Champ Car. A Monterrey sono in molti a voler vincere

Alessandro Biancardi

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Monterrey. La città messicana più vicina al confine con gli Usa chiama la Champ car.
Domenica 21, l'autodromo dal Fundidora, che Jerry Forsythe creò sei anni or sono, accoglierà il meglio delle monoposto Usa, molti dei quali sono “veterani” della corsa.
Piloti americani, messicani, canadesi, australiani, francesi, spagnoli ed inglesi si contenderanno la vittoria nella sesta edizione del G.P. della Champ car che gli autobus cittadini presentano con posters...succosi.
La ridente città a
nord del Messico, appare splendida, moderna arrogante con il magnifico museo di storia messicana “Marco”, la caratteristica “marquetas”, e le sue “muchache”, ”le più belle donzelle del reame”,come le descrive un noto poeta messicano, che fanno lo “struscio” sulla Calle principaI (il Corso) e sostano curiose dinanzi alle boutique.
Quaggiù, domenica, oltre duecento mila appassionati di auto, riempiranno le tribune, come fecero lo scorso anno ed il tifo non sarà…tiepido.
Va detto, comunque, che la Champ car avrà un rivale colossale: il Calcio. La finale di calcio, lo sport più seguito nella nazione disputerà la finale di campionato.
Immaginarsi quindi il calore che regnerà nella cittadina ospitale.
Comunque la nazione dei “Mariachi”,dei cappelloni a larghe falde e le voluminose chitarre, vuol salutare degnamente i rappresentanti del mondo dei motori.
La prima edizione di Monterrey (2001) e' stata vinta dal brasiliano di Belo Orizzon Christiano Da Matta, con una gara che accese gli spiriti dei tifosi e rese felice patron Newman e Haas, che oggi, invece, porteranno il campione in carica Sebastian Bourdais ed il brasiliano (anch'egli di Belo Orizon)Bruno Junqueira.
La seconda edizione andò al canadese Paul Tracy che bissò nel 2003, ed ora si presenta deciso a fare tris per patron Forsythe,
Cosa facile? Non diremmo.
Dopo cinque anni, la lista dei piloti e' mutata, arricchita dal nome di Justin Wilson, A.J.Allmendinger del team Rusport di Carl Russo, Oriol Servia, Alex Tagliani ed altri che con “Super Mario”,“l'Orgoglio del Messico”, reduce dalla magnifica performance di Houston,daranno battaglia al francese Sebastian il più giovane pilota che abbia guidato nella Champ car all'eta' di 17 anni e otto mesi, e che resta, almeno sino ad ora, un concorrente di rispetto e capace di magnifiche performance.
Sono questi elementi, ed i rookie Nelson Philippe,Nick Pastorelli, la graziosa inglesina Katherine Legge, e poi i Ranger,Clark,Zwolsman che renderanno piu' avvincente la manifestazione.
Grande assente il veterano Jimmy Vasser, pluri campione dei tempi
di Alex Zanardi, ed ora patron del team PKV insieme a Kalkhoven e Perrit, nonché manager di Oriol Servia e Kathy Legge.

CHI VINCERA'?

Il pronostico e' apertissimo. Se il “mostro di macchina” come l'ha definita Paul Tracy a Houston, guidata da Bourdais si scatenerà allora assisteremo ad un tris stagionale eccezionale, poiché ciò vorrebbe dire che il pilota della Newman/Haas ha gia' posto l'ipoteca al titolo. Ma conoscendo le performance, le superbe riprese di Tracy,
la grinta di Dominguez, la tenacia di Wilson, la grinta dell'americano Allmendinger,l'ostinatezza di Servia, il “calcolo” di Cristiano Da Matta,l'esperienza di Bruno Junqueira, c'e' da prevedere un risultato a sorpresa. Ed e', appunto, questo che le migliaia di “amigos” si attendono dalla sesta edizione di Monterrey.
Lino Manocchia SSNphoto.com

18/05/2006 9.42