Gran Fondo Teramo: trionfano D’Ascenzo, Nikandrov, Mondaini e Mancini

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Oltre quattrocento i partecipanti alla Gran Fondo Città di Teramo. Una “battaglia” intensa in entrambe le gare della manifestazione voluta da Raffaele Di Giovanni, che ha premiato il teramano Wladimiro D'Ascenzo (Melania Omm Ares) e Maria Teresa Mondaini (Open Team) nella Medio Fondo, l'ex professionista Dmitry Nikandrov (Val di Foro) e Monica Mancini (Amici della Bici Spoltore) nella prova regina della manifestazione che assegnava anche i titoli continentali della Gran Fondo.
L'inclemenza delle condizioni metereologiche e la coincidenza della data di svolgimento della manifestazione con altre gare, avevano fatto penare gli organizzatori che soltanto negli ultimi due giorni hanno potuto tirare un sospiro di sollievo con oltre 400 ciclisti che hanno confermato la partecipazione alla gara.
Piazza Martiri della Libertà è stata invasa di buon mattino da ciclisti.
Nelle prime posizioni delle griglie di partenza diversi rappresentanti dell'amministrazione comunale del capoluogo: Maurizio Brucchi sindaco di Teramo, Angelo Puglia presidente del consiglio comunale di Teramo, l'assessore allo sport Guido Campana che ha abbassato la bandiera a scacchi. Insieme a loro il simbolo del ciclismo amatoriale teramano, quel Wladimiro D'Ascenzo ex professionista che ormai da diverse stagioni solca le strade della penisola in sella al cavallo d'acciaio e conquistando successi di prestigio come il mondiale federale di S. Johan in Tirol e per due volte la maglia tricolore categoria master 2 e un altro abruzzese che eccelle nel mondo dell'imprenditoria, ma anche in quella del ciclismo pedalato visto che si è laureato campione europeo della categoria Gentleman, Stefano Di Saverio proprietario della ditta Regolo che sostiene la formazione professionistica Adroni Giocattoli Diquigiovanni e le varie manifestazioni sportive che si tengono sul territorio abruzzese.
Abbassata la bandiera a scacchi è stata subito fuga.
Ad allungare è stato Rosario Iacurti (Ciclo Club Borgo Antico) su cui si è portato Gianni Luzi (Mary Confezioni), Mauro Nucciarelli (Melania Omm Ares) e Alessandro Marsili (Vibrata Bike 2005).
Il “Generale” della Mary Confezioni, reduce dalla fatica organizzativa della Gran Fondo Colli Ascolani, si è gettato anima e corpo in questa fuga, il solo a resistergli è stato l'abruzzese Marsili che ha diviso con lui il peso della fuga.
Ma è stata una prova ad handicap per Luzi, che ha dovuto fare i conti con un incidente meccanico che lo ha costretto per ben tre volte a fermarsi e il vantaggio di 2'30” accumulato si è progressivamente assottigliato.
Dal gruppo inseguitore nel finale è uscito Wladimiro D'Ascenzo che ha optato per il percorso breve, visto il precario stato di salute e la vicinanza dei campionati italiani a cui intende primeggiare per la terza volta consecutiva e si è lanciato all'inseguimento della coppia al comando.
Alla divisione dei due percorsi di gara, in quel di Montorio al Vomano località situata sulla riva sinistra del Fiume Vomano, D'Ascenzo è riuscito a raggiungere i battistrada.
La progressione finale gli ha permesso di piegare la resistenza di Marsili e tagliare braccia al cielo il traguardo, facendo rivivere le istantanee del successo della scorsa edizione di questa gara, questa volta nella gran fondo.
Archiviato il successo di D'Ascenzo, ma non l'amarezza di Gianni Luzi, deluso per il protrarsi dello sfortunato incidente meccanico che lo ha pesantemente penalizzato, l'attenzione degli appassionati si è spostata sulla Gran Fondo.
Ventinove ciclisti al comando ai piedi della salita di Crognaleto, lungo i tornanti della quale, Giulio Fazzini ha vestito i panni del gladiatore e imponendo il forcing ha selezionato il gruppo dei battistrada.
Sono rimasti in quattro a guidare, Angelo Menghini (Mary Confezioni), Dmitry Nikandrov (Val di Foro), Giulio Fazzini (Team Inergia) e Fernando Costa (Team Scott).
In vista dell'epilogo della salita, quest'ultimo ha perso contatto dai tre compagni di fuga che hanno continuato nella loro azione.
Intanto in discesa, dal gruppo Primo Sprecacè (Mary Confezioni) si è lanciato all'inseguimento dei battistrada, concludendo felicemente la sua azione d'inseguimento a sette chilometri dal traguardo. Nikandrov e Fazzini hanno temuto la coppia della Mary Confezioni costituita da Menghini e Sprecacè che nel finale hanno tentato più volte di scattare nel tentativo di sfruttare il gioco di squadra, con Nikandrov sempre pronto a chiudere.
Ai 500 metri finali, Sprecacè è sembrato perdere contatto dal drappello dei battistrada, ma si è rialzato sui pedali e ha tentato il colpo a sorpresa.
Ma il russo Nikandrov, nato all'ombra della scuola di ciclismo in Russia, dall'età di otto anni in sella alla bicicletta, non si è lasciato sorprendere, rispondendo all'allungo e a sua volta lasciando partire la rasoiata che gli ha permesso di conquistare la sua terza gran fondo dopo quella di “Tollo” e del “Gargano”.
Due nomi di prestigio del mondo amatoriale nazionale che lasciano la loro impronta tangibile in questa gara, destinata a diventare ben presto una classica del congestionato calendario delle gran fondo e fondo.
Dopo la fatica ai ciclisti è stato riservato un ricco pasta party, ben tre primi piatti e tre secondi a scelta.

07/06/2010 10.16