Delfino Pescara. La gioia di Di Francesco: «voglio restare in biancoazzurro»

Alessandro Biancardi

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* IL FOTORACCONTO: PESCARA IN FESTA DOPO LA VITTORIA




PESCARA. Pescara-Verona è finita. I biancazzurri hanno conquistato la serie B al termine di un campionato equilibratissimo che ha visto entrambe le squadre sempre appaiate nei primi piani della classifica.
A bocce ferme, con il clima ormai disteso, ha voluto dire la sua anche il sindaco di L'Aquila, entusiasta per il risultato ottenuto sul campo dai pescaresi: «mi congratulo con la Città di Pescara e con la squadra per la promozione in serie B, motivo di orgoglio per tutto l'Abruzzo e segnale di vitalità dell'intera regione».
«Ancora una volta», ha continuato il primo cittadino aquilano, «i pescaresi hanno dato prova straordinaria di solidarietà e vicinanza nei nostri confronti. Solidarietà già dimostrata in maniera incisiva e commovente a seguito del terremoto che ha colpito L'Aquila il 6 aprile scorso».
Il riferimento è ovviamente agli sfottò di pessimo gusto dei veronesi sui terremotati aquilani sentiti nel corso della semifinale al Bentegodi.
«Ringrazio tutti coloro che hanno così civilmente e fermamente reagito alla volgare contestazione di una parte della tifoseria del Verona», ha aggiunto Cialente. «Nei mesi più difficili moltissimi sono stati i cittadini aquilani che hanno trovato ospitalità e conforto, da una popolazione che si è dimostrata nei fatti sorella nel momento di dolore e lutto».
Sono passati due giorni dall'esaltante epilogo del campionato, che dopo sei anni ha visto il Pescara tornare in serie B, ma il tecnico Eusebio Di Francesco non ha ancora realizzato di aver compiuto un'impresa storica.
Lui, tra l'altro pescarese di nascita, ha detto chiaramente che «si è realizzato un sogno. È il momento di ringraziare tutti quelli che sono stati con noi in quest'anno e non vorrei dimenticare nessuno. Ho avuto la fortuna di lavorare con un gruppo di giocatori fantastico, formato innanzitutto da uomini veri».
«Di domenica resteranno scolpite per sempre indelebili diverse immagini», prosegue Di Francesco, «la più importante sicuramente è lo stadio Adriatico stracolmo in ogni ordine di posti, che ci ha costretto a non fallire l'obiettivo. In uno stadio del genere non si può perdere, l'ambiente ha reagito in maniera fantastica».
Trascorse alcune ore dalla festa emergono alcuni dettagli del pre-partita dei biancazzurri: «prima del match c'era un silenzio surreale dentro lo spogliatoio. Tutti i ragazzi erano concentrati e motivati nel far bene. Pochissime parole ho voluto soltanto sottolineare davanti a tutti l'orgoglio che ho provato nell'allenarli in questi mesi».
La promozione è stata ottenuta con un tecnico pescarese in panchina.
Un fatto che ha ulteriormente caricato di significati l'impresa: «è un sogno l'ho già sottolineato. Ci ho sempre creduto con lavoro e serietà. Ringrazio un gruppo di giocatori fantastico e la società, che ha voluto rischiare qualcosa affidando ad un tecnico giovane la panchina di una squadra tanto importante».
Un passo indietro alla partita vinta col Verona è dovuto: «il fatto di aver fatto secondi ci ha aiutato parecchio in questi play-off. Lo dimostra la partita col Verona. I ragazzi hanno fatto una partita perfetta per concentrazione ed attenzione. Tutti hanno seguito fino in fondo i miei dettami tattici».
Conclusione dedicata al futuro: «ovviamente il mio desiderio è restare in biancazzurro. Vedremo nei prossimi giorni di sederci a tavolo con la società per risolvere alcuni dettagli. Certamente non mi sento come Mourinho, che ha lasciato l'Inter subito dopo il trionfo in coppa...».

Andrea Sacchini 15/06/10 11.34