croce
Calaiò.

Che squadra sarebbe stata!

Andrea Sacchini 24/11/2006 8.21