CHAMP CAR. Carl Haas a PrimaDaNoi.it: «La mia vita per le corse»

Alessandro Biancardi

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CHAMP CAR. Carl Haas a PrimaDaNoi.it: «La mia vita per le corse»
LINCOLNSHIRE. Con l'immancabile sigaro tra le labbra, Carl Haas, l'uomo piu' noto nel mondo dell'automobilismo americano rievoca per PrimaDaNoi.it, gli interessanti momenti della sua vorticosa vita sportiva.
Per noi che lo conosciamo da anni, Carl e' uno che sa il fatto suo,
molto di piu' di quello che i suoi invidiosi nemici, meno dotati e meno audaci, petulantemente gli contestano.
Quanto alle idee dell'uomo, possono piacere o non piacere, ma lui nondimeno se ne infischia, o comunque ne ha l'aria.
Patron del team Newman /Haas, in coppia con l'attore-pilota Paul Newman, e' considerato il “top” dei team della Champ car.
Per lui guidano il francese Sebastian Bourdais ed il brasiliano Bruno Junqueira, ed i successi domenicali sono tanti.
Quando sale sul podio con Newman, offre un sorriso, distorto dal grosso sigaro, saluta la folla e torna subito nella lussuosa roulette da dove emana le sue disposizioni.



 


Ma a che eta' nacque la sua passione per i motori?
«Per caso, sì per caso, feci conoscenza con le corse. Un amico un giorno mi porto' ad Elkart Lake, che e' una pista tra le migliori, lunga 4 miglia, veloce, avvincente, e da quel giorno mi prese una vera e propria febbre e mi fece diventare anche pilota. La prima macchina che guidai fu una MG sport e ben presto entrai a far parte della ACCA una delle prime federazioni automobilistiche, quindi passai alla Porsche speedster, con la quale vinsi la gara inaugurale della nuova pista di Elkart Lake. Ma erano sport costosi per quell'era (1950-60) oltre che pericolosi, poiche' le macchine non offrivano la protezione attuale, ma quando si e' giovani… come sai, io ho avuto anche team di formula 5000, Super V,Can Am affiliate alla SCCA”(della quale era anche direttore n.d.r). Dal 1985 al 1988 ebbi un bolide nelle file della Formula uno. Ma ora e' tutta Champ car».

Carl, sei mai salito sulle motociclette da corsa?
«Veramente ero preso dalle auto e così ignorai le moto. Ad un certo punto pero' dissi a me stesso: decidi: guidare l'auto o un team. Scelsi il secondo ed oggi, appunto mi dedico alla nostra valida squadra. Comunque confesso di non aver perso il feeling delle auto da corsa. Infatti son tornato a Goodwood (Inghilterra) per una corsa che mi e' andata abbastanza bene, considerando la mia eta'».

E ben presto ti dedicasti anche alle importazioni…
«Iniziai con la distribuzione di trasmissioni ed altro. Poi passai alla Lotus».

Insomma l'oceano motoristico ti ha sommerso…
«Certo che oggi guidare un team e' un gran piacere, ma non facile come si pensi. E speriamo di poter aggiungere un altro campionato allo scadere della stagione 2006».




Carl Haas ha registrato ben 14 campionati in quarant'anni di attivita'
e come dice Paul Newman:.. «continuamo a contare»…

Se potessi tornare indietro nel tempo, che faresti di diverso?
«Non credo che muterei qualcosa. La vita mi ha dato quello che le ho chiesto, sarebbe un peccato cambiare».

E spesso guidi il tuo jet per gli spostamenti…
«Mi piacciono gli aerei, le mie condizioni fisiche spesso me lo
impediscono, ma mi diverto volare».

Qual e' stato il piu' eccitante momento della tua carriera?
«E' difficile trovare quel ”momento”, sono diversi. Specie quando si parla di vittorie e piloti».

Impossibile non chiedere a Carl che ne pensa del “connubio” (fallito?) Champ car –Irl…
«L'unione se si fara' la si avra' fra qualche anno. L'inizio era buono, poi e' stata esposta la bandiera gialla. Staremo a vedere. Io spero perche' e' necessaria ad entrambi».

A Indy ti sei sempre difeso bene..
«Indy mi e' rimasta indigesta. Avrei dovuto vincere una mezza dozzina di volte. Mario Andretti, Michael, Bourdais, Mansell, stavano
per scrivero il loro nome nell'albo d'oro, ma spesso piccolezze ci
hanno privato della immensa gioia che Indy dona».

Carl hai un idolo delle autombili?
«Indubbiamente Mario Andretti che ha guidato per me 12 anni, Mansell ed ora Sebastian Bourdais.” (foto Bourdet Haas)

Qual e' la cucina preferita?
«Quella italiana che preferisco alla francese, e a Chicago (dove e' nato n.d.r.) si trovano ottimi restaurant italiani»

Chi vincera' il campionato Champ car quest'anno?
Carl Hass schiaccia un ampio sorriso e pone in bocca il sigaro che
la conversazione gli aveva fatto dimenticare.
«Ci vedremo a Elkart Lake il 24 maggio».

Lino Manocchia SSNphoto.com

05/09/2006 11.09