Telenovela Champ-Irl: ci pensa Tony George a movimentare le trattative

Alessandro Biancardi

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NEW YORK. La telenovela di Tony George (e la Irl) dura da dieci anni ed ormai comincia ad annoiare anche i più accaniti sostenitori, che, come gli altri sperano (ancora?) in una unione delle due serie (Champ car e Irl.)
Sino al 24 giugno scorso le trattative, cordiali, ma segrete, tra Keven Kalkhoven e l'erede dello speedway di Indianapolis, venivano descritte “normali”, positive, e quando domenica, dall'ovalino da go kart della Virginia, apparve una intervista “esclusiva” -“positiva” che George aveva dato al cronista del quotidiano Indy star, organo legato allo Speedway, il mondo della carta stampata e Internet esplosero .
Dalla Associated Press ai quotidiani più grandi si fecero a pezzi onde offrire le “primizie” che Goerge aveva emesso con un insano controllo facendo credere che quella era la sua “decisione”.
Conoscendo Tony George, incapace di offrire alcuna sembianza di credibilità, apparentemente colpito da una pace celestiale elusiva, e guizzante a sua volta come un'anguilla, c'e' stato dal canto nostro, un attimo di riflessione, poi anche noi abbiamo seguito la corrente esponendo quanto George aveva detto domenica scorsa a Cleveland abbiamo parlato con Kevin Kalkhoven, e con grande sorpresa, si e saputo che l'indomani delle affermazioni del patron dello speedway, una stazioncina televisiva sperduta in un paesino dell'Indiana, diffondeva smentite, dichiarazioni pessimistiche alquanto risentite, che hanno scaraventato tutto il lavoro riconciliatorio della Champ car in un lago fangoso.
Quello che e' accaduto in questi giorni, per chi conosce il milionario dell'Indiana tutto e' normale ma non sembra esserci un aggettivo appropriato per definire le sue uscite.
Di fronte a questa situazione non certo eccitante, l'addetto alle trattative, a nome del socio Jerry Forsythe, ha sfoderato la invidiabile pazienza che lo ha guidato nella sua fenomenale ascesa nel mondo dell'elettronica e connessi, che conserva tutt'ora che ha in mano lo scettro di re della Silicon Valley.
A questo punto ad una persona resta ben poco da dire con certezza onde sconfessare quanto affermato da George.
Per Kalkhoven non rimane che esprimere la sua opinione-che è quella valida- sulla situazione attuale, se ancora sussiste e sul futuro.
«E' strano come una simile dichiarazione sia stata emessa da Tony (George), si ha l'impressione che lo”scoop” sia stato macinato dai mugnai della Indy star, i quali avrebbero avuto il dovere di “ritrattare” le fantasiose dichiarazioni, che tutt'ora circolano».
Presupponendo con sicurezza che Kalkhoven preveda la fine delle trattative, e nel contempo pensi al piano operativo per il 2007/2008, abbiamo cercato di conoscere il suo pensiero.
«La nostra strategia per il 2007 marcia su un binario retto e sta superando l'ultimo tunnel.. Restano tuttavia due alternative: l' unione tra le due parti e una “Standalone” (indipendenti). Per il 2007 abbiamo già concluso alcuni nuovi eventi importanti con Phoenix (Arizona), Las Vegas, Road America che andranno ad affiancarsi a Long Beach e le altre gare di massima importanza».
«Avremo una nuova macchina,spinta da un nuovo Cosworth, più forte anche nei “push to pass” (sorpasso) meno dispendioso, che consentirà a molti concorrenti di tentare il successo. Sono in programma nuovi team, alcuni dei quali proverranno dalla serie Atlantic».

Chiediamo quanto di vero c'e' nella voce secondo la quale la Honda chiede l'eliminazione del turbo per fare spazio al suo motore aspirato (che la folla definisce “carro armato, rumoroso e noioso”).
Kalkhoven accenna un sorriso malizioso e poi… «La Panoz che costruisce la vettura inizierà i test il15 luglio, dopo la presentazione ufficiale a San Jose' California».
Resterà il fattore sponsors, piaga attuale di molte categorie, tanto da spingere Jerry Forsythe, patron dei due autodromi di Città del Messico e Monterrey, a chiudere quest'ultimo, qualora le ditte messicane non riescano ad uscire dal pantano finanziario.
«Vi e' spazio da vendere e piste pronte ad aprire le porte».
«Miglioreremo i programmi televisivi, prosegue il magnate di Wheeling (Illinois), solleciteremo gli organizzatori a propagandare più e meglio le corse locali».
Già alla sesta tappa in calendario si notano aumenti di pubblico.
Portland ha registrato un aumento del 30% in più del 2005, Cleveland con i suoi 179 mila spettatori si e' detta soddisfatta dell'aumento, ed ora si attendono Toronto ( il 9 prossimo,) quindi Edmonton ed infine Montreal la terza tappa canadese che ha sempre ottenuto successi.

«Ovviamente, conclude Kalkhoven il quadro sarebbe ancora più brillante se ci fosse l'unione. Ma qualche volta le cose non sono sempre sotto nostro controllo. Tuttavia, siamo determinati a raggiungere l'obiettivo prefissato. Ma non intendiamo fissare una data. Io credo», conclude con fiducia, il magnate californiano, «che si avrà l'unione ma non posso stabilire date e cifre. Il tempo non e' il problema. L'importante e' arrivare a termine onorevolmente».
Con o senza Tony George, Kalkhoven e' determinato a raggiungere l'obiettivo fissato con Forsythe, e raramente commette errori.
Ma George che dirà ora?

Lino Manocchia SSNphoto.com

30/06/2006 8.28