Nel ritiro del Lanciano. Camplone: «punto molto sui giovani»

Alessandro Biancardi

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Nel ritiro del Lanciano. Camplone: «punto molto sui giovani»
GUARDIAGRELE. Dal ritiro del Lanciano sul campo di Guardiagrele dove la squadra frentana si sta preparando per la nuova stagione, abbiamo parlato con il Ct, Andrea Camplone, ex storico del Pescara.
La storia di Andrea Camplone nato a Pescara il 27.07.'66, è una di quelle semplici e genuine da raccontare.
Oggi è allenatore del Lanciano, ha da poco firmato il contratto e si appresta a portare in alta classifica il Lanciano.
Ha vissuto per molti anni nel quartiere di Borgomarino, questa è la zona più suggestiva della città di Pescara perché abitata dai pescatori, gente che hanno fatto del mare la loro unica passione e fonte di guadagno.
Andrea ha due fratelli Beniamino e Massimo che fa il pescatore, appunto, sua mamma Anna ne ha fatti tanti di sacrifici, dopo che il papà di Andrea morì quando lui aveva appena dieci anni.
Così come spesso accade Andrea si è reso utile andando a lavorare come cameriere in un noto ristorante di Pescara insieme a sua madre.
Il suo sogno era però un altro come quello di migliaia di ragazzini “diventare un calciatore”. Un giorno finalmente riuscì ad approdare nelle giovanili del Pescara dove è cresciuto il suo talento e nella mitica stagione '86-'87 esordisce nel mondo professionistico.
In quei tempi il Pescara era allenato da Giovanni Galeone fu un annata memorabile perché quella «banda di ragazzini» conquistarono la serie “A”.
Nel corso della sua vita l'incontro con sua moglie Barbara, che gli ha dato due splendidi figli.
Da quel giorno Andrea ne ha fatta tanta di strada militando in squadre tipo: Pescara, Perugia, Gubbio, Ancona, e di nuovo Gubbio.
Ed ora eccolo qui l'allievo del “profeta” che diventa maestro. Alle sue spalle ha già quattro anni di esperienza come allenatore prima in Eccellenza poi in Interregionale con la squadra del Penne.

Inevitabile con lui fare un tuffo nel passato:
Andrea, quali sono gli eventi calcistici, al quale sei maggiormente legato?
«La prima promozione quella dell'86/ 87 fu memorabile perché eravamo una banda di ragazzini; siamo partiti sprovveduti e poi abbiamo vinto il campionato meritatamente».

Pensi di essere preparato per questa nuova avventura? Non ti spaventa un po'?
«Ci provo, ho fatto già quattro anni tra Eccellenza e Interregionale.
Io penso, che il calcio sia sempre lo stesso in tutte le categorie non si inventa nulla; l'importante è stare tranquilli e rimanere semplici, questo è il calcio che mi hanno sempre insegnato da Galeone a tutti quelli che ho avuto dopo di lui».

Come è avvenuto il contatto con la società frentana?
«Tutto è arrivato all'improvviso, nel giro di una settimana ho avuto una richiesta dalla Cagliese, poi, in due giorni sono arrivate due proposte una dalla Pro Vasto e una del Lanciano.
Solo che con la Pro Vasto non si è concretizzato, mentre con il Lanciano ho trovato subito un intesa».

Quest'anno che tipo di Lanciano vedremo? Sarà diverso dalla scorsa annata?
«Si, soprattutto un Lanciano molto giovane visto che abbiamo molti ragazzini di '86-'87 e un ossatura formata da gente di esperienza come: Baldini, Leone, e Bolic.
Spero di inculcargli la mentalità giusta e sbarazzina quella che ci ha contraddistinto a Penne».

Primi giorni di ritiro con la squadra, che impressioni hai avuto soprattutto dai nuovi giocatori?
«Sono ragazzi molto propensi al lavoro e al sacrificio, ci sono anche delle buone individualità, ora spetta a me metterli insieme e creare un gruppo solido».

Che torneo prevedi quest'anno con squadre tipo: Perugia, Pisa, Taranto. Sarà dura per il Lanciano?
«Il Lanciano si deve salvare questa è la nostra realtà; è normale che ci siano quelle sei, sette squadre allestite per andare su, con quelle non possiamo competere.
Però non partiamo sconfitti, la mentalità che voglio è quella di andarci a giocare la partita in qualunque campo andiamo».

Rita Consorte 31/07/2006 10.54