Marco Martini:«Con la Juve il segreto è farsi trovare pronti al momento giusto»

Alessandro Biancardi

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PESCARA: Novità nel calendario di serie B. La lega calcio ha comunicato ieri lo spostamento della diciottesima giornata del girone di andata, inizialmente prevista sabato 23 dicembre alle 16.00, a venerdì 22 Dicembre con fischio di inizio fissato alle ore 20.30.
Il diciottesimo turno vedrà il Pescara di scena a Bergamo contro l'Albinoleffe di mister Mondonico.
Capitolo infortuni.
Migliorano le condizioni del capitano Delli Carri che comunque, a meno di sorprese dell'ultim'ora, non dovrebbe partecipare alla trasferta di Torino contro la Juventus.
Eccezion fatta per la difesa, tutta da inventare causa i forfait annunciati di Gimenez, Delli Carri e Zoppetti, non ci dovrebbero essere novità per quanto riguarda difesa e attacco.
Confermata dunque la linea di centrocampo a cinque.
Solo Martini dovrebbe rubare il posto a Ferrante dal primo minuto.
Abbiamo incontrato proprio quest'ultimo prima della partenza della squadra in vista della prossima trasferta. Martini, lo ricordiamo, è stato decisivo sabato contro il Treviso realizzando una pregevole doppietta che ha permesso agli uomini di Aldo Ammazzalorso di strappare un punto che sembrava ormai perso.
Nonostante ciò il 26enne ex attaccante di Frosinone e Sambenedettese resta con i piedi per terra.


Il tuo ingresso in campo ha cambiato il volto alla partita, che ne pensi?
«Non è giusto perchè tutta la squadra è entrata nel secondo tempo con uno spirito diverso. Al di là del singolo bisogna vedere la prestazione globale del gruppo. Ci ho messo un po' del mio ma senza l'aiuto dei miei compagni non saremmo mai riusciti a pareggiare questa partita che alla fine della prima frazione di gioco sembrava persa».

Sabato farete visita alla Juventus, le tue sensazioni?
«Non ho mai giocato contro una squadra cosi importante come la Juventus. Sicuramente per me sarà un onore affrontarla sul campo da avversario. Certo non dobbiamo illudere i tifosi, a Torino è davvero molto difficile fare risultato. E' normale che mi piacerebbe giocare fin dall'inizio ma anche se ho fatto due gol sabato è giusto che in campo scenda chi è stato scelto dal mister. Al solo pensiero di giocare contro Buffon e Del Piero mi vengono i brividi e sono emozionato già da adesso, anche se mancano ancora tre giorni».

Certo è stata davvero una gran bella impresa la rimonta con il Treviso...
« E' stata davvero una bellissima rimonta, siamo stati realmente molto bravi. Peccato perchè potevamo addirittura vincere e fare nostra l'intera posta. Nel secondo tempo mi sono sembrati un po' "cotti" ed abbiamo avuto più di una occasione per affondarli. Alla fine comunque prendiamo con soddisfazione questo punto perchè in dieci sotto di due gol era veramente un'impresa raddrizzare il risultato. Noi ci siamo riusciti nonostante tutto. Sono davvero contento perchè abbiamo dimostrato di avere tanto carattere e mezzi giusti per risollevarci da questa difficile situazione. Speriamo di ripetere il grande secondo tempo di sabato anche contro la Juventus e in occasione delle prossime partite».

Cosa hai pensato subito dopo aver siglato il gol del 2-2?
«Appena realizzato il secondo gol sono andato subito sotto la tribuna per salutare la mia ragazza ed i miei parenti. E' stata una emozione fortissima entrare sotto di due gol e fare due reti. Nella mia carriera non mi era mai capitato. Quando ho sostituito Ferrante ho pensato che la situazione era davvero dura e non avrei mai pensato a quello che sarebbe successo dopo. Credo ad ogni modo che il Treviso inconsciamente pensava di aver gia vinto la partita e fortunamente i giocatori si sbagliavano. A dire il vero comunque hanno avuto un grandissimo calo fisico negli ultimi venti minuti. Alla fine sono felice che il nostro carattere è venuto fuori al di la dei demeriti dei veneti».

Ti trovi bene come unico terminale offensivo di ruolo?
«Per le mie caratteristiche non sono una prima punta ma mi adatto se il mister Ammazzalorso ha bisogno di me in quella posizione. Trovo alcune difficoltà ma questo non conta, l'importante è farsi trovare pronti nel momento in cui il tecnico e la squadra hanno bisogno di te».

Andrea Sacchini 09/11/2006 9.13