Massimo Oddo e Fabio Grosso al reparto di pediatria

Alessandro Biancardi

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PESCARA. I calciatori d’origine pescarese portano giocattoli ai bambini dell’ospedale. I due convocati in Nazionale dichiarano: «Il calcio ha il dovere di diffondere sani valori»
PESCARA – Due famosi Babbo Natale fuori stagione.
Ieri, intorno alle 11.30, Massimo Oddo e Fabio Grosso, attualmente militanti rispettivamente nel Palermo e nella Lazio, si sono recati a far visita ai bambini per consegnare giochi, sottoporsi ad interviste e rilasciare autografi.
Il loro arrivo è stato segnato da momenti di festa e ha raggiunto il clou nel momento in cui, i due sportivi, si sono resi disponibili ad ogni tipo di domanda proposte dai baby giornalisti.
A presiedere l'incontro il primario del reparto di Pediatria Medica, Giovanni Visci, il personale sanitario e i genitori dei bambini ricoverati.
Prima di rispondere ai ragazzi, Oddo e Grosso, però, hanno dovuto confrontarsi con le domande, un po' più impegnative, proposte dagli organi di stampa.
Ovviamente gran parte degli interventi si sono riferiti al momento non proprio sereno che sta vivendo, in questi giorni, il calcio.
Entrambi i giocatori si sono dimostrati indignati per quello che si sta verificando ma, hanno anche affermato che, il mondo del calcio, coinvolge tante persone e spesso, tra queste, c'è chi non è leale e professionale.
«Ciò nonostante – ha affermato Oddo – non si possono dare giudizi definitivi fino a quando la questione non sarà valutata dagli organi competenti».
«Il calcio – hanno dichiarato i due sportivi – ha il dovere di diffondere sani valori e deve essere portatore di solidarietà e di buoni esempi».
A rendere più emozionante l'incontro tra i bambini e i due giocatori, è stato il fatto che, entrambi presto saranno papà e, quindi, l'esperienza è stata vissuta ancora più intensamente.
Ha affermato Grosso: «I bambini sono l'anima della vita e devono essere rispettati: è nostro dovere dimostrare come il calcio, uno degli sport più amati dai ragazzi, rappresenti un mondo sano in cui si può ancora sognare. Prima di essere calciatori, infatti, siamo uomini e, come tali, dobbiamo garantire ai più piccoli una società serena e tranquilla».
I due giocatori pescaresi hanno, poi, raccontato della loro esperienza sportiva e della gran soddisfazione quando hanno saputo di dover giocare con la nazionale ai prossimi mondiali. È stato proprio Visci a sottolineare l'importanza dell'avvenimento.
A prendere la parola sono stati, poi i bambini tra i quali, Riccardo, Francesco, Valentina ed Emanuele che, con un po' di emozione, hanno intervistato i due campioni. Tra le domande realizzate una davvero “profetica”: «Qual è la squadra che temete di più ai mondiali?» La risposta all'unisono è stata: «Il Brasile ovviamente».
Ivan D'Alberto 20/05/2006 8.52