MOTORI. Le Dragsters: "tulipani di fuoco"

Alessandro Biancardi

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MOTORI. Le Dragsters: "tulipani di fuoco"
Il campionato della National Hot Road Association (NHRA) edizione 2006 ha aperto il portale attraverso il quale passeranno 3 milioni di spettatori per assistere alle piu' vorticose gara motoristiche al mondo.
Ma cosa sono questi mostri definiti “rombo e furia”? Cerchiamo di spiegare in maniera succinta le caratteristiche, le diversità delle Dragsters dalle altre categorie sportive.
“To Drag”, ovvero tirare forte. Questa la quintessenza dei “tulipani di fuoco”, i cui motori sono capaci di scaricare 2000Cv per circa 6”, e che hanno bisogno di paracadute -issati in coda- i quali aprendosi offrono l'idea dei tulipani e frenano il bolide.
Destinato a disputare prove di accelerazione pura, sulla distanza di un quarto di miglio, il Dragster costituisce, per la serietà, una categoria a sè. Per pista si fa uso di una fettuccia d'asfalto di 400 metri, in cui il rumore assordante del tuono, fa concorrenza ad un denso ed acre fumo di nitrometano che sollecita le lacrime.
«E' un cocktail incendiario», ci spiega un meccanico, «una miscela di di ossigeno e nitromathene tremendamente volatile, che fu sviluppato dai tedeschi allorche' tentarono di lanciare i loro V2».
Infatti, questa forma tipica di corsa fu creata e sviluppata in America,dopo la Seconda Guerra Mondiale e riconosciuta ufficialmente dalla FIA nel 1993. Da allora queste strane macchine con le loro enormi gomme posteriori di mescola tenerissima, che al via aumentano di pressione per lasciar loro il massimo di aderenza nel momento delle folgoranti accelerazioni, e davanti con ruote più piccole.
Il frastuono, il grosso “spoiler” posteriore, l'alettone anteriore, ed i loro bellissimi colori, gareggiano a fine settimana nei vari “strip” degli Usa. Qualche secondo prima del via, si effettua il “burn out”, ovvero surriscaldamento dei pneumatici facendo girare vorticosamente le ruote posteriori su della varechina creando immense nuvole azzurrognole. Più la fumata e' grande più calorosi sono gli applausi.




CARATTERISTICHE TECNICHE

Niente cambio, naturalmente, soltanto un innesto a frizione particolarmente rinforzato. Col piede destro il pilota comanda l'acceleratore e col sinistro la frizione. Al momento della partenza, il pilota tiene il motore ad alto e costante regime. Al via, se il pilota scatta prima della luce verde, l'Albero di Natale” (cosi' si chiama il complesso di luci giallo, verde e rosso) fa scattare il rosso ed il concorrente viene squalificato. La serie è divisa in diverse classi:Top Fuel, che hanno motori turbo a nitrometano, capaci di erogare2000Cv
Ci sono poi le Funny car che usano motori turbo, con la carrozzeria in fibra di vetro che le fanno assomigliare a macchine di serie, Pro stock, vetture fondamentalmente stock car ma con motore diversissimo e fortemente modificato.
La maggior parte dei motori sono V8 fatti in America senza overcame, ma bracci oscillanti. Questi veri gioielli di meccanica vengono sottoposti ad un “maquillage” eccezionale e dispongono di una potenza inaudita. Basti pensare che una pompa per il carburante può fornire al motore l'equivalente di 60 galloni (circa 200 litri al minuto).
La NHRA ottiene il diapason degli show, con i “big monsters”, nel cui ventre un motore jet scavezza sullo strip migliaia di cavalli, offrendo spettacoli degni dell' apocalisse. Sono i jetdragsters che gareggiano di sera, per offrire agli spettatori uno show fatto di fiamme e fragore inusitati.
La NHRA conta nel suo palmares nomi noti in America che hanno creato ed arricchito questo spettacolo motoristico che ha pochi avversari capaci di ridurne l'interesse.





LA SACERDOTESSA DELLE DRAGSTERS

E non si dica che questa categoria e' riservata soltanto agli uomini forti. La lista dei concorrenti vede sempre più nomi femminili con in testa Sherley “Cha Cha”Muldowney, una sessantenne graziosa, che non intende appendere il casco.
Questa fumatrice radicata, sorniona, e persuasiva dalla voce roca ed ansiosa, si cinge la fronte con tre allori, della categoria Top Fuel.
Sherley e' nata a Schenectady nello stato di New York, detiene record ottenuti sugli strip di 400 metri alla media orripilante di 515-520 km in 4”.67, in fase d'uscita.
«Le Dragsters sono la quintessenza della velocità, una esperienza inenarrabile, qualcosa come un orgasmo, uno spruzzo di pazzia che si dilegua in pochi secondi mentre il corpo continua a tremare per un bel po'», spiega la campionessa che da tempo ha festeggiato il 30mo anniversario di corse nelle dragster.
Anche Hollywood ha girato un film di successo dal titolo “Cuore come una ruota” ma lei e' apparsa rapidamente solo una volta lasciando la continuazione alla sua sosia.
I suoi discorsi sono intercalati da parole inafferrabili, istigatrici le sue invocazioni, ma lei si scusa perché non se ne accorge. Vien fatto di chiedere: Sherley e' timida o scorbutica? Lei intuisce e si schernisce: «Sono maledettamente timida, meno di prima», dice la sacerdotessa delle “Top fuel” mentre aspira l'ultima boccata di fumo allorche' indossa il casco, mentre uno dei meccanici l'attende laggiù, al termine della drammatica corsa, con un'altra sigaretta accesa.
Come mai le hanno dato il soprannome di “Cha Cha”?
«Perché da giovane andavo pazza per la danza sud americana, ma ora…e' soltanto un ricordo».
Alla domanda se fra uomo e donna deve esserci solo parità o anche eguaglianza, la Muldowney risponde:«Non vedo differenza. Siamo tutti esseri umani, figli di Dio. Cio' che cambia sono solo i quozienti ormonici. Nel mio caso ciò che conta sono i titoli».
Per quanto tempo…ancora?
«Seguo l'ascesa di alcune giovani pilota. E sopratutto Angelle, gia' campionessa delle bike-dragsters».
Infatti, sulla scia della”pioniera” ben presto si sono affiancate una mezza dozzina di candidate al blasone dei Tulipani di fuoco. E gli spettatori ne vanno pazzi.
Lino Manocchia SSNphoto.com 21/04/2006 8.08