«Giù le mani dal nostro Chieti»: i tifosi pretendono chiarezza e trasparenza

Alessandro Biancardi

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«Giù le mani dal nostro Chieti»: i tifosi pretendono chiarezza e trasparenza
AGGIORNAMENTO (19.04) CHIETI. Cori , sfottò, bandiere e sciarpe. Ritornelli e rime contro l’amministrazione di centrosinistra «colpevole di non aver fatto abbastanza per salvare il Chieti calcio». E’ stata una protesta pacifica quella degli ultras del Chieti che non hanno proprio digerito la linea seguita dal sindaco Ricci e dai suoi. I FILMATI DELLA MANIFESTAZIONE
Alla manifestazione erano presenti un centinaio di ultras e pochi tifosi che hanno lanciato cori per sottolineare la loro passione per i colori neroverdi e la loro disapprovazione verso l'ex presidente Buccilli.
Un breve corteo si è snodato lungo le strade della città.
Particolarmente sentito il coro "Giù le mani dal nostro Chieti".
La manifestazione si è conclusa con una delegazione di ultras -due persone per gruppo organizzato- che è stata ricevuta in Comune dal Sindaco Ricci.
Il Sindaco ha assicurato che stanno facendo il possibile per iscrivere il Chieti «alla massima categoria possibile dei campionati dilettantistici» e che bisognerà aspettare il 31 Luglio per sapere qualcosa di definitivo.
In realtà si promette un ricorso alla Cca del Coni.
Ma sarebbe tempo perso, secondo i meglio informati, poiché per chi non ha presentato ricorso alla Coavisoc (il Chieti non l'ha fatto) la decisione negativa della Covisoc diventa inoppugnabile.
Così al Chieti tocca ripartire, se tutto andrà bene, dalla Promozione, in un girone probabilmente diverso da quello di Castel di Sangro e Rosetana, che l'anno scorso, di questi tempi, si trovavano nella stessa situazione dei neroverdi.
Inoltre, Ricci ha assicurato alla tifoseria che, qualora il nuovo presidente, Di Stanislao, non riuscisse ad iscrivere il Chieti in nessuna categoria penserà lui stesso «a trovare imprenditori disposti a creare una società nuova di zecca».
Molti dei partecipanti ieri sera, però, hanno avuto molta difficoltà a credere alle parole del primo cittadino che aveva comunque dato le stesse rassicurazioni quando era ancora in tempo per creare una vera cordata di imprenditori e salvare la società da questo bruttissimo smacco.
I tifosi hanno chiesto nuovamente trasparenza e chiarezza, ma dal colloquio non è uscito niente di nuovo e definitivo.

Purtroppo anche in questo caso la politica è entrata pesantemente in tutta la vicenda che non manca di lati oscuri e strane coincidenze che non sono state ancora spiegate e svelate.
Intanto, bisogna chiarire chi siano davvero i nuovi proprietari del Chieti, Paolo Di Stanislao e Giuseppe Ielo, imprenditori romani probabilmente legati al centrosinistra che molto altruisticamente si sono offerti per accollarsi tutti i debiti accumulati da Buccilli senza però iscrivere al campionato il Chieti.
“Probabilmente non conosceva la reale situazione del Chieti” è stato scritto di Di Stanislao. Possibile che sia così avventato?
Se fosse davvero così sprovveduto allora i guai del Chieti sarebbero di gran lunga raddoppiati.
Di sicuro è molto strano farsi carico di oltre 2 milioni di debiti per rilevare una squadra e poi farla finire, nella migliore delle ipotesi in Promozione (sarebbe stato ovviamente molto più semplice iniziare a macinare utili in serie C).
I tifosi molto arrabbiati, infatti, sono ancora alla ricerca di risposte anche sul ruolo preciso dell'amministrazione comunale e dei Ds che sembrano avere un certo appeal verso la onnipresente Serfina, la società finanziaria proprietaria in quota del Chieti, presieduta da Claudio Legnini, fratello del senatore e presidente del consiglio teatino, Giovanni Legnini.
Ai tifosi, infatti, è sembrato prioritario da parte della politica “togliere dalla mischia” il presidente Antonio Buccilli, lasciando in seconda battuta la salvezza della squadra.

