Unione Champ Car-Irl: Roger Penske è contrario

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1208

NEW YORK. Come un ammiraglio sulla tolda della nave il sessantanovenne Roger Penske, milionario e patron di due team nella serie Indy car (con San Hornish neo campione ed Helio Castroneves) senza ambasce risponde al periodico “Road and Track” sul suo passato, ricco di avvenimenti, ma quando gli vien posto il quesito:”Crede che l'unione tra la Champ car e la Irl prima o poi avverrà? l'industriale del Michigan non esita a scaricare, con spirito polemico e aggressivo, dichiarazioni che fanno riflettere.
Dalla sua bocca si e' sempre appreso che «la Irl e la Champ car devono unirsi per il bene di ambedue», ma questa intervista pone la domanda: Roger Penske dice la verita' o mente?
Del resto Penske e' sempre stato amico fedele della famiglia France (patron e dirigente della Nascar stock car), pertanto sarebbe incredibile pensare che a lui non piacciono gli ovali, dove ha ottenuto vittorie (Indy ecc) per il suo palmares, ignorando che gli ovali offrono risultati discutibili e molti
incidenti, anche fatali.
E' di qualche giorno fa il comunicato della Nascar la quale, da 47 anni non lo faceva, ospiterà dal 23 al 27 settembre le macchine di Tony George
su un tracciato misto (foto) dell'ovale di Daytona.
Saranno i bolidi di Roger Penske (2), di Michael Andretti (5) e di Chip Ganassi (3) a portarsi a Daytona.







Gli altri,i pivellini, staranno a guardare.
«Non credo che nel 2007 vi sarà un grande esodo di piloti, vuol dire che se le griglie si ridurranno a dieci macchine, avremo più competizione, e ciascuno dei 10 concorrenti (quelli succitati?) avrà la chance di vincere».
«Possiamo ben dire che il “rating” televisivo della Irl e' in fase di rialzo»,afferma Rogers.
«L' affluenza e' sempre più numerosa, gli sponsors vogliono vedere più gare nazionali e non internazionali (la Irl corre a Motegi-Giappone nella pista della Honda), ma se possiamo entrare nel Messico, o nel Canada, questo sarebbe un bel colpo».
«Intanto circolavano apprensioni perché la lega di George aveva intromesso nel calendario tre o quattro gare stradali ma il risultato sembra sia stato positivo». (E gli ovali stanno a guardare?)
La gara conclusiva del campionato del Chicagoland, secondo gli organizzatori, avrebbe dovuto accogliere 100 mila spettatori; la nostra foto mostra un dettaglio dei 28 mila presenti, decurtati del 22% rispetto allo scorso anno.
“«Il nostro rating di ascolto e' alto» (No, Roger, non e' cosi'. Nel 2005 fu
dell'1.3%, quest'anno e' stato dello 0.8%.)
«Penso che la presenza di Danica Patrick», continua Penske, «abbia portato grande interesse allo sport, cosa di cui abbiamo molto bisogno. La Irl ha un team dal management solido con Barnardt ed i suoi colleghi» (lo stesso team che ha perso la Chevrolet e poi la Toyota).

LA COLPA DI FORSYTHE-KALKHOVEN?

«Due anni or sono io sono stato coinvolto», spiega Roger, «in discussioni con Gerald “Jerry” Forsythe e Keven Kalkhoven ed ho riscontrato grande diversita' nelle richieste tra i due e Tony George. Mario Andretti si e' interessato, ma e' stata soltanto retorica. Poi si
aggiungono i costi di partecipazione. Il motore Honda va bene, e' abbastanza veloce,il telaio può reggere per altri tre anni, l'aerodinamica con un po' di “make up” non desta noie, per cui le spese sono limitate».
Mr Penske vuol far credere che quella sia una “dottrina” ben calcolata
e riflette il “credo” della Irl. Allora tutte le idée di Tony George che intravede un futuro moderno, e' frutto di fantasia?
«Kevin Kalkhoven, prosegue Roger, ha fatto costruire una nuova macchina (DPO1 Panoz).Ed il motore dove e' andato?»
Qui Penske offre un'arringa difensiva del valore della Honda che la sua azienda (Roger Ilmore Company) ripara mensilmente , e che sono stati respinti dalle piste stradali e cittadine perché rumorosi, rispetto al Cosworth 2.65 l. turbo.
«Personalmente sono molto meno ottimista rispetto a tanti altri, che
le due parti si stringeranno la mano,poiché si cozza con due poderosi miliardari i quali pretendono di prendere il comando ignorando l'altra sponda con Tony George ovviamente riluttante ad accettare». (Kalkhoven e Forsythe non hanno mai detto questo)
Penske dichiara che il “deal” 50/50 e' inaccettabile poiché Tony dovrebbe controllare la situazione in quanto egli e' padrone dello speedway. Ma allora questa meta' e meta' che vuol dire?
Ma tant'e', Roger ha al fianco “mamma” Marlboro la quale all'editto
federale dell'abolizione di reclame nelle gare sportive, sembra decisa a rispondere con un espediente: ad ogni pacchetto di sigarette verra'
applicato uno “sticker” con una macchina (f.1. Irl ecc.)
Che strano questo mondo.. malgrado tutto, possiamo capire chiaramente il retroscena che esiste ad Indianapolis e quanto importante sia per il magnate del Michigan l'avere al fianco la Marlboro e la Honda prodiga a distribuire quintali di biglietti gratuiti e cappellini, e pronta a riparare, con lauti guadagni, i suoi stanchi motori, il tutto col beneplacito della famiglia France (Nascar) alla quale e' ovvio, interessa al pari di Roger Penske, a far rimanere allo “status quo” una situazione stagnante da oltre 10 anni, demolitrice della categoria monoposto Usa.
Lino Manocchia SSNphoto.com 19/09/2006 8.00