E' il giorno di Grosso e di una Italia mondiale

Alessandro Biancardi

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E' il giorno di Grosso e di una Italia mondiale
VERSO LA COPPA. E’ finalmente il giorno della gioia per aver ritrovato finalmente un ruolo in un mondiale. Grandi festeggiamenti ieri in tutta Italia. Anche a Pescara ieri i caroselli sono andati avanti fin oltre le tre. Presa di mira come sempre la nave di Cascella, punto di incontro di ogni festeggiamento calcistico importante. La scultura recintata e senza acqua non è rimasta inaccessibile a quanti hanno esultato per ore. RACCONTI FOTOGRAFICI: L'ITALIA E' IN FINALE - VERSO LA COPPA
Dopo 12 anni nuovamente in finale ma questa volta ci andiamo con una squadra forte da tutti i punti di vista, una squadra che non ha giocato mai così' bene dalle notti mondiali e magiche di quel luglio del 1982.
Questa Italia ha dimostrato, ieri sera, contro una attenta e vorticosa Germania, di avere davvero i numeri, il carattere, la preparazione, i nomi per essere la squadra migliore del mondo.
Il gioco non si è mai arenato, ritmi altissimi, ripetuti cambi di fronte fino all'ultimo dei 120 minuti giocati.
Un calcio che sembra davvero sano e pronto a riscattarsi dal pantano in cui si è cacciato.
Pochissime le palle perse dei nostri, ottime giocate di tutti con in testa un generossisimo Gattuso onnipresente ed un Totti che ha fatto quello che ha potuto.
Un palo ed una traversa nel giro di due minuti hanno caricato questa Italia che sapeva di meritare e voleva vincere fino alla fine quando un guizzo di Grosso ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutta l'Italia che già pensava ai calci di rigore.
Il gol di Del Piero pochi istanti dopo ha dato il colpo di grazia ad una Germania ubriaca e stanca ma sempre fiero avversario.

TOTTI LASCIA LA NAZIONALE

L'aveva preannunciato, l'ha confermato. «Al 90% abbandono la Nazionale. Spero di chiudere in bellezza».
Così Francesco Totti ha ribadito ai microfoni Sky la sua intenzione di lasciare la Nazionale al termine dei Mondiali.
Ma intanto vuole la Coppa: «Siamo nella storia, anzi la stiamo scrivendo, manca soltanto l'ultima pagina» ha detto il numero 10 azzurro.
«Ho ringraziato Marcello Lippi e lo ringrazierò per sempre perché ha creduto dall'inizio nel mio recupero. I rigori? Già stavo pensando ai rigori, a come tirarlo. Poi quando ho visto in rete la palla di Grosso non ci ho capito più niente».

E Prima della partita «e' arrivato anche l'in bocca al lupo del presidente Napolitano» ha raccontato Lippi in conferenza stampa. «Poi anche i complimenti di Prodi e del ministro Melandri. E' la partita delle partite nell'immaginario mondiale e averla vinta cosi' a casa loro e' stupendo»

L'Italia si è qualificata DUNQUE Per la finale del Mondiale.
In semifinale gli azzurri hanno battuto la Germania 2-0 (0-0; 0-0) dopo i tempi supplementari. In gol Grosso al 14' del secondo supplementare e Del Piero al 15' sempre del secondo supplementare.
Domenica gli azzurri affronteranno in finale la vincente di Francia-Portogallo.


ODDO E GROSSO ALLA FESTA DELLA LORO CONVOCAZIONE

Di seguito pubblichiamo un articolo del novembre scorso quando Massimo Oddo e Fabio Grosso salutarono una folla di studenti che esultavano per la convocazione dei due pescaresi nella nazionale del mondiale.




C'era un luccichio tutto particolare negli occhi dei tanti ragazzi che hanno potuto vedere da vicino i loro beniamini.
Massimo Oddo e Fabio Grosso sono stati davanti a loro per circa un'ora nella quale si è parlato molto e poi c'è stata la ressa degli autografi e le strette di mano… Un giorno che difficilmente dimenticheranno.
L'incontro organizzato dal presidente del consiglio Gianni Melilla è servito per festeggiare la convocazione in nazionale dei due pescaresi che ora, a buon titolo, sperano di rientrare nella rosa dei 22 che farà la storia nei prossimi mondiali di Germania.

Ma si capisce subito che è un pretesto: lo scopo vero è quello di sensibilizzare i giovani sulla quintessenza dello sport e su come possa essere utile e formativo a patto che…
«A patto che serva per sognare ma non per illudersi», ha tenuto a precisare Daniele Ortonlano, responsabile Figc Abruzzo ed ex presidente della Renato Curi, la gloriosa squadra nella quale hanno militato agli esordi Oddo e Grosso.

La storia dei due pescaresi nazionali è stata raccontata da chi più di altri li ha visti crescere e diventare sempre di più quei «campioni che sono, fuori e dentro il campo».
«Sono sempre stati ragazzi in gamba e con la testa sulle spalle», ha detto ancora Ortolano, «si sono sempre impegnati, disciplinati sono cresciuti tra i sacrifici ed ancora oggi mi pare che abbiano mantenuto questo
atteggiamento».
Il Provveditore agli studi, Bruno Santilli, da ex calciatore ha portato la sua esperienza di vita, dagli anni (5) trascorsi nel mondo del professionismo alla laurea.
«Spesso sono le famiglie la vera rovina di molti giovani», ha detto, «c'è un certo accanimento deleterio a far fare ai figli quello che il genitore non è riuscito a concretizzare da giovane. Questo può essere molto pericoloso».

