Juan Pablo Montoja in difficoltà nelle Stock car

Alessandro Biancardi

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Juan Pablo Montoja in difficoltà nelle Stock car
NEW YORK. Un Juan Pablo Montoja scende dalla Dodge Stock di Chip Ganassi, con la solita espressione crucciata ed insofferente che non l'ha mai lasciato dai tempi della Cart, si guarda intorno e vede i volti dei piloti del sud che sorridono sarcasticamente.
«Quello là», dice un giovane texano,«credeva di essere venuto a scoprire le Stock car».
La verità è che Pablito giunto di recente dall'Europa ha corso due
volte ed è finito sempre contro il muro o contro un avversario, facendo tirare quei quattro capelli che coprono il testone di Chip Ganassi.
Ieri, sul pericoloso ovale del Texas, dove ha vinto il ventunenne
Harvick, partito decimo (la qualifica viene effettuata individualmente)
il colombiano ha bissato concludendo contro il muro che lo ha
rispedito al pit: Stock car 2- Montoja 0 .

Che dire del grande A.J.Allmendinger, definito dalla massa sportiva:
«traditore, irriconoscente, insensato».
In effetti l'americano che era stato licenziato dal team Rusport di Carl Russo e prontamente ripescato da Jerry Forsythe col quale vinceva 4 tappe consecutive (mettendo in pericolo il titolo che Sebastian Bourdais ha vinto anzi tempo), ha “tradito” la buona fede, la bonta' del patron del team Indeck il quale aveva offerto un contratto quinquennale con una
paga superiore a quelle che circolano nella serie, con la certa
possibilità di altre importanti vincite.
Ma i dollari della Toyota-Red Bull (nella Nascar) lo hanno abbagliato, facendogli perdere il senso del giudizio.
Permetteteci una breve considerazione.
Allmendinger nella Nascar percepisce il doppio della paga che
Forsythe elargiva, con l'aggiunta di bonus e regalie varie. Nelle stock car dovrà effettuare 38 tappe sui pericolosi ovali contro le 17 della Camp car, dove immancabilmente deve versare una lauta percentuale al suo messia preoccupato soltanto a che l'assegno giunga fedelmente a fine mese. Senza contare l'atmosfera diversa (che A.J. ha gia' descritto dopo il passaggio da est a ovest), la lontananza da casa ecc.




Ma che c'entra questo si chiederà.
Il fatto e' che Allmendinger ha effettuato due corse con i “truckstock”
Pardon, doveva effettuare, ma guarda un po', in ambedue le corse non e' riuscito a qualificarsi. Una volta anche con l'aiuto della pioggia se n'e' tornato a casa con la coda tra le gambe.
“L'Observer” di Atlanta era uscito col titolo: «L'arroganza merita questo».
Per dovere di cronaca, da citare l'altro “crash” del nostro Max Papis il
quale, a corto di...macchine di altra serie, e' passato nelle stock car, ma sull'ovale del Texas il comasco è finito contro il muro carambolando e coinvolgendo anche il giovane Sauter.

E guardiamo a Citta' del Messico dove saremo questo week end per l'ultima gara dell'anno. In un primo tempo sembrava che le cose sarebbero andate male agli organizzatori poiché non c'erano piloti messicani. Ma Forsythe, silenzioso e vigilante, ha portato prima Mario Dominguez, poi ha provato l'ottimo pilota messicano,ex Atlantic series” David Martines ed ha rimesso in ballo il successo della importante manifestazione.
Ma il diavolo fa le pentole senza il coperchio, qualche ora fa da Las Vegas è giunta la notizia che la presenza in Messico di Paul
Tracy (della Indeck) e' in dubbio poiché il canadese/americano durante una partita di golf guidando un “Golf cart” dopo aver tracannato qualche bicchierino in più cercando di sormontare le dune sabbiose, si e' rovesciato ed il “cart” gli e' finito addosso. Frattura della scapola che forse non gli consentirà di correre.
Riuscirà Forsythe a trovare un sostituto o un pilota di scorta (come ha fatto Carl Russo con l'irlandese Adam Carroll che sarà a fianco di Justin Wilson infortunatosi due settimane fa?).
Previdente il magnate di Wheeling aveva ingaggiato David Martines che bilancerà l'eventuale perdita di Tracy.
E allora, via verso il ..Messico d'or in cerca di altre sorprese.

Lino Manocchia SSNphoto.com 06/11/2006 16.49