Paul Newman in Italia per la sua iniziativa benefica per i bambini

Alessandro Biancardi

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Paul Newman in Italia per la sua iniziativa benefica per i bambini
Passa come il piu' grande benefattore degli Stati Uniti.
Ha audacia e successo, ha 82 anni….”and counting” dice lui. E', in una parola, il Giunness dei successi filantropici, artistici, sportivi.
Quando gli chiedo, durante una delle gare Champ car, ma quante
“Hole in the Wall” dirigi?
Risponde: «Io non sono un dirigente, ma un “procuratore” delle necessità per queste istituzioni. Quando penso che ogni mio passo “estrae” migliaia di piccoli esseri umani dall'abisso del male, del peccato, allora sento che i sacrifici che compio (e ne compie tantissimi) hanno un significato e rinverdisco le mie vecchie primavera che pesano sulle spalle».
Paul Newman, nato nello stato dell'Ohio, deve il suo successo al talento o alla volonta'?
«Questa sorregge quello e viceversa».
Ieri Newman era a Limestre per vedere, per la prima volta, il luogo dove sorgerà la struttura dedicata ai bambini. E' una vasta area di proprietà della Smi, la Societa' metallurgica italiana di cui la Intec, finanziaria di Vincenzo Manes, possiede il 30%
Nascerà in Toscana, sulla montagna pistoiese.
Si tratta del primo villaggio in Italia della Fondazione 'Hole in the wall', che l' attore americano ha creato nel 1988 per offrire periodi di vacanza a bambini dai 7 ai 15 anni colpiti da malattie gravi, come tumori, leucemia, talassemia, fibrosi cistica e altre patologie. Il villaggio è frutto della partnership tra la fondazione dell' attore e la Fondazione Dynamo che fa capo a Vincenzo Manes e Serena Porcari.
Paul e' sgusciante come un'anguilla, seducente come una sirena, non dice mai di sì ne' di no, eppure non c'e' interlocutore piu' agguerrito conversatore quando si entra a parlare dei suoi “Hole in the Wall”.
Nacque il primo dopo la scomparsa del suo amato figlio, per “overdose” di anfetamine. Da quel giorno Newman non ha cessato un momento di “lavorare” per produrre non ricchezze personali (che ne ha tante..) ma per salvare…”il salvabile” dall'umanita'.
Ogni anno, -sono cifre ufficiali- le sue istituzioni godono di qualcosa come 250 milioni di dollari, raccolti, un po' dalla vendita dei suoi generi alimentari che portano il suo nome, un po' dai piloti che donano, ad ogni pole position, 25 mila dollari e poi dagli spettacoli, dalle serate “di lusso” che egli rifugge per natura, e per i doni fatti da amici ed organizzazioni di ogni grado.
Paul era venuto in Italia per assistere ad un “Master” motonautico.
«Non avevo mai saggiato l'ebbrezza di un simile sport», affermava al termine della frenetica galoppata marina, «Porteremo con Kalkhiove e Forsythe qualcosa del genere quale “anteprima” delle nostre gare Champ car».
E Paul, “segretuccio” per natura, era rimasto nel nostro Paese che ha sempre preferito ad altre Nazioni.
La sorpresa non ne' stata piu' tale quando il pilota-attore-benefattore arrivava a Limestre.
Come consueto, Paul ha ordinate il”silenzio” sino a quando le cose
non saranno completate al minimo dettaglio.
L'attore agisce cosi' e le cose gli vanno sempre bene .
Dopo sapremo quanti ragazzi bisognosi potranno trovare la pace nella Hole in the Wall, o buco nel muro, per il quale il sempre piu'…“giovane”patron dei due team Champ car, siamo certi lotterà come sta facendo da una dozzina di anni, in molti punti del globo.
Alla prossima visita porterà con sè il suo bicampione della serie Usa Sebastian Bourdais, il quale, sabato prossimo passera' a nozze nella Cattedrale Saint Julien di Le Mans, citta' natale del pilota il quale, questa settimana appare in testa alla lista dei più seguiti, quotati, rispettati dai tifosi, compreso il campione del mondo di F.1 Alonzo.
Intanto in attesa di qualche dichiarazione da parte degli interessati.

Lino Manocchia 05/05/2006 10.29


L'INTERVISTA