Mentre parlavano gli ospiti, le parole roteavano nell'ampia sala consiliare e con un solo sguardo si sono potute abbracciare le contraddizioni della nostra società.
Da una parte c'erano i campioni osannati che aspettano di giocarsi il loro primo mondiale, felici, pacati, con la faccia pulita di un tempo, i beniamini che incarnano l'archetipo di chi si è realizzato al massimo grado nella vita.
Almeno così sembra a questi giovani tifosi e sportivi dei campetti polverosi e duri che si impegnano, sudano, crescono, con la meta da raggiungere che è quella di eguagliare i loro idoli.
Scommessa spesso persa con conseguente delusione e illusione.








 In mezzo a questi due estremi -fra campioni e fan- c'è un ragazzone, con il pizzo, appoggiato al muro e con gli occhi forse lucidi: si chiama Alessandro Casciano, ascolta con attenzione Fabio e Massimo ed ha giocato decine e decine di partite nella Renato Curi proprio con loro.
Lui non ha voluto mancare in questo giorno così speciale per i suoi ex compagni di squadra, lui che non ha un nome ed un cognome che suonano così bene insieme, lui che evidentemente ha avuto una sorte diversa.
Ma, probabilmente, non per questo sarà meno appagato.

«Sono pescarese, sono orgoglioso di esserlo e lo voglio ribadire nonostante su diversi siti c'è scritto che sono nato a città Sant'Angelo», esordisce Oddo, riferendosi alla sua scheda sul sito della Lazio, la sua attuale squadra. Come racconterà, la sua scommessa ha deciso di giocarsela tutta e subito, lasciando la sua famiglia e la sua città per andare ad allenarsi nel grande club. Così nel 1993 è già al Milan per due stagioni ma non gioca una partita. Passerà poi al Fiorenzuola, al Monza, al Lecco e poi finalmente al Napoli e al Verona.
«Non penso di essere arrivato, la vita è una continua scommessa, fatta di sacrifici e di impegno costante», racconta, «ma non bisogna perdere di vista i valori fondamentali della vita. Io, per esempio, ho continuato a studiare e a mettere al primo posto lo studio, la conoscenza che può davvero renderci uomini. Sono iscritto alla facoltà di Giurisprudenza di Parma; la voglia di continuare e di raggiungere anche la laurea c'è sempre, ormai mancano non tantissimi esami ma il tempo è sempre di meno. Credo nello studio, nel sapere, nella conoscenza e dunque continuerò…anche se al momento mi sono un po' arenato».
I momenti più felici?
«Gli ultimi europei, che sono stati per me i primi con la maglia della Nazionale. Era un grande traguardo che volevo raggiungere da tempo. Ora non mancano che i mondiali. Continuò a lavorare e vedremo».

La cosa più brutta che ti è capitata di vedere da quando sei nel mondo del grande calcio?

«Sicuramente gli ultimi episodi di razzismo a Messina, i cori ignobili contro giocatori di colore. La violenza negli stadi è una cosa che offende un giocatore leale. Credo tuttavia che non si debba drammatizzare: credo che in certi momenti non si pensi a sufficienza e che forse ci sia meno cattiveria di quello che può apparire».
Del resto (scommesse, doping, frivolezze ecc) non vuole parlare e dice di non aver assistito mai a nessun episodio particolarmente disgustante. Vista l'occasione c'è da credergli.

Diverso il percorso di Fabio Grosso anche lui esploso tra i talenti della Renato Curi ma lui non ha ancora visto da vicino i grandi club.
Nel 2000 gioca nel Chieti e poi passa qualche stagione al Perugia, mentre le ultime due stagioni al Palermo.
«Sono consapevole di rappresentare per molti un modello», dice Fabio, «per questo sento molta responsabilità. Ringrazio tutti questi ragazzi perché, insieme a loro, abbiamo trascorso molte belle giornate di gioia e a loro dico di tenere sempre ben presenti i veri valori della vita che sono la lealtà sempre e comunque e di non trascurare mai lo studio».
Dei recenti interessamenti di Moggi per passare alla Juve non ne parla ma per lui potrebbe essere arrivato il momento giusto.




Per ora ce lo godiamo in maglia azzurra in attesa di vederlo alzare quella coppa che da troppi anni, dalle notti madrilene, aspettiamo con ansia.

Novembre 2005


Ora, dopo il trionfo di ieri sera e l'Italia in finale, finalmente sappiamo che per questi due onesti e volenterosi pescaresi si sta aprendo una lunga strada di successi.
Incrociando le dita e aspettando di rialzare quella coppa… forza ragazzi, grazie ragazzi.


05/07/2006 8.19


«DI NUOVO IN CONSIGLIO COMUNALE DOPO I MONDIALI»

«Rappresentate il volto pulito dello sport italiano, la passione sana di milioni di giovani, l'orgoglio della città che vi ha visto crescere».
È un passaggio del messaggio che il presidente del Consiglio comunale Gianni Melilla ha inviato questa mattina ai due calciatori pescaresi.
Nel messaggio il presidente Melilla, a nome di tutti i consiglieri comunali, torna ad invitare i due sportivi nell'aula consiliare per «ricevere le congratulazioni della nostra e vostra città» una volta concluso il Mondiale. «Per noi pescaresi è un grande onore potervi vedere indossare la maglia azzurra ed essere sotto i riflettori di tutto il mondo: veicolate il lato positivo dello sport e proiettate l'immagine di Pescara ben oltre i confini nazionali» prosegue ancora il messaggio.

05/07/2006 9.51