Questi sono gli imprenditori che hanno partecipato economicamente (in ordine decrescente di contribuzione) all'ultima impresa fallimentare del Chieti calcio: Enzo Angelini, Maurizio Luciani, Gruppo Megalò, Gruppo Toto, Serfina, Di Cosmo, Spatocco, Primavera Silvano, Ecoesse, Ing. Merlino, Gruppo Serpellini-Bevilacqua, Gruppo De Cesare, Generalsider, Sansonetti, Fabio Di Pasquale, Alberto De Cesare, Claudio Orsini, Fratelli Caccavale, Agenzia Ras, Mantini smaltimento rifiuti, Afi.
Gli imprenditori –esattamente un anno fa- dissero che non si trattava di una donazione ma dell'avvio di un percorso collaborativo tra la Città e la Chieti Calcio.
Buccilli aveva infatti dato loro un diritto di opzione di acquisto entro un anno o di prelazione entro due anni.
Per quanto riguarda le cifre sborsate queste erano secondo il Senatore Legnini: Amici del Chieti: 400 mila euro, Comune di Chieti 100 mila euro.
In una conferenza stampa dello scorso marzo il sindaco precisò che i 500 mila euro promessi a giugno (400 mila dagli Amici del Chieti ed i 100 mila di uno sponsor anonimo) erano stati regolarmente erogati, mentre i 100 mila euro del Comune, non sono stati versati poiché la Calcio Chieti aveva 65 mila euro di debiti con il Comune.


19/07/2006 11.14




Giù le mani dal nostro Chieti


Forza Chieti olè, impazzisco per te


Corteo - Armata Neroverde


Ultras Liberi


Meritiamo di più


Ingresso in Comune



da: http://web.tiscali.it/passionechieti/

FI: «SINDACO E SENATORE NON DOVEVANO FARE PROMESSE CHE SAPEVANO DI NON MANTENERE»

«Ancora una volta – puntualizza la consigliera azzurra, Emilia De Matteo – il sindaco Ricci ha rassicurato i tifosi neroverdi, senza tuttavia rispondere concretamente alle tante domande dei tifosi, prima tra tutte quella relativa all'iscrizione della squadra al prossimo campionato. Non si può inoltre non notare – ha aggiunto Emilia De Matteo – l'assenza dell'assessore allo Sport, a questo come ad altri incontri relativi alla situazione del Chieti Calcio, nonché nella programmazione sportiva in generale».
De Matteo interviene anche in merito alle dichiarazioni fatte nei giorni scorsi dal senatore Legnini che aveva respinto “ogni attacco e strumentalizzazione”, anche da parte degli Ultras, sottolineando che non spettava al sindaco, né tantomeno ad un senatore della Repubblica, pagare i 5 miliardi di debiti della società.
«Nessuno ha mai chiesto all'amministrazione – precisa l'azzurra – di pagare i debiti, non potrebbe mai farlo. Ma il sindaco e il senatore non avrebbero dovuto fare promesse che non potevano mantenere, generando nei tifosi soltanto illusioni e speranze infondate. Bisogna essere realisti e concreti – conclude De Matteo – e credere in una squadra capace di ripartire anche dai campionati minori con determinazione e coraggio».

19/07/2006 17.42

«LA SQUADRA DEVE TORNARE AD ESSERE DI TUTTI»

«Sindaco Ricci», scrive oggi Alessandro Bevilacqua, segreatrio del coordinamento centrodestra di Chieti, «ordinare, in modo perentorio, di rimuovere i manifesti del libero sfogo della voce (passionale) nero-verde, vale a dire di quanti sono amareggiati perché la nostra squadra del cuore è costretta a grandi passi indietro, è un gesto molto grave. Sindaco Ricci, nonostante lei abbia esautorato il suo Assessore allo Sport Grifone (di Rif. Comunista), per gestire in modo autarchico (e crediamo personalistico) la vicenda, il pressappochismo non l'ha abbandonata nemmeno per un istante, anzi ha ben pensato di fare una lunga vacanza di oltre un mese proprio nel periodo più caldo della trattativa. Nessuno, nel Centro Destra, si permette di speculare politicamente su quest'amara vicenda.
Tutti sono spettatori del grande disinteresse, dimostrato dall'attuale Amministrazione per un lungo anno ricco di difficoltà per la squadra, senza aver mai avuto un minimo interesse come sempre promesso, per i valori che contano, in questo caso quelli della fede sportiva, della maglia a strisce nero-verdi.
La squadra», continua Bevilacqua, «deve tornare ad essere di tutti, della città di Chieti; per questo auspico un forte controllo del Consiglio di Amministrazione con elementi locali; ogni trattativa condotta con la vostra aprioristica estromissione è vana e fallimentare. Siete voi l'organo di controllo supervisore contro possibili speculazioni finanziarie, intrighi di palazzo ed a favore dello sport calcio pulito.
Allo stesso tempo, sul fronte tecnico-sportivo, è prioritario riorganizzare il vivaio ed investire di più sulla crescita dei nostri giovani locali».

19/07/2006 19